Le parole del Vescovo mons. Romano Rossi ad Orte Scalo per la festa patronale di Sant’Antonio

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE SCALO – Come nel suo stile, mons. Romano Rossi  ha pronunciato sabato 13 giugno  una vibrante  omelia,  in occasione della celebrazione in onore di Antonio di Padova, patrono di Orte Scalo.

Ai numerosi fedeli riuniti nellaChiesa  Parrocchiale intitolata al Santo dei Miracoli – concelebrando con il parroco don Giovanni Basenguissa e padre Ausilio Tornambe’ ,parroco a metà degli anni novanta del ‘900 della parrocchia curata dai francescani fino a qualche anno fa –  il Vescovo ha parlato della ripartenza spirituale, morale e sociale del dopo coronavirus  ed ha associato la testimonianza  di Sant’Antonio di Padova, alla necessità di ripartire su solide basi etico morali e sociali per costruire un modello di società  più a misura di uomo, con i valori evangelici declinati nelle città e nel campo socio-economico con più attenzione alle persone, alla natura, ai deboli e indifesi, dando a ciascuno  l’opportunità di sentirsi parte di un’unica Famiglia umana, nelle differenze ma permettendo a tutti di appartenere ad una comunità. Mons. Romano si e’ rivolto ai giovani, in particolare ai cresimandi, invitandoli a sperimentare la bellezza dello stare insieme di crescere nello studio e nella conoscenza della natura e delle ricchezze spirituali ed umane racchiuse nello Scrigno del Vangelo e della Parola di Dio.

Sia Antonio da Padova che Francesco di Assisi sperimentarono la vicinanza ed  il sevizio ai più deboli, nelle epidemie, nelle crisi  e nelle sofferenze che caratterizzarono l’epoca vissuta dai due santi .

Antonio e Francesco, giovani che hanno avuto le stesse pulsioni e ideali dei giovani di oggi…. Un mondo che non li soddisfaceva, con l’esempio degli adulti spesso fallace e poco coerente con le prediche, non accompagnati da comportamenti coerenti….i valori del successo ad ogni costo e della carriera fini a se stessi e non coinvolgenti la crescita della collettività e il perseguimento del Bene Comune e poi le scelte… di coerenza  per  vivere in armonia con le creature ed il Creatore….scrollandosi  di dosso  elementi consumistici futili…immagini di una vita parallela, fatta di  immagini di face-book non corrispondenti spesso alla vita reale.

La riappropriazione dei rapporti umani, della Fratellanza universale a cui ha esortato papa Francesco recentemente, dopo la grande prova di solidarietà reciproca, in campo medico, assistenziale, economico sociale, il sostegno morale e spirituale, le tante solidarietà, aiuti e condivisioni scaturite nel duro periodo di massima intensità della pandemia del Coronavirus .

Ora occorre ripartire su nuove basi solidali, per costruire una comunità religiosa e civile su un nuovo Umanesimo integrale.