NewTuscia – VITERBO – L’emergenza Covid 19 che sta investendo il nostro Paese da oltre due mesi da Nord a Sud, oltre a mietere una quantità enorme di vittime, ha privato tantissime famiglie dei mezzi di sussistenza. Proprio per far fronte a quella che ormai viene definita da tutti una vera e propria emergenza alimentare, oltre che sanitaria, la Protezione Civile con l’ordinanza n. 658 del 29 marzo istituiva una forma di “solidarietà alimentare” per i soggetti più vulnerabili, i cosiddetti “buoni spesa”, rinviando ai singoli Comuni l’individuazione dei requisiti richiesti ai fini dell’ottenimento del beneficio.

L’accesso a tale fondo incontrava, fin da subito, diverse difficoltà per i migranti e, in generale, per le categorie più vulnerabili perché diversi Comuni individuavano come requisito per l’accesso quello della residenza anagrafica. Così facendo rimanevano esclusi i senza fissa dimora, i richiedenti asilo e gli stranieri irregolari e ovvero, paradossalmente, i più bisognosi. Fortunatamente in data 22 aprile 2020 il Tribunale Civile di Roma evidenziava tale contraddizione richiamando l’universalità del diritto all’alimentazione che non può di certo trovare un limite nel possesso della residenza anagrafica o nella situazione di irregolarità dell’interessato sul territorio.

Il Tribunale capitolino, proprio in considerazione della natura emergenziale dei buoni spesa, ha dichiarato che ai fini dell’ottenimento gli Enti Locali devono ritenere sufficiente il solo requisito del domicilio. Una decisione che oltre a evitare delle gravissime disparità di trattamento, tutelando un diritto fondamentale quale è quello all’alimentazione, rappresenta una vera e propria guida per gli Enti Locali nella gestione dell’emergenza alimentare. Sappiamo che molti Comuni della nostra provincia hanno provveduto a sostenere tutte le persone in difficoltà in collaborazione con le organizzazioni del Terzo settore. Ciò che ci si auspica è che tutti gli enti locali si uniformino al provvedimento citato che, richiamando criteri di equità e ragionevolezza, permette l’accesso al fondo da parte delle categorie più deboli in sintonia con lo spirito dello strumento istituito dal Governo.

La rete della solidarietà sociale, attiva nel viterbese, in collaborazione con le amministrazioni locali, rimane a disposizione per il sostegno e per l’assistenza a tutte le persone in condizioni di fragilità.

Seguono firme e contatti dei promotori

Arci Comitato Provinciale Viterbo

CISL

Associazione Erinna

FLAI Cgil

Casa diritti sociali Tuscia

L’Altro circolo -Centro culturale di iniziativa Omosessuale -APS

Caritas Diocesana Viterbo

Slow food Viterbo

Associazione Kyanos

Associazione Sans Frontiere

Casa delle donne di Viterbo PARVA

Rete degli Studenti Medi

UIL

USB