I comuni pronti a collaborare con il governo per rispondere al bisogno di servizi educativi e di socialità di bambini e ragazzi

di Stefano Stefanini

NewTuscia – I comuni italiani associati nell’Anci stanno lavorando con il governo per rispondere alle esigenze dei bambini e dei ragazzi. Rispondere ai loro bisogni di socialità che, se inascoltati, rischiano di diventare un’emergenza sanitaria di secondo grado, e aiutare le famiglie sulla conciliazione con i tempi di lavoro, sono due macro obiettivi attorno ai quali comporre il quadro dei servizi”. Così Cristina Giachi responsabile Scuola Anci e vicesindaca di Firenze.

“I Comuni – precisa – hanno avanzato le loro proposte ai ministeri della Famiglia e dell’Istruzione per configurare a partire da giugno unofferta di servizi educativi articolata, sostenibile e differenziata per le diverse fasce detà: servizi educativi anche sperimentali per la fascia 0-6; centri estivi per la fascia 3-14”.

Secondo il vice sindaco di Firenze, “è necessario prima di tutto disporre di un protocollo nazionale condiviso sulla sicurezza sanitaria per operatori e bambini, di un quadro normativo che sblocchi le attuali sospensioni e di una messa a disposizione di risorse in misura sufficiente a organizzare servizi efficaci”.

Fin qui il disegno. Quindi Giachi parla di risorse e di riorganizzazione dei servizi. “Resta inteso – continua la responsabile Scuola dell’Anci – che ci sembra difficile poter sopperire completamente alla mancanza della scuola per linfanzia, soprattutto in certe zone del Paese dove questa è interamente statale e difficilmente unofferta organizzata dei Comuni, in collaborazione con i gestori del privato sociale, potrà far fronte alla domanda e al bisogno.

Tutta questa progettazione dovrà necessariamente obbedire al principio di eguaglianza, poiché la rarefazione della scuola rischia di scavare un abisso di diseguaglianze tra cittadini di diversa età e differenti aree del Paese”.