Emergenza Coronavirus, parla Chiara Frontini (Viterbo2020): “Nessuna misura economica per i viterbesi: tutto senza una programmazione”

Gaetano Alaimo

Chiara Frontini, leader di Viterbo2020 e perdente di una manciata di voti, al ballottaggio, con l’attuale sindaco Giovanni Arena, parla ai nostri microfoni dell’emerganza Coronavirus a Vitertbo con un suo particolare pensiero sull’azione di questa maggioranza a Palazzo dei Priori.

1) Come giudica l’azione del Comune di Viterbo, fino ad ora, per l’emergenza Coronavirus?

“In linea con lo stile con cui hanno condotto fino ad oggi l’amministrazione. Inizialmente sottovalutata, approssimata, con decisioni prese senza una logica e senza neanche l’umiltà di confrontarsi con le idee che potrebbero proporre altri. Ci sono stati degli scivoloni madornali: l’autorizzazione al campionato di nuoto all’inizio, la sanificazione, la consegna delle mascherine nelle edicole facendo circolare le persone e rischiando assembramenti. Sulla sanificazione ha regnato la confusione: si è annunciata un’azione in pompa magna per poi scoprire che si trattava poco più della pulizia ordinaria. Quella fatta dalla ditta specializzata è stata condotta dieci giorni dopo, senza un calendario né notizie certe ai cittadini, abbiamo informazioni che diverse strade, neanche secondarie, non sono state trattate. E ancora non c’è un cronoprogramma ufficiale”.

2) Fronte sanitario: secondo lei Governo e Regione Lazio come si sono mossi?

“Con i tagli alla spesa sanitaria che sono stati fatti negli ultimi 10 anni ed il sistema politico-clientelare che governa la sanità nella nostra Regione, non credo potessimo aspettarci molto meglio. Sarebbe importante avere più trasparenza rispetto ai contagi, in particolare sensibilizzare i positivi a dichiararsi, facendo capire loro che non è una vergogna e non si è “untori”, ma al contrario si potrebbe supportare nella ricostruzione delle relazioni intercorse ed isolare ulteriori eventuali casi positivi più facilmente”.

3) Gli operatori sanitari lamentano ancora la non completa disponibilità di Dpi: secondo lei ci si poteva muovere prima?

“Ovviamente, ci si doveva muovere prima. Ma come sopra: le carenze e l’inefficienza hanno responsabilità politiche e gestionali chiare e finchè non si contrasterà questo sistema, difficilmente le cose potranno migliorare. Quando questo accade in emergenze così serie, gravi e diffuse, gli esiti possono essere tragici”.

4) Le misure economiche e sociali messe in campo dal Comune di Viterbo secondo lei sono adeguate?

“Quali misure economiche? Ad oggi, abbiamo visto sono l’irrisoria sospensione della tassa sulla pubblicità. Nulla su tasse più impattanti sull’economia delle famiglie, come la TARI o l’IMU, e nulla a diretto supporto delle aziende e delle attività commerciali. Per ora, tutte le misure messe in campo sono quelle derivate dai fondi stanziati da Governo e Regione, come i buoni alimentari. Non possiamo valutarne l’adeguatezza, perciò, non essendo pervenute”.

5) Fosse stata Sindaco lei come avrebbe affrontato da subito questa situazione?

“Innanzitutto non l’avrei, come non l’ho, sottovalutata. Non avremmo mai autorizzato i campionati di nuoto, ad esempio. Fin dai primi giorni di marzo abbiamo lanciato campagne social per consigliare ai cittadini di restare a casa, ancor prima che venisse dichiarato il lockdown. Per sentire una voce istituzionale su questo abbiamo dovuto attendere il 10 marzo. Tardi, troppo tardi. Poi: informazioni puntuali su questioni pratiche, gestionali, che non facciano sentire i viterbesi abbandonati. Molti cittadini si sentono soli, senza una guida. Avrei coinvolto tutti gli amministratori, assegnando ad ognuno un singolo compito specifico da gestire nella catena dell’emergenza: per far sentire l’unità della città in primis, senza steccati di parte, e per garantire maggiore efficienza e capillarità di interventi e comunicazioni. Invece si è lasciato allo spontaneismo, senza coordinamento, e i risultati ahinoi si vedono”.

6) Mascherine Swiffer: hanno creato polemica dopo l’annuncio della distribuzione gratuita del Sindaco Arena che, comunque, ai nostri microfoni le ha difese come “strumenti di copertura” per i cittadini. Che ne pensa?

“Quelle mascherine sono uno schiaffo alla dignità dei cittadini: sono state criticate a gran voce da alcuni esponenti della maggioranza, e poi lo stesso Sindaco le distribuisce ai cittadini. Ma non è solo questo: la cosa più grave a mio avviso è stato annunciarne la distribuzione senza ragionare delle conseguenze, sull’onda della fretta per…pressioni dell’opinione pubblica? La conseguenza è stato il riversarsi di cittadini nelle strade, per accaparrarsi le poche mascherine disponibili, pure di scarsa qualità, con il rischio di assembramenti e pellegrinaggi che sono esattamente quello che in questo momento si dovrebbe evitare. È chiaro che un’uscita del genere da parte del Sindaco significa che non ha chiaramente la lucidità sufficiente per governare la crisi”.

7) Fronte economico: quali sono secondo lei le esigenze prioritarie per i cittadini? Cosa farete come opposizione?

“Poche chiacchiere, ci vogliono misure a sostegno delle aziende e dell’occupazione: gli aiuti di natura assistenziale possono tamponare in una primissima fase dell’emergenza, come in questi giorni, ma nelle prossime settimane vanno messi in campo interventi che supportino le imprese e il commercio, permettendo di ridurre al minimo i licenziamenti. Con i fondi comunali a mio avviso è necessario non solo sospendere tutte le imposte, ma ridurle al minimo possibile per legge per tutte le categorie. Priorità alle misure per le P. Iva e gli autonomi, che sono quelli più colpiti da questo momento con misure focalizzate sul sostegno dell’occupazione: i viterbesi sono un popolo orgoglioso, vogliono lavorare, non solo ricevere assistenza”.