In scena all’anfiteatro di Sutri “Dimmi Tiresia” con Luisa Stagni

NewTuscia – SUTRI – “Dimmi Tiresia” sarà in scena sabato 18 luglio ore 21 a Sutri Anfiteatro, nella rassegna Teatri di Pietra.

Protagonista Luisa Stagni, attrice meravigliosa e amica carissima con la quale ho condiviso tante esperienze, con Opera Decima.
Lo consiglio vivamente a tutti, così come la Rassegna diretta dall’amico Aurelio Gatti.
La prestigiosa rassegna, con la direzione artistica del maestro Aurelio Gatti, aprirà il sipario nello straordinario anfiteatro romano di Sutri il 10 luglio 2020 e proseguirà, in un mese ininterrotto di programmazione, fino al 6 agosto.Pietro Benedetti

Dimmi Tiresia, scrittura teatrale inedita di Luisa Stagni (attrice, regista e drammaturga) nasce nel 2015, come lirica dell’ascolto: l’autrice, resa cieca dalla malattia, approfondisce e concentra la sua ricerca sulla percezione, sensoriale e relazionale, come metodo e formazione dell’attore. Dopo CieKaPuk e Via Calafrutti 30, con Dimmi Tiresia la cecità non è più uno status di menomazione, ma la condizione – quasi necessaria – per la conoscenza.

La leggenda dell’indovino suo malgrado, che si trasformò in donna per poi, passati sette anni, tornare nuovamente ad essere uomo e poi, per un parere non gradito a Hera fu accecato (altri attribuiscono il fatto ad Atena) e in parte compensato da Zeus con la preveggenza e il dono di vivere sette generazioni, è la narrazione antica, il tramite necessario per irrompere nel contemporaneo.

Quel Tiresia del mito, interpellato da re ed eroi, da tutti chiamato per rispondere su un futuro da ogn’uno disatteso, testimone di vicende tanto sconvolgenti quanto prevedibili e preannunciate, l’uomo stremato dall’insistente domanda : dimmi Tiresia, dimmi… forse – oggi – non serve più.
La contemporaneità è diventata il luogo dell’astratto, dell’immediato scisso da ogni legame con se stessi e con la comunità, distante tanto da un passato condiviso come da un futuro. Il naturale fondamento dell’umanità – la relazione – muore per l’indifferenza di scelte e visioni. Il futuro diviene pura espressione verbale mentre – per esistere – esigerebbe un presente nella sua piena vitalità emotiva e razionale. L’assenza di futuro è il nichilismo dell’assoluto presente. Con la resa di ogni desiderio, quesito, aspirazione ad un presente onnivoro e consumato, il futuro è divorato e Tiresia definitivamente silenziato.
Questi e altri pensieri attraversano il nostro Tiresia, un omino in nero, quasi un Charlot,
incastonato in un vecchio coro ligneo . Ai lati una donna e un uomo, giovani, quasi novizi di un rito arcaico, danzano quella giovinezza ambivalente di un Tiresia ancora vedente … eppoi il coro testimone, umanità questuante… tutto questo per una messinscena in teatrodanza.
“Dimmi Tiresia” partecipa nel 2017 come testo a “OPRA PRIMA”, rassegna curata da Alma Daddario, dedicata alla presentazione di scritture teatrali inedite (Villa di Livia a Roma). Nel 2018 il progetto viene accolto da MDA Produzioni : dopo una serie di attività laboratoriali e seminariali sulla percezione sensoriale condotti da Luisa Stagni ,viene realizzato il primo studio, presentato all’Antiquarium di Malborghetto ( Teatri di Pietra), all’Acropoli di Selinunte (Le Forme di Telesis) e al Museo Guarnacci di Volterra (Festival del Teatro Romano di Volterra).

