Ricordare Stefano con rispetto

Gaetano Alaimo 

NewTuscia – VITERBO – Si chiama notiziabilità. Si studia sui manuali di giornalismo. E’ il criterio fondamentale per chi fa giornalismo, sia locale che nazionale. In parole molto povere: giudicare quali siano i criteri e le modalità migliori per scegliere le notizie da pubblicare, con quale gerarchia e quale taglio e ordine.

Quello che sta emergendo negli ultimi anni è la tendenza a fare come unici criteri di notiziabilità due metodi, entrambi, a mio modestissimo giudizio, alieni dalla deontologia o, quantomeno, dalla corretta informazione: il sensazionalismo e l’effetto emotivo.

Oggi sui social colpisce ciò che emoziona e, fino a qui, non ci sarebbe nulla di male. Quando l’emozionare, però, si lega col sensazionalismo con la finalità di fare audience a tutti i costi, scatenando la parte morbosa ed istintuale dei lettori no, questo è opinabile se possiamo chiamarla informazione. Nel senso letterale del termine: fare conoscere.

La vicenda tragica della scomparsa di Stefano Camilli, storico tifoso della Viterbese uccisosi ieri con un colpo di pistola, è un esempio di tutto ciò. Una stessa notizia può essere data limitandosi al dato di cronaca oggettivo o può rimandare a ciò detto sopra, riportando immagini e riprese di particolari che, in molti casi, ledono il dolore di chi ha perso un amico, un parente, un confidente. E tutto ciò per cosa? Per elevare l’audience già alto? E senza un minimo di analisi degli effetti delle riprese e delle foto fatte? La censura dei dettagli serve a fare informazione con un po’ di zuccherino? O rimane la modalità comunque sensazionalistica ed unilaterale di informare?

Solo pochi pensieri per un ricordo dell’amico Stefano che ho conosciuto in giovinezza al quartiere Pilastro, dove ho praticamente abitato per anni, poi per il tifoso della Viterbese che anche io, pur andando raramente allo stadio, conoscevo per la sua passione viscerale per i colori gialloblù.

Quello che ora serve è il ricordo dei suoi momenti più belli ed evitare ogni informazione che possa aumentare la sofferenza di chi lo ha conosciuto.

Ringraziamo Stefano Camilli per essere stato mio e nostro amico. Era molto amico di Maurizio Fiorani che lo ha ricordato nel suo editoriale: ha condiviso con lui tanti momenti da tifoso della Viterbese e, più recentemente, si confrontava con lui da giornalista per chiedere il suo parere sulle vicende gialloblù.

Noi preferiamo ricordarlo così: appassionato di calcio, amante della viterbesità e capo storico dei tifosi più veri e legati alla Viterbese calcio.

Ciao Stefano!