Raffaella Ludovica Cucchi: “Giornalisti, usate le parole giuste per parlare del mondo della comunità sorda”

NewTuscia – VITERBO – I social danno voce a tutti, opinionisti e laureati su Facebook si danno battaglia quotidianamente giocando a chi scrive peggio, ma quando a sbagliare sono i giornalisti veri la storia si fa triste. Sono anni che mi batto a favore e a sostegno della comunità sorda e fin troppo spesso i miei articoli vengono “corretti” dalle varie testate, le virgolette sono d’obbligo visto che le correzioni vanno a crearlo l’errore.

In una settimana ho ricevuto 12 segnalazioni di strafalcioni su carta stampata, sì signori esistono ancora i giornali che si comprano in edicola e si sfogliano, avete un vago ricordo dell’odore del quotidiano? Magnifica esperienza ne converrete, leggermente meno quando il titolo riporta a lettere cubitali SORDOMUTO, mica potete aprire il file e correggere come si fa per i giornali on line. Quindi oggi io dico basta, lo dice la comunità sorda, lo dicono gli studenti di Lingua dei Segni Italiana. Cari giornalisti le parole sono importanti e non vogliamo più leggere sordomuto, basta con linguaggio dei segni o  lingua dei gesti, ed anzi che l’emergenza legata al Covid ha titolato finalmente l’Interprete Lis come tale, prima era la signora dei muti. I sordi hanno una voce, conoscono l’italiano scritto, si laureano, hanno carriere dignitosissime, quindi mostriamogli il rispetto che meritano.  Speranzosa che questo sfogo non rimanga tale, ma si trasformi in un vademecum tascabile per quanti di voi vorranno dedicare in futuro due righe a questa disabilità invisibile e troppo spesso dimenticata porgo i miei saluti a tutta la categoria .
La Presidente di Perchè io Segno
Raffaella Ludovica Cucchi