Mafia viterbese, riprende il processo a carico della presunta banda criminale

NewTuscia – VITERBO – Riprende il processo a carico del presunto sodalizio criminale che tra il 2017 e il 2019, fino al blitz delle forze dell’ordine il 25 gennaio dello scorso anno, ha imperversato nelle strade della Tuscia con incendi, intimidazioni e attentati per acquistare il controllo sulle principali attività di commerciali. A farne le spese anche un titolare di Compro Oro, che nel giro di pochi mesi ha subito varie intimidazione: l’auto bruciata, la saracinesca del negozio imbrattata con della vernice e una testa di agnello mozzata recapitata a casa.

Davanti al giudice Emanuela Attura saranno ascoltati quest mattina, i difensori delle 19 parti civili, tra cui anche il comune di Viterbo, rappresentato dall’avvocato Marco Russo, l’associazione antimafia Caponetto e Sos Impresa. Tredici persone finite in manette, dieci imputati hanno optato per il rito abbreviato, i tre su cui non grava l’accusa di associazione mafiosa seguiranno il rito ordinario nel tribunale di Viterbo. I Pm della Dda di Roma avevano chiesto per tutti gli imputati, complessivamente, 135 anni di carcere, a cominciare dai presunti vertici, Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi (20 anni e 20mila euro di risarcimento ad ognuno dei due).