di Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ORTE – Dal 1 maggio hanno preso il via le VISITE GUIDATE VIRTUALI, con un assaggio virtuale delle bellezze di Orte Sotterranea.

Ecco il calendario delle visite:

1 maggio: Porto Romano di Seripola

10 maggio: Colombaie e Pozzo di neve

17 maggio: Cunicolo

24 maggio: Ninfeo Rupestre

Gli organizzatori raccomandano di rimanere collegati alle pagine social di Vivere Orte e Orte Sotterranea e di consultare il Sito Internet del Comune.

Questa la breve descrizione dei luoghi visitabili virtualmente.

Orte Sotterranea. L’ipogeo del Vascellaro

Colombaia (Foto Visitaorte)

Gli ipogei sono delle costruzioni sotterranee artificiali o naturali. Quello del Vascellaro è collocato all’altezza del suddetto arco. Lo scavo ha raggiunto il lato occidentale del cunicolo principale, trasformandolo.

Il luogo ha le dimensioni di una stanza in cui è stata costruita una vasca per la pigiatura dell’uva. Attaccata a questa c’è una vaschetta scavata nel pavimento. Nella vasca più grande veniva posta l’uva che, dopo essere stata pigiata, defluiva nella vaschetta tramite un foro.

Pozzo di Cocciopesto

Di forma circolare, si raggiunge con una diramazione del cunicolo principale. Il pozzo è frequentato dal I secolo a.C. fino a periodi recenti. Il pozzo originario, di pianta circolare è stato, affiancato a uno medievale del XVIII secolo, con la funzione di fossa granaria.

Il nuovo pozzo ha modificato la forma circolare di origine, che ha un diametro di circa 4 metri.

Cisterna di Piazza Fratini

Nel chiostro di Piazza Fratini c’è uno degli accessi all’ambiente ipogeo. L’area della cisterna si sviluppa su due livelli, che si raggiungono entrambi con delle ripide scale. La cisterna, pavimentata, è un monumento di grande fascino. In questo luogo è presente un fitto intrigo di cunicoli, dei quali uno, lungo circa 30 metri, conduce al condotto principale.

Pozzo di neve

Il pozzo di neve è un particolare tipo di costruzione che veniva utilizzato per il mantenimento dei medicinali dell’Ospedale dei Raccomandati. Trasportata in blocchi rivestiti di paglia, la neve veniva presa dai Monti Cimini. Dopodiché il pozzo veniva riempito e il ghiaccio permetteva di mantenere la giusta temperatura nel sotterraneo.

La camera in cui si trova il pozzo risale all’Ottocento, insieme alla rampa utilizzata per far scivolare le botti. È certo che il pozzo risalga al 1891, come ci dice un iscrizione che riporta data, committente, utilizzo e autore. Questo graffito ha un grande valore storico, perché è una testimonianza rara per questo tipo di strutture.

Colombaia rupestre

La colombaia è un luogo utilizzato per l’allevamento del piccione a uso alimentare. Nel Medioevo questa attività è diffusa nel Lazio Settentrionale della Tuscia Viterbese. Nel borgo di Orte sono presenti su entrambi i versanti della rupe tufacea.

Le pareti della colombaia sono scavate da molteplici piccole nicchie disposte a file. L’allevamento dei piccioni era un mestiere che faceva guadagnare molto ed era praticato già in epoca romana. A Orte era un’attività produttiva sviluppata e sono tanti gli esempi di colombaie ben mantenute.

Unica nel suo genere la colombaia in via Solferino, forse del periodo etrusco-romano. Situata nella Contrada Porcini, sul lato settentrionale che si affaccia sul Tevere, è scavata su tre livelli differenti. Vicino a questa è presente anche l’articolata colombaia di via Magenta.

Ninfeo rupestre

Situato sotto il giardino-orto di via Belvedere, sul versante sud del colle tufaceo, il ninfeo rupestre rappresenta il fiore all’occhiello del sottosuolo ortano. Si tratta di un complesso ipogeo di fattura rinascimentale,realizzato tra la fine del XV e l’inizio del del XVI secolo , che faceva parte delle proprietà del monastero di clausura femminile di San Giorgio fino al 1518.Il piano superiore è costituito da un’ambiente ampio diviso da pilastri . Il secondo livello è di maggior complessità articolato in numerosi vani scavati nella roccia, tutti occupati da impianti idraulici alimentati dal cunicolo proveniente dalla fontana ipogea di Piazza della Liberta’.

La città portuale sul Tevere di Seripola

Con le attività connesse alla costruzione  dell’Autostrada del Sole sono venuti alla luce i primi resti del complesso portuale, indagato archeologicamente a più riprese tra il 1962 e il 1993, dislocati in un’area di fondovalle, in forte declivio verso il Tevere.

Gli edifici della città portuale sono organizzati ai lati di due assi viari di cui uno con orientamento est-ovest  ed uno con orientamento nord-sud che si intersecano ad angolo retto quasi al centro dell’insediamento portuale, dividendolo in quattro isolati. Il primo di questi, quello vicino alla banchina di attracco del fiume, è caratterizzato da una serie di strutture a carattere commerciale o di rimessaggio.

Il secondo isolato, nel settore nord-occidentale dell’area, è composto dalla presenza di tabernae e da strutture residenziali che hanno restituito materiale epigrafico di età augustea (27 a.C- 14 d.C). Il terzo isolato, delimitato dalle due strade, ospita l’impianto termale di età traianea (98 d.C-117 d.C) ed è sicuramente il settore più ricco e rilevante dal punto di vista turistico. A monte di questo settore sono conservate le cisterne, probabilmente alimentate da cunicoli scavati nel banco di tufo.