Paola Suarez

NewTuscia – MILANO – A seguito dell’emergenza CORONAVIRUS per i docenti italiani sono mutate completamente le condizioni di lavoro. Così, da un giorno all’altro le istituzioni scolastiche si sono trovate nella condizione di condurre l’ordinario nella straordinarietà senza soluzione di continuità attraverso una modalità inedita, nel tentativo di raggiungere gli alunni e le famiglie con una strumentazione spesso carente, piattaforme da selezionare ed attivare sulla base di presunte potenzialità didattiche tutte da sperimentare, competenze specifiche del personale docente non omogenee, disposizioni continue e normative mai del tutto chiare.

Il compito diventa sempre più  complesso sia per i docenti che per i genitori che necessitano di una strumentazione adeguata, di connettività, di dimestichezza nell’impiego della strumentazione informatica; molti sono i casi in cui i genitori hanno a disposizione un sola postazione dalla quale sono già magari in due a svolgere smart working a turno, famiglie per le quali  seguire due o tre figli nello svolgimento dei compiti assegnati a distanza diventa un vero e proprio lavoro senza che, è giusto considerarlo, siano spesso in possesso delle abilità specifiche per farlo. Essenzialmente perché sono genitori e non insegnanti e tali competenze non rientrano nell’esercizio del loro ruolo.

La Nota 388 del 17/03/2020 parla chiaro, “la Scuola ha il compito di rispondere in maniera solida, solidale e coesa, dimostrando senso di responsabilità, di appartenenza e di disponibilità, ma soprattutto la capacità di riorganizzarsi di fronte a una situazione imprevista, senza precedenti nella storia repubblicana, confermando la propria missione. Perché la lontananza fisica, quando addirittura non l’isolamento, non possono né devono significare abbandono”. E ancora: “Perché in questo essenziale elemento consiste il ‘fare scuola’: insegnare e apprendere, insieme”. In quest’ottica fare scuola a distanza significa dunque anzitutto stabilire e mantenere un contatto, continuando a coltivare quel senso di appartenenza ad una comunità educante che si struttura sui valori fondanti della nostra società e trova rispondenza nella funzione sociale esercitata dalla scuola e declinata nella nostra Costituzione. Da subito tra i docenti si è sentita l’importanza di stabilire e mantenere un contatto, sperimentando le modalità più disparate per raggiungere i propri alunni e riempiendo le proprie giornate in esilio domestico coatto con videochiamate, registrazione di videolezioni, predisposizione di materiali illustrativi di tipo multimediale, assegnazione di lavori da svolgere corredati da didascalie e spiegazioni di vario genere – insomma, una rete di professionisti che si è messa subito in campo per affrontare l’emergenza CORONAVIRUS con l’obiettivo primario di restare comunque accanto ai propri alunni. Una vera e propria missione in cui l’aspetto puramente tecnico e didattico non può in alcun modo prescindere da quello umano e relazionale.

Tornando al tema della didattica a distanza, un’ulteriore riflessione è d’obbligo, legata alle modalità di apprendimento in un contesto alterato rispetto a quello tradizionale. Così recita ancora la Nota n.388:

“Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi. Nella consapevolezza che nulla può sostituire appieno ciò che avviene, in presenza, in una classe, si tratta pur sempre di dare vita a ‘un ambiente di apprendimento’, per quanto inconsueto nella percezione e nell’esperienza comuni, da creare, alimentare, abitare, rimodulare di volta in volta”. 

Da un lato, sono convinta che tutto ciò che stiamo adesso vivendo farà crescere la nostra scuola, dotandola di una ricchezza nella molteplicità degli approcci didattici che nessuna riforma era finora stata in grado di attuare con tale repentinità e pervasività – perché, come si dice, facendo “di necessità virtù”, mai come in questi giorni la strumentazione informatica aveva rivelato le proprie enormi potenzialità nella veicolazione di contenuti e nella strutturazione di attività didattiche, finendo in mano ad un numero così elevato di insegnanti e di famiglie. Dall’altro, confido che questa stessa esperienza induca a riflettere sull’imprescindibilità della lezione in presenza e sul ruolo fondamentale rivestito dalla scuola quale agenzia educativa essenziale fondata su professionalità spesso sottovalutate, costruite con fatica sul duplice fronte della competenza e della relazione umana. Spesso accade che il valore di ciò che abbiamo venga apprezzato soltanto nel momento in cui se ne sperimenta la privazione. Ecco, mai come oggi il valore intrinseco della scuola è diventato straordinariamente evidente essendo per forza di cose costretti, almeno in parte, a rinunciarvi.

Nelle zone lombarde che sono le più colpite dal Coronavirus non si parla ancora di una certa riapertura delle scuole materne e primarie; in base agli aggiornamenti relativi all’emergenza Coronavirus si deciderà il da farsi, ma per ora nessuna certezza.

https://instagram.com/suarezmodel
https://suarezmodel.sungrow.me 
https://www.kobo.com/it/it/ebook/paola-suarez