Storia di Silvio Piola, il più prolifico capocannoniere della storia della Serie A

NewTuscia – Nella storia del calcio italiano, il capocannoniere ha rivestito sempre un’importanza cruciale sia per lo svolgimento del campionato, sia per i tifosi. Per una squadra infatti avere il capocannoniere del campionato significa partire con qualche rete in pi

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ù assicurata, mentre per un vero tifoso egli rappresenta un motivo di grande interesse: veder segnare così tanto un giocatore restituisce sempre soddisfazione.

Oltre al capocannoniere di ogni annata di Serie A, può essere delineato anche un capocannoniere di sempre, ossia il massimo realizzatore della storia della Serie A (al momento), l’uomo che ha segnato più reti in assoluto. Quell’uomo, allo stato attuale delle cose, è un italiano ed è riconosciuto come uno dei pionieri del calcio italiano: Silvio Piola. Vediamo la sua storia.

 

Silvio Piola, un autentico Hall of Famer italiano

Annoverato tra gli attaccanti e, in generale, tra i giocatori italiani più forti e amati di sempre, Silvio Piola ha segnato un’intera generazione grazie alle sue reti, spesso pesantissime. Nasce a Robbio il 29 Settembre del 1913, figlio commercianti di tessuti. Uno zio da parte della madre era portiere della Pro Vercelli, tale Giuseppe Cavanna: rivestirà un ruolo fondamentale nella crescita sportiva e agonistica del nipote.

Silvio Piola cresce in un contesto di vita tranquilla, ritirata, che secondo alcuni esperti lo aiuterà a condurre una vita calcistica parallela molto più equilibrata rispetto agli altri giocatori. Sin da piccolo dimostra le proprie doti calcistiche e non solo: all’età di 8 anni è già capitano della squadra di calcio dell’istituto tecnico Cavour, in cui studiava.

Al contrario di altri giocatori Silvio Piola era considerato un anti-divo: era contrario a qualsiasi forma di eccesso, come il fumo o l’alcol, e non amava prendere parte a manifestazioni pubbliche, come le pubblicità. Si sposa nel 1948, e dopo la carriera da giocatore (cessata nel 1954) prova a fare l’allenatore ed entrare quindi alla FIGC. Muore nel 1996, dopo essere stato colpito dal morbo di Alzheimer con cui ha convissuto per qualche tempo.

 

Un palmares da record

Silvio Piola era a tutti gli effetti un giocatore in grado di ribaltare il pronostico: la sua abilità nell’andare a rete era così alta che era facile immaginare un gol dei suoi ogni volta che scendeva in campo. Fisicamente era di buona stazza, possedeva gambe lunghe grazie alle quali riusciva a battere in velocità i difensori e una buona tecnica di base. Lui stesso si definì “senza paura”, delineando questa caratteristica come un tratto fondamentale per il calcio del tempo.

Silvio Piola ha segnato un complessivo di 274 reti in 537 presenze in Serie A, per una media gol di 0,51. Ha giocato in Serie A nei periodi che vanno dal 1929 al 1943, dal 1946 al 1947, e dal 1948 al 1954. Ha giocato per Pro Vercelli, Lazio, Juventus e Novara, segnando rispettivamente 51, 143, 10 e 70 reti. Il titolo di capocannoniere lo vince per la prima volta durante il periodo laziale, e difatti i tifosi capitolini lo ricordano come una delle bandiere assolute ad aver giocato in divisa biancoceleste.