Anna Barbati, l’Unitus a RaiScuola

Matteo Menicacci

NewTuscia – VITERBO – Sono bastati 10min e subito l’atmosfera un po’ formale e asettica si è dissolta. Da quando il Covid-19 ha costretto le interviste a svilupparsi tramite le piattaforme digitali, ormai sotto le luci della ribalta, queste sono diventate sempre più impersonali. E sempre più veloci, vista la perdita di colloquialità. Ma non è stato questo il caso. Lei è Anna Barbati, docente universitario all’Unitus. Nata a Roma e con la passione per il lavoro sul territorio. Alle sue spalle ci sono una laurea in “Scienze forestali” presa all’Università degli studi di Firenze, due master, un dottorato e oltre vent’anni di ricerca. Ricerca sul campo.

“Non sarei mai voluta diventare una ricercatrice chiusa in laboratorio come accade ad altri, io volevo scendere in campo. Fare ricerca sul territorio”

Da sempre i suoi campi di ricerca sono le foreste. Il telerilevamento (droni, aerei, satelliti) di queste per monitorarle e studiarle. La loro capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Come prevenire i rischi di incendio e come poterli gestire al meglio. Inevitabile è stato parlare dei grandi incendi che hanno deturpato il nostro pianeta nello scorso anno. Siberia, Australia, Amazzonia, hanno tutti sensibilizzato fortemente le popolazioni del mondo riguardo al rischio di grandi incendi, oltre che monopolizzare le tematiche dei grandi mass media, nella speranza che, in futuro, qualcosa cambi.

All’Università degli Studi della Tuscia la sua presenza è attiva, ormai, da oltre dieci anni. Fa parte del DIBAF (Dipartimento per la innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali), dove uno dei suoi corsi è proprio in “Telerilevamento”.

E proprio anche grazie a quest’ultimo strumento ha apportato un contributo importante a tre progetti di ricerca, di interesse nazionale e internazionale, sul tema degli incendi nella regione Mediterranea.

Ha contribuito, inoltre, allo sviluppo di un sistema di classificazione delle foreste EFT (European Forest Types), attualmente utilizzato in Europa come standard per confrontare informazioni sullo stato delle foreste e indicatori di gestione forestale sostenibile.

Attualmente è impegnata nel progetto “PREVAIL”, del quale è coordinatrice, assieme ad altre realtà universitarie, italiane ed Europee. Tale progetto si pone degli obbiettivi chiari e concisi: “identificare, testare e promuovere approcci, tecniche e strumenti innovativi per potenziare le misure di prevenzione sul territorio per contenere lo sviluppo di incendi di grande dimensione”. Per raggiungere questo scopo è importante identificare soluzioni, anche a livello economico, intelligenti, presenti nei territori dei vari paesi partecipanti. Tali soluzioni devono poi essere anche riproducibili. È proprio grazie alla ricerca di un tipo replicabile di economia per la salvaguardia delle foreste, che PREVAIL ha scovato “Ramats de foc” (“branchi di fuoco” in catalano): un’azienda che alleva il proprio bestiame, invece che nei pascoli, nelle foreste e nei boschi, per ridurre la presenza di vegetazione infiammabile nel sottobosco. Tale azienda è un esempio lodevole di come si possano salvaguardare dal rischio di incendi le nostre foreste e i nostri boschi facendo anche economia. Ramats de foc vende i propri prodotti specificando come, con il loro acquisto, si possa, anche, prevenire il rischio di incendi.

Ma PREVAIL non è l’unico progetto in cui Anna è impegnata. È responsabile scientifico per conto dell’Università della Tuscia, dei progetti Reform e Freshlife.

Suo unico rammarico?

“Nel mio settore di studi ci sono pochissime donne”

Ecco chi è Anna Barbati. La stessa che andrà in onda il 4 Giugno alle 21.30 su Newton, programma di RaiScuola.