DIMMI, TIRESIA
drammaturgia e regia LUISA STAGNI
coreografia LUCA PIOMPONI
costumi MARINA SCIARELLI
direzione AURELIO GATTI
con Luca PIOMPONI, Lucrezia SERAFINI e Luisa STAGNI
e l’Ensemble vocale “L’Ottava giusta”
Alessandra CORSO, Laura FELICE, Marina MADEDDU, Carla TAVARES
Composizioni vocali Arman AZEMOON
una produzione MDA PRODUZIONI DANZA
in coproduzione con OPERADECIMA / TEATRI DI PIETRA

Il Mito
La leggenda vuole che l’indovino – figlio di Evereo e della ninfa Cariclo – mentre camminava tra le colline, scorse due serpenti che si stavano accoppiando e, colpendo quello di sesso femminile, si trasformò in una donna in carne ed ossa. Si dice anche che, passati sette anni nei panni femminili, in cui provò tutti i piaceri che una donna potesse provare, vedendo nuovamente due serpenti accoppiati e colpendo il maschio, tornò nuovamente ad essere uomo. Questa doppia trasformazione creò enorme frastuono tra gli dei dell’Olimpo . Tiresia fu chiamato in causa da Zeus e Era per risolvere la controversia su chi , nell’atto amoroso, provasse più piacere: la donna oppure l’uomo. Tiresia, senza alcun indugio, rispose che il maggior piacere veniva provato dalla donna, in una misura nove volte maggiore rispetto all’uomo. Era, infuriata con Tiresia per aver svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus – per ricompensarlo del danno subito – gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni. Un’altra versione riguardante la vicenda della cecità di Tiresia narra che il giovane – passeggiando lungo le sponde del fiume in cui la dea Atena faceva il bagno alla sorgente – vide quest’ultima tutta nuda e, per
punizione, fu reso cieco dalla stessa ma poi – su supplica della madre Cariclo – fu reso indovino sempre dalla dea. Questo dono, secondo la leggenda, fu tramandato anche alla figlia Manto, anch’essa veggente. Anche le versioni sulla fine di Tiresia sono diverse: si racconta che nel corso dell’attacco degli Epigoni contro Tebe, Tiresia fuggì dalla città con i tebani e che nei pressi della fonte Telfussa bevve acqua gelata e morì. Altra narra , che l’indovino – rimasto a Tebe con la figlia Manto – sia stato fatto prigioniero e mandato a Delfi con la stessa, dove sarebbero stati consacrati al dio Apollo, ma Tiresia sarebbe morto per la fatica durante il cammino.

Link:presentazione : https://www.danzamda.it/wp-admin/post.php?post=3076&action=edit

Luisa Stagni
Attrice, autrice, insegnante di recitazione.
Nasce a Milano dove compie gli studi scolastici: Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti di Brera; gli studi teatrali presso C.S. Santa Marta Scuola Civica d’arte Drammatica Paolo Grassi. Arricchisce la sua formazione con studi internazionali con i maestri: Bolek Polivka, Ives Le Breton, Hector Malamud,Tadeus
Kantor, Odin Teatret, Susan Batson, Giulia Varley.
Vince una borsa di studi CEE- Goumont,per studiare con il regista americano Dominic De Fazio e si trasferisce a Roma dove prosegue gli studi e si laurea al DAMS UniRoma TRE.
Lavora in teatro con i registi: Gigi Gherzi, Renato Mambor, Aurelio Gatti, Enzo Vanarelli, Mimmo Valente, ecc.
In cinema con i registi: Marco Bellocchio, Inigo Lezzi, Nuccio Ambrosino, Daniele Falleri, Alessandro Greco,
E’ insegnante di recitazione e uso della voce in corsi privati e in scuole di teatro per professionisti: CIAPA
Centro Internazionale Allenamento Permanente Attori diretto da Gisella Burinato.
Come autrice teatrale le sue ultime opere rappresentate sono:- Ciekapuk, notte di mezza estate-, – Dimmi,
Tiresia-.
E responsabile del settore Teatro dell’Associazione di Promozione Socio-culturale OperaDecima a.p.s. con la quale è impegnata nel sociale e nel mondo della disabilità di cui lei stessa fa parte come non vedente.