Il Pico Mirandola della politica italiana alla ricerca del capolavoro…

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Filippo Rossi lo potremmo definire il Pico della Mirandola della politica italiana e della Tuscia. Certo, doti poliedriche ne ha avute tante, passando dal giornalismo all’arte che gli riesce meglio in assoluto, l’organizzazione eventi, quindi alla politica locale, per poi tornare al giornalismo online (Caffeina Magazine), quindi ancora all’organizzazione eventi e, ora, al tentativo di record del mondo della sua carriera picomirandoliana: la politica nazionale come leader de La Buona Destra.

Ma facciamo un passo indietro. Filippo Rossi è un’ottima penna ed un personaggio eclettico di per sé. La sua creatura, Caffeina, ora trasferitasi in quel del Castello di Santa Severa, è senza dubbio l’effetto leva della sua popolarità che, diciamocela tutta, ha fatto da scudo alle vicissitudini di qualche anno come amministratore locale quando prese qualche punto % come candidato Sindaco di Viterbo e, quindi, entrando in consiglio comunale con VivaViterbo, passò alla “storia” per cercare i pokemon o per sdraiarsi e riposare nella sala di Palazzo dei Priori. Ma lui, Filippo Rossi, fin dai tempi di Fini e Scajola, ci ha abituato che i geni, quelli veri, sono così: imprevedibili, dotati del coup de theatre che non ti aspetti e pronti a rinascere laddove li si pensi finiti.

Filippo Rossi
Filippo Rossi

Filippo Rossi, quindi, il Pico della Mirandola dei nostri tempi, è riuscito prima a prendere atto della “noia” di un’attività amministrativa in quel di piazza del Plebiscito, in cui non a caso si ritrovava a “rigenerarsi” tra pokemon e sieste, lasciando il cerino in mano al buon Giacomo Barelli (per mesi ago della bilancia dell’amministrazione Michelini, quindi nemico giurato dell’attuale sindaco Arena, con il quale proprio non corre buon sangue), finendo per tornare a interessarsi di Caffeina, quindi è stato folgorato sulla via di Damasco e Gerusalemme, pardon, di Bruxelles e Roma. Nel primo caso alle elezioni europee in cui abbraccia tal Emma Bonino con +Europa, nel secondo, ora, creando “La Buona Destra”.

Ebbene.

Ora Pico Filippo Rossi della Mirandola tenta di nuovo l’assalto all’arte dell’impossibile, la politica. La “Buona Destra”: il nome del suo movimento politico è di quelli che danno fin da subito un aggettivo alla propria natura: “buona”. Chiaramente, la “cattiva” destra è quella salvino-meloniana. Come se un giudizio di merito non lo dessero gli elettori ma il fondatore. Come dire che il primo giorno di scuola uno studente possa subito autodefinirsi “bravo”, prescindendo dagli effettivi risultati scolastici. Ma, fin qui, è questione di termini. Nei contenuti la Buona Destra di Filippo Rossi nasce subito “contro” e non “per”. Contro Salvini, contro la Meloni, contro i populisti e i populismi. A favore dell’Europa e, ricordando l’adesione dello scorso dicembre di Filippo Rossi a una manifestazione delle Sardine, dichiaratamente o no per lo più di sinistra, a favore

Pico della Mirandola
Pico della Mirandola

di esse ma critico verso il Pd, definito nel’intervista concessa al Corriere.it, il 9 dicembre scorso, “un ramo freddo della politica”. I Cinque Stelle? “Se quello di Salvini e Meloni è un populismo pieno di rabbia, il loro è un populismo vuoto e recriminatorio”, così ancora Rossi nella stessa citata intervista. Berlusconi? Queste le parole di Filippo Rossi sull’ultimo caso che riguarda la presunta sentenza pilotata di condanna del 2013: “Sembra di vivere in un incubo. O magari è solo un brutto scherzo della politica italiana che ha la brutta abitudine di parlare del nulla. Ecco, spero che questa roba finisca in bellissimo nulla. Perché l’Italia ha ben altre esigenze. E attardarsi su queste cose qui è davvero senza senso”.

Quindi, riassumendo: la Buona Destra è anti-Salvini e anti-Meloni e contro Berlusconi il che, in numeri attuali, significa che una “cattiva” destra vale almeno il 45% (Lega+FdI+Forza Italia): quindi nessuna alleanza sarà mai possibile. Il Pd è un “ramo freddo della politica” ed è a sinistra, mentre i Cinque Stelle hanno il loro di populismo. Quindi la “Buona Destra” che obiettivi ha? Aggregare i moderati di centrodestra? Sarà la nuova Forza Italia dei giusti?

In attesa di risposte con i fatti auguriamo al buon Filippo Rossi, l’Andrea Scanzi de noantri, il meglio per la sua nuova (“buona”) avventura politica!