Stupefacenti. Maxi blitz dei carabinieri tra Firenze, Bologna, Reggio Calabria, Viterbo e Messina

NewTuscia – TUSCANIA – Maxiblitz delle forze dell’ordine; all’alba è scattata la serie di arresti volti a smantellare una presunta organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica. Sono state arrestate 9 persone, una di loro a Tuscania, tra le province di Firenze, Bologna, Reggio Calabria, Viterbo e Messina.

Le indagini sono state condotte grazie alla sinergia tra il comando provinciale dei carabinieri di Bologna e la direzione distrettuale antimafia, infatti sembrerebbe che i nove siano vicini alla ‘ndrangheta calabrese, particolarmente al clan Morabito-Bruzzaniti-Palamara e alla ‘ndrina di San Giovanni in Fiore. Il presunto vertice, Nunzio Pangallo, mentre scontava una pena 15 anni per traffico di stupefacenti, fu indagato perché sospettato di continuare a dare ordini dal carcere alla sua organizzazione attraverso cellulari introdotti clandestinamente. Pangallo inoltre è il cognato di Rocco Morabito, che passò 23 anni in Sudamerica come latitante.

Le ricerche dei carabinieri sono partite nel 2016, quando su una segnalazione del nucleo di Bologna, la polizia spagnola sequestrò 505 chili di cocaina su una barca partita dal Brasile. Tra gli oggetti sequestrati anche un cellulare criptato, un cosiddetto cryptophone, la cui analisi, durata mesi, ha portato alla luce comunicazioni con altri cellulari dello stesso tipo a Bologna. Dal 2017, sotto la guida del sostituto procuratore della Dda di Bologna, Roberto Ceroni, iniziò la ricostruzione della rete di persone coinvolte in traffici di alto livello.

Si è scoperto che la presunta organizzazione criminale usava cryptophone che venivano affidati dai vertici al singolo membro, e apparecchi senza traffico dei dati, gsm, con schede sim intestate a persone straniere e irreperibili. Le forze dell’ordine sono riuscite a inoculare un software trojan nel cellulare del “capo”, poi grazie ad intercettazioni ambientali sono riusciti ad ascoltare le conversazioni che contenevano le strategie del gruppo.

Gli imputati, che dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico, alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti, si trovano tutti in carcere tranne tre, sottoposti agli arresti domiciliari.