Autostrade deve aprire una nuova fase in cui la cultura della manutenzione si coniughi lo sviluppo economico

di Stefano Stefanini (*)

NewTuscia – Autostrade, con l’Accordo transattivo definito nella notte scorsa dal Consiglio dei Ministri presieduto da Giuseppe Conte, deve aprire una nuova fase in cui la cultura degli investimenti, della qualità del servizio, della manutenzione e dei controlli nelle reti viarie si coniughi con il ruolo di volano di un nuovo sviluppo economico dei territori serviti dall’infrastruttura.

Il comunicato di Palazzo Chigi che sblocca la “questione Autostrade” in tre fasi: ingresso di Cassa Depositi e Prestiti, poi public company anche con piccoli investitori e ritorno in Borsa.

Sarebbe previsto un tempo che va da sei mesi a un anno per la conclusione del processo, diviso in due fasi: nella prima Cdp entrerebbe con il 51% e ci sarebbe lo scorporo che porterebbe il peso della famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, soglia sotto la quale non si entra in Cda; nella seconda ci sarebbe la quotazione che dovrebbe portare a una società con un azionariato diffuso alto, fino al 50%, in cui potrebbero entrare nuovi soci, con un’operazione di mercato, abbassando ulteriormente il peso della famiglia Benetton.

“Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”. È quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.
“La proposta – si legge nel documento – prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario.

Punti relativi alla transazione
– misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro;
– riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162);
– rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario;
– aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario;
– rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge ‘Milleproroghe’;
– accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.
Punti relativi all’assetto societario del concessionario.
In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi si sono impegnate a garantire:
– l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp), attraverso: 1.la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp; 2.l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali;
-la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi;
– la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento”.

Oltre a tutte le problematiche già segnalate nel Documento che la CISAL Trasporti e le altre Confederazioni dei Trasporti avevano  inviato da tempo a questo e al precedente Governo, emergeva l’esigenza di definire uno schema concessorio autostradale che avesse coniugato salvaguardia occupazionale, qualità del servizio, assistenza agli utenti, con lobbligo di una più puntuale manutenzione delle infrastrutture, consentendo altresì gli investimenti necessari allo sviluppo delle stesse, anche mediante una semplificazione delle procedure sugli appalti, per dare piena attuazione al Piano Industriale e degli Investimenti, con la conseguente apertura di cantieri e creazione di posti di lavoro per uno dei maggiori investitori del Paese.

INTERVENTI NECESSARI PER L’INTERO COMPARTO TRASPORTI

È evidente la necessita di introdurre nuove misure di tipo strutturale sia per la difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori che per mettere in condizioni il settore di ripartire al termine dell’emergenza, tutelando occupazione e reddito degli stessi. Tali proposte sono state oggetto di Avvisi Comuni con le parti datoriali nei singoli settori.

Va prevista l’estensione dell’art. 29 del decreto “Cura Italia” anche ai lavoratori stagionali dell’intero Comparto che, pur avendo le stesse caratteristiche di quelli richiamati nello steso articolo, ad oggi risultano essere esclusi.

È necessario includere la possibilità del ricorso agli ammortizzatori sociali per le lavoratrici ed i lavoratori stagionali “storici” che, di fatto, sono strutturalmente integrati nelle aziende, risolvendo i problemi di produzione delle stesse nei momenti di incremento dei traffici e che, quindi, non possono essere abbandonati al loro destino in questo complicato momento.

Per quanto concerne gli ammortizzatori sociali ordinari, in deroga, straordinari ed il FIS, le rappresentanze sindacali ritengono indispensabile il loro rifinanziamento, non essendo sufficienti le risorse ad oggi presenti ed una estensione – laddove necessario – dei campi di applicazione.

Nell’ ambito sindacale dei Trasporti e’ stata elaborata e, ci si augura, si attui concretamente una serie di progetti di investimento e di manutenzione profonda per assicurare all’Italia una ripartenza efficiente, rapida e duratura.

Queste sono in sintesi le indicazioni e le proposte programmatiche che i sindacati  hanno  sottoposto da tempo  al Governo,  anche con riferimento alla situazione diversificata tra regioni. Le proposte sono il frutto del nostro dibattito interno, scaturito dalle esigenze reali dei lavoratori e dell’utenza  dei trasporti in  questo periodo di ripresa dalla pandemia.

La fase di ripartenza dalla crisi della pandemia che sta  coinvolgendo l’intero Paese dimostra – se ancora ve ne fosse bisogno – il ruolo strategico del sistema dei trasporti delle persone e delle merci, ma evidenzia sempre di più le forti criticità del settore.

Risultano, quindi, più che mai attuali le proposte e le richieste contenute nel Documento che la CISAL Trasporti, come le altre Confederazioni,  hanno da tempo inviato al precedente ed a questo Governo, in materia di riorganizzazione del sistema produttivo e di valorizzazione del fattore lavoro.

Dopo il periodo di crisi sanitaria, nel corso del quale dovevano essere potenziati tutti i sistemi di ammortizzatori sociali, la ripartenza delle attività deve essere sostenuta da ingenti risorse economiche nazionali e dell’Unione Europea e da massicci investimenti, con l’affermazione di  una innovativa ed efficiente “cultura capillare della manutenzione” dei beni e  delle infrastrutture pubbliche e private, unitamente ad un rinnovato sistema di controlli  tecnici e di sicurezza in generale e in particolare nelle reti viarie,  coniugando nelle estese infrastrutture viarie nazionali il ruolo di volano di un nuovo sviluppo economico dei territori serviti  e di valorizzazione culturale e turistica delle regioni attraversate.

(*) dirigente sindacale Rappresentanza Sindacale Aziendale DGRoma Autostrade per l’Italia S.p.A. Sindacato Lavoratori Autostradali / CISAL e componente Comitato Aziendale Europeo Gruppo ATLANTIA Autostrade per l’Italia S.p.A.Roma