Nursing Up Lazio contro la Regione: “Continua a non convocarci pur se rappresentiamo specificamente gli infermieri”

NewTuscia – ROMA – La Regione Lazio, continua come sempre, a non convocare il Nursing Up Lazio, la diffida dell’avvocato è un atto dovuto. Oramai la situazione è diventata insostenibile! Reputo la situazione vergognosa!

In questo momento più che mai dove i sanitari che rappresentiamo dovrebbero avere il loro portavoce specifico, anziché generico e generalistico. Io temo che ancora una volta, ragione per cui è nato il Nursing Up, i sacrifici, la professionalità, i rischi elevati, la devastazione psicologica degli operatori sanitari potrebbero essere utilizzati dai sindacati generalisti per accontentare tutti, indiscriminatamente.

Certamente non è una lotta tra lavoratori, questa è una realtà, è la storica ingiustizia che esiste da sempre. Nursing Up non vuole togliere nulla a nessuno, ma pretende che venga riconosciuto il
“premiante” a chi in questo periodo si è battuto, è stato sul campo, ha affrontato, non senza paura il COVID ed i suoi esiti.

Oggi più che mai mi rifiuto di veder applicata la politica dell’appiattimento, vale a dire chi era nelle truppe senza armi, a combattere contro il COVID, e chi per una ragione o un’altra, stava protetto e
tutelato/a.

La Regione Lazio si ostina a non volerci ascoltare, malgrado il Nursing Up stia crescendo fortemente, che è l’emblema delle necessità degli infermieri, ma anche di altri professionisti che ci guardano con interesse. Nel combattere contro il COVID, molti professionisti e non, hanno combattuto fianco a fianco, come non mai! …ma altri non c’erano, erano comunque altrove! Nursing Up Lazio non accetta l’appiattimento salariale. Siamo con noi tutti i professionisti che si aspettano un “giusto e congruo riconoscimento”, la Regione Lazio deve dare un senso alle belle parole che si spendono in favore degli infermieri e degli altri operatori coinvolti e in prima linea, che affrontano l’emergenza coronavirus. Un atto dovuto!

Non appoggeremo mai le proposte demagogiche, in cui si tenta di utilizzare le risorse per incentivare, a pioggia, anche chi non ha partecipato attivamente alla pandemia in atto. La politica ha stanziato risorse per il personale sanitario, specificatamente per quel personale direttamente impegnato nelle attività di contrasto alla emergenza epidemiologