NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Seppur con porte serrate causa restrizioni Covid 19, il Museo Naturalistico del Fiore ha voluto festeggiare a suo modo la 50° giornata mondiale della terra (Earth day) a cinque anni dall’accordo sul clima di Parigi e dalla Lettera enciclica Laudato sì, entrando nella maratona virtuale con il taccuino Acqua, fango, polvere e sassi.

“Siamo nel pieno di una crisi”, sottolinea il Direttore Dottor Gianluca Forti, “in un pianeta malato e sovrasfruttato e offriamo il nostro sguardo e le nostre proposte didattiche e giocose per riavvicinarci alla bellezza della natura, per riconoscere le mille interrelazioni che li circondano, per ragionare ed agire con la propria testa, nella speranza di contribuire a modelli nuovi e sostenibili.

Gianluca Forti

Quale può essere, oggi, il valore aggiunto di una didattica in natura e con la natura, che superi l’angustia della frammentazione di tempi e saperi? In un contesto culturale che acquisisce sempre maggiore consapevolezza della complessità e intersettorialità dei processi naturali, si può investire su metodologie didattiche di tipo pratico che abituino bambini e ragazzi a riconoscere le mille interrelazioni che li circondano, oltre che a ragionare ed agire con la propria testa (E. Morin diceva: “meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”)? Questo Taccuino sulle Scienze della Terra fa parte di un gruppo di tre (gli altri sono dedicati all’ambito naturalistico – ecologico e a quello storico – antropologico), apparentemente “tematici” ma in realtà strutturati con ricorrenti collegamenti trasversali e interdisciplinari e completati da schede di lavoro fotocopiabili per i ragazzi.

Per consentire a tutti (insegnanti e ragazzi) di lavorare efficacemente, abbiamo pensato a tanti diversi tipi di attività (disegno, scrittura creativa, giochi, costruzione di modelli, classificazioni, simulazioni, risoluzioni di problemi ecc.), individuali o di gruppo, per ognuna delle quali suggeriamo, in maniera adattabile, un certo contesto di apprendimento (sul sentiero, nel museo, a scuola, a casa). Ciò contribuirà a modificare la visione settoriale che spesso noi tutti abbiamo dei vari luoghi, a moltiplicare le opportunità didattiche ed educative, ad accrescere il senso di appartenenza”.

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