Gli auguri pasquali e le prospettive di rilancio della Tuscia con il nuovo assetto di collaborazione istituzionale della provincia

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Con questo articolo formuliamo ai nostri lettori i migliori auguri di serene festività pasquali, sviluppando nel contempo alcune riflessioni sul nuovo assetto politico amministrativo della provincia di Viterbo, nella prospettiva di un rilancio delle coordinate di un modello di sviluppo coerente con  le vocazioni  naturali del nostro territorio.

In primo luogo ci sentiamo di definire opportuno e utile il nuovo assetto di  “collaborazione istituzionale”  annunciato nei giorni scorsi dal presidente della provincia di Viterbo, Nocchi che ha varato una “giunta provinciale” scaturita dalla collaborazione e la partecipazione di esponenti di centro sinistra e centro destra.

Ciò per Individuare i provvedimenti  più efficaci per un “nuovo modello di sviluppo” per la Tuscia del dopo-coronavirus.

In questo periodo di emergenza sanitaria che sta letteralmente cambiando la vita di cittadine, famiglie, società e amministrazione centrale, regionale e locale, vorrei sottolineare positivamente l’iniziativa del presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, che ha rivolto l’invito alle forze politiche di  ad una “ collaborazione istituzionale “, con una positiva risposta delle forze politiche provinciali di opposizione. 

Dalle  parole del presidente Pietro Nocchi i tratti salienti della nuova Amministrazione Provinciale.

“La piattaforma programmatica condivisa è improntata al supporto, lo sviluppo e la promozione del nostro territorio. Azioni che potranno essere integrate in ragione dei fabbisogni e degli eventi da fronteggiare nell’emergenza epidemica attuale.

Da questo punto in poi inizia la parte difficile: lavorare per realizzare i progetti che gli amministratori locali attendono dalla Provincia e continuare a fare in modo che l’istituzione sia la “Casa dei Comuni”.

“Per questo motivo la scelta di delegare a più consiglieri le responsabilità significa in questa fase dare un valore aggiunto al lavoro della provincia e velocizzare tutte le azioni programmatiche che metteremo in campo.

“Con due decreti ho assegnato le deleghe ai Consiglieri provinciali che contribuiranno fino alla fine del mandato dellEnte alla programmazione di interventi finalizzati al miglior vantaggio per il territorio:

Alla vicepresidenza Alessandro Romoli (Insieme per la Tuscia), con deleghe nei settori Contenzioso, Enti Partecipati, Patrimonio. Gli assessori: Maurizio Palozzi (Tuscia Democratica) Viabilità, Trasporti, Lavori pubblici Istruzione; Augusto Bracoloni (Insieme per la Tuscia) Attività edilizia scolastica; Eugenio Stelliferi (Tuscia Democratica) Rete scolastica, Formazione professionale; Lina Novelli (Tuscia Democratica) Pari opportunità; Giulio Marini (Insieme per la Tuscia) Ambiente; Matteo Costa (Insieme per la Tuscia) Polizia Provinciale; Carlo Postiglione (Tuscia Democratica) Bilancio; Lina Delle Monache (Tuscia Democratica) Progetti Comunitari, Personale.

Per  venerdì 17 aprile e’ stato programmato con un consiglio provinciale dove saranno discusse le variazioni di bilancio e saranno adottate  le misure per affrontare l’emergenza Covid-19.

Il presidente Nocchi: “Ci tengo a ringraziare per questo atto di collaborazione, oltre ogni schieramento politico, tutti i consiglieri provinciali che hanno compreso l’importanza di lavorare in sinergia per il bene della Provincia. Il gruppo “Tuscia Democratica”, che per primo ha aperto le porte ad una condivisione nella gestione dell’Ente, e la coalizione di Centrodestra con i gruppi “Insieme per la Tuscia” e “Tuscia Tricolore” che con lo stesso senso civico hanno scelto di mettere al primo posto i bisogni dei Comuni della Provincia.

Un risultato raggiunto con un percorso di dialogo e condivisione, che ha richiesto costanza e serietà. Per questo impegno ringrazio il Consigliere regionale Enrico Panunzi, il segretario del PD Manuela Benedetti, il Senatore Francesco Battistoni, il Senatore Umberto Fusco e lOnorevole Mauro Rotelli.

A loro e a tutti i consiglieri eletti va un profondo grazie. La Provincia di Viterbo è pronta per ripartire.”

In un’ottica concretamente orientata alle cose  da fare, alle esigenze che le nostre popolazioni vorrebbero essere realizzare per migliorare la qualità della vita quotidiana in primis e la ricettività turistico-culturale,  si può definire un quadro programmatico di quanto e’ stato fatto e quanto ancora c’è da fare per l’affermazione di un vero modello di sviluppo della Tuscia viterbese.

Una rinnovata qualità della vita nei Centri storici, con le  loro tipicità ambientali, culturali, ed eno-gastronomiche, un patrimonio da tutelare e valorizzare.

Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Ambiente,  Paesaggio ed insediamenti urbani, intesa nel senso di una coerenza con il “genius loci” – con il quale si indica l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, un territorio, una città – dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali .   I nostri Centri storici sono caratteristici poiché sorti nei secoli dal mare ai laghi,  dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo,  sino al Rinascimento e all’archeologia  agricolo-industriale (penso alle Stazioni dismesse delle linee ferroviarie o le Case cantoniere sorte sulle vie stradali)  di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.

Chi vuole il vero sviluppo della Tuscia deve essere cosciente che tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e  istituzioni  per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo, artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia, i Turismi di qualità, esclusività  e di innovazione.

Le priorità infrastrutturali ed intermodali per una maggiore connessione economica con il resto d’Italia.

E’ determinante rivedere il quadro della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Da qui l’idea di realizzare un collegamento ferroviario ad alta velocità in grado di collegare per la prima volta grandi realtà del trasporto passeggeri e merci come Civitavecchia e Orvieto con Viterbo, attraverso il nodo intermodale di Orte, strategicamente rilevante per l’intero Paese (i lavori per il,completamento della superstrada ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro alle Vie Consolari ed alle ferrovie così dette minori, oltre che il prossimo collegamento ferroviario dell’Interporto Centro Italia).

Senza un sistema infrastrutturale significativo questa provincia, ci è stato ripetuto sino all’inverosimile, è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, gli impianti termali.

Il termalismo, l’artigianato artistico, il turismo congressuale, formativo-professionale, l’artigianato artistico, la piccola e media impresa  in collegamento con la Ricerca Universitaria e la sua rete diffusa nel territorio, i percorsi ciclo-pedonabili e a cavallo come volani di crescita per la Tuscia.

Per valorizzare il termalismo della città di Viterbo, ma anche di altri siti legati alle acque salubri di cui è ricchissimo il nostro territorio, l’artigianato artistico legato alle secolari tradizioni di laboriosità  delle comunità dell’area falisca di Civita Castellana, della Valle del Tevere, della costa e maremma Laziale, del comprensorio montano dei Cimini, dell’Alto Lazio legato alla Via Francigena e al percorso degli Etruschi, oltre alla città di Viterbo e dei suoi incantevoli dintorni con siti archeologici e dimore storiche, il turismo congressuale, il turismo religioso, le città  ed i Poli del Teatro, dei Musei e della Musica degli Strumenti Antichi con stagioni concertistiche già di successo, la diffusione di Caffeina oltre Viterbo, i supporti delle Leggi regionali – Spettacoli dal vivo Reti commerciali di Strada – con la fattiva collaborazione di Enti regionali e comunali, le Città sedi delle Rievocazioni Storiche Medievali e Rinascimentali, lo sviluppo del trekking, dello Spartan-rice e dei percorsi naturalistici percorribili a piedi, a cavallo, o attraverso piste ciclo-pedonabili sul Tevere), formativo-professionale in collegamento con la Città Universitaria della Tuscia e la sua rete diffusa ed a servizio dello sviluppo del territorio, dall’agricoltura al marketing territoriale, all’agricoltura alle costruzioni eco-compatibili.

Occorre offrire parallelamente una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica estesa e capillare di telecomunicazioni avanzate a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso. Sul fronte del patrimonio artistico–culturale vanno agevolate con il concorso della Regione Lazio e dei Programmi Europei di Sviluppo Sostenibile  le azioni  più concrete di rigenerazione e rinnovamento, per ridare energia e vitalità ai centri storici, con l’attuazione di un processo di propagazione e dilatazione anche del polo universitario della Tuscia.

Queste sono solo alcune delle priorità per un nuovo modello di sviluppo della Tuscia, che speriamo esca al più presto dall’emergenza coronavirus, come tutta l’Italia, impegnata quanto prima in un lavoro di Ricostruzione socio economica valida e durevole, che veda soprattutto i giovani come  protagonisti di un rinnovato sviluppo.

E’ questo l’augurio che ci sentiamo di rivolgere a tutti i nostri lettori. Un augurio sincero di serene festività pasquali per ripartire, nonostante le difficoltà,  verso un diffuso benessere del nostro territorio!