Coronavirus, con il lockdown aumenta la pirateria cinematografica

Kateryna Palazzetti

NewTuscia – VITERBO – Da quando sono state introdotte le misure di contenimento per ridurre la diffusione del virus Covid-19 è aumentata la pirateria cinematografica. A confermarlo sono i nuovi dati raccolti dagli analisti di MUSO, la compagnia londinese fondata nel 2009 che si occupa di monitorare la pirateria digitale a livello mondiale.

Con l’isolamento forzato le persone hanno ricercato una valvola di svago per evadere dalla quotidianità nell’intrattenimento online. Il gratuito e l’immediato ha attirato moltissimi utenti che non volendo pagare un abbonamento per usufruire di contenuti su siti di streaming legali come Netflix o Amazon Prime, hanno ripiegato su siti web che diffondono illegalmente materiale gratuito.

Dall’analisi dei dati emerge che la pirateria cinematografica è aumentata, a livello globale, di oltre il 40% dal momento in cui sono state applicate le misure di contenimento. Gli analisti MUSO parlano di un aumento “senza precedenti”.

A guidare la classifica del vecchio continente è l’Italia e la Spagna, i due paesi europei più colpiti dal coronavirus e che per primi hanno applicato le misure di contenimento a livello nazionale, registrando rispettivamente un aumento del 66% e del 50%. I dati sono stati ottenuti confrontandogli ultimi sette giorni di marzo con gli ultimi sette giorni di febbraio.

A livello globale le visite ai siti web di pirateria cinematografica sono aumentate del 63% in India, del 47% in Portogallo, del 45% in Canada, del 43% nel Regno Unito, del 41% negli Stati Uniti d’America e Francia, del 36% in Germania e non ha risparmiato neanche la Russia che ha registrato un aumento del 17%.

Sebbene i dati dello streaming illegale siano quantomeno scoraggianti per il settore cinematografico, la compagnia MUSO afferma che nello stesso periodo è stato riscontrato un aumento significativo di abbonamenti a servizi di streaming legali. Un esempio su tutti e dato da Netflix che ha registrato una aumento di circa 16 milioni di nuovi abbonamenti