NewTuscia – VITERBO – Caro Francesco, mi permetto di risponderti con la stessa franchezza che hai usato nei miei confronti e con la sincerità che merita un amico.

Prima di ogni altra considerazione, voglio ringraziarti per aver aperto un dibattito pubblico intorno ai temi che ritengo strategici per immaginare un futuro per la nostra Tuscia.

Provo a cominciare dall’inizio.

Rivendico con orgoglio l’appartenenza alla mia comunità ma questo non mi ha mai fatto velo né nell’azione amministrativa né in quella politica.

Sono abituato a misurarmi sugli obiettivi da raggiungere. Mi piace, come sai, costruire e costruire insieme. Anche a partire da posizioni, legittimamente, diverse e distanti.

Negli ultimi mesi, in concomitanza col deflagrare di una situazione drammatica e di una emergenza sanitaria che ha impegnato tutti a dare il loro contributo di competenze e vicinanza, abbiamo fatto scelte che ci hanno visto condividere percorsi amministrativi fino a qualche settimana prima impensabili. Mi riferisco alla Provincia e più in generale ad un atteggiamento estremamente responsabile in ogni livello istituzionale.

Ora siamo in un’altra fase. Il Presidente del Consiglio Conte l’ha chiamata Fase 2: quella della ripartenza.

E, sinceramente, non capisco come si possa pensare sospeso ogni più elementare diritto di critica; ogni più elementare sforzo di offrire, con spirito costruttivo, idee e soluzioni che si ritengono migliori delle proposte messe in campo da chi ha responsabilità di governo.

Siamo, come dici tu, in una democrazia. Aggiungo io, in una democrazia dell’occidente avanzato. Abbiamo una storia lunga e complessa. Ci siamo scontrati in periodi anche più duri di questo e ne siamo usciti più forti. Perché il confronto e anche lo scontro, se compiuti con onestà intellettuale e senza interessi personali da difendere, sono il sale della democrazia.

Ti faccio notare che il tono della lettera al Presidente Zingaretti, date queste premesse, era tutt’altro che polemico. Chiedeva, e chiede, solo l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con la Regione perché non possiamo pensare di affrontare una situazione di assoluta emergenza, oggi economica più che sanitaria, con gli strumenti del governo ordinario.

Peraltro, ad oggi, nessuno ha risposto, nemmeno per semplice cortesia istituzionale.

Nel frattempo, ho letto anche la lettera del Consigliere regionale Panunzi, arrivata negli stessi minuti.

Quello che scrive Panunzi conferma la premessa e le conclusioni della lettera sottoscritta da tanti amministratori della nostra terra: e cioè che si è scelto di percorrere la via ordinaria invece di attivare un ragionamento politico di prospettiva che ritengo sia l’unico a poter dare le risposte che questo territorio merita.

Qui non si tratta di elencare le risorse messe a disposizione, che sono certamente importanti, ma di individuare priorità condivise a livello di territorio ampio e una idea per la Tuscia del prossimo futuro.

Quello che ci è capitato deve diventare una straordinaria occasione di crescita che dobbiamo saper cogliere per evitare che questa tragedia sia solo una tragedia e non una possibile rinascita.

Due ultime cose.

La prima, per esser chiari fino in fondo: la Regione ha scelto di attestare la fermata del Frecciarossa a Frosinone e non a Orte in barba al lavoro di mesi di tutti gli amministratori e alle aspettative di una intera provincia. Alle rimostranze fatte da più parti è arrivata come risposta una timidissima difesa dell’operato della Giunta regionale, così timida da essere finita tra le brevi della cronaca locale.

E, secondo te, come amministratori non dovremmo dire nulla perché dicendo qualcosa potremmo urtare la suscettibilità di chi ci sta governando rischiando così di venire penalizzati in futuro? Mi auguro che non si governi con questi presupposti perché avremmo davvero di che preoccuparci.

La seconda: gli operatori di tutti i settori che si riferiscono al Ministero retto da Franceschini si lamentano dell’assenza di una visione e di ritardi inconcepibili che rischiano di togliere ogni speranza di sopravvivenza proprio a quei comparti su cui appuntiamo da sempre la nostra attenzione. Basta leggere non i fogli di qualche gruppo di sovversivi, ma sfogliare le pagine dei principali quotidiani italiani per capire qual è il giudizio sull’operato del Ministro.

Chiudo dicendoti che, leggendoti ho avuto, io sì, la sensazione che la tua sia una scelta che alimenta la contrapposizione e sta tutta dentro quei “giochi dei partiti” e quegli ordini di scuderia da cui mi inviti a prendere le distanze.

Marco