NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. “La storiella delle mascherine a 50 centesimi da acquistare nelle farmacie sta assumendo contorni grotteschi ed è arrivato il momento di sbugiardare il commissario di governo Domenico Arcuri che continua ad ergersi a paladino di una causa contro l’intera categoria che non trova eguali in tutta Europa. Anziché continuare a definire profittatori i farmacisti, oltre a tenere a mente che nel pieno dell’emergenza hanno pagato con 17 vittime e oltre mille infettati proprio per via delle mascherine che mancavano del tutto anche per chi si trovava in prima linea come loro, dovrebbe avere la dignità di spiegare la serie di ‘papocchi’ che il governo Conte continua ad inanellare da almeno un mese a questa parte proprio su quest’ultime”.

È quanto dichiara, in una nota, il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, membro della commissione Sanità. “Può spiegarci l’arrogante commissario Arcuri – prosegue Giannini – come si possano vendere a 50 centesimi se, a oggi, con il 22% dell’Iva a cui lo Stato non rinuncia pur essendo considerato ormai un bene di prima necessità, il costo finale ammonti a 61 centesimi? Ma soprattutto: può lo stesso rappresentante di governo spiegare perché a due settimane dall’accordo le famose mascherine della Protezione Civile, quelle destinate alla vendita a 50 centesimi, se arrivano, arrivano col contagocce? Non sarà forse per i margini troppo bassi per chi le produce e per chi le importa, che ovviamente preferisce “dirottarle” verso altri Paesi come la Spagna, dove il prezzo finale delle mascherine è stato fissato a circa 1 euro?”.

“Arcuri – conclude Giannini – si dimetta per aver offeso e fatto sciacallaggio nei confronti di una intera categoria che insieme a medici e infermieri ha sostenuto l’Italia nel momento più grave della crisi, arrivando perfino a dire che le mascherine più economiche venivano ‘insabbiate’ anziché ammettere che la speculazione era a monte della filiera e che chi governa il paese vuole continuare a incassare il 22% di Iva”.