di Stefano Stefanini

Orte conserva e alimenta il culto della Madonna del Rosario, nella dimensione spirituale e culturale la figura di Maria, come raccomandato ai fedeli di ogni età dal parroco don Maurizio Medici.

La tradizionale suggestiva processione, caratterizzata dalla presenza degli addobbi di rose, che ogni anno si snoda la sera dell’8 maggio per le vie del Centro Storico, quest’anno non potrà svolgersi per l’emergenza coronavirus, ma la notizia che da lunedì 18 maggio

potranno riprendere le celebrazioni, con le dovute cautele, rincuora i fedeli ed i cittadini. La stessa festa dei Santi Martiri, comprotettori di Orte, che cade nella terza domenica di maggio, quest’anno potrà essere celebrata ancora solo in regime di “emergenza sanitaria”, con la trasmissione sulle frequenze televisive della Tv cittadina Teleorte della Messa in memoria dei comprotettori.

A meno che non si decida, ma è solo una nostra congettura, di rinviare di una settimana la festa, “solo religiosa” dei Martiri comprotettori, facendola coincidere con l’Ascensione, sempre nel rispetto delle misure di distanziamento in vigore per le celebrazioni religiose.

La Chiesa di Santa Maria di Loreto, limitrofa agli Ospedali Riuniti, ospita la statua della Madonna del Rosario particolarmente venerata dai fedeli presso la Cattedrale fin dall’ottobre del 1910.

La Pia Unione della Madonna di Pompei risale al 1910, come testimoniato dal ricordo voluto dal vescovo diocesano, mons. Roberto Massimiliani nel 1960, nel cinquantesimo anniversario della fondazione.

Comunque la pratica del Rosario nella città risale almeno alla metà del 1500, come attestato dal raffinatissimo Altare della Madonna del Rosario nella Chiesa di Santa Croce. L’immagine della Madonna del Rosario è opera del giovane pittore ottano mastro Giorgio, vissuto tra il 1550 e il 1580.

La chiesa di Santa Maria di Loreto, che ospita attualmente la statua della Vergine del Rosario, è tornata agli antichi splendori dopo un profondo restauro, condotto nel corso degli anni dalle Confraternite, con il concorso della popolazione e di ditte edilizie artigiane della Città.

La riapertura al culto della chiesa è avvenuta cinque anni fa, l’8 maggio 2015, ed è ricordata con due targhe artistiche volute dalle Confraternite, una per ringraziare la popolazione e le ditte realizzatrici del restauro, l’altra per esprimere un doveroso ringraziamento ad un generoso benefattore di una cospicua offerta in ricordo del proprio padre.  La realizzazione di queste targhe è stata affidata all’estro di Mastro Cencio, Vincenzo Dobboloni, maestro di artigianato ceramico, operante nella storica bottega nel centro di Civita Castellana, che ha realizzato anche la riproduzione su ceramica dell’immagine della Madonna della Sanità’, presso l’omonimo Santuario presso il quartiere Città Giardino di Orte Scalo e celebrata l’ultima domenica di maggio a conclusione del Mese Mariano.

Quella della Chiesa di Santa Maria di Loreto, conosciuta anche come la “Chiesa dell’Ospedale” non è la prima esperienza di restauro affrontata dalle Confraternite di Orte, presiedute dal rettore Roberto Rondelli, in quanto le stesse negli scorsi decenni hanno restituito all’antico splendore le chiese di San Pietro, di San Biagio, di Santa Croce e Sant’Agostino, con annesso il pregevole Museo delle Confraternite.

Gli approfonditi lavori di restauro della chiesa intitolata nel 1641 a Santa Maria di Loreto.

La chiesa e il monastero, intitolati a Santa Maria di Loreto, furono edificati nel 1641 sull’area dell’Ospedale dei Raccomandati per volere delle sorelle Roberteschi, ultime superstiti di quest’antica e prestigiosa famiglia. ll monastero rimase in vita 174 anni fino al tempo di Napoleone.

Oggi la chiesa ospita la statua della Madonna del Rosario di Pompei, alla quale gli ortani guardano fin dal 1910 con particolare devozione.

Il ruolo sociale e religioso delle Confraternite nella storia delle città.

L’impegno delle Confraternite, oltre che in favore dei bisognosi, nel campo del restauro del patrimonio architettonico e artistico-culturale e della vita socio-religiosa della città è testimoniato dagli studi che mons. Delfo Gioacchini ha dedicato alle storiche congregazioni laicali, delineando nei secoli il fenomeno di volontariato, che nel tempo ha saputo colmare e risolvere le questioni dell’assistenza morale e materiale e dell’inserimento delle fasce più povere della popolazione nella vita sociale della comunità, in particolare la cura dei malati di cui gli Ospedali Riuniti costituiscono la realizzazione più significativa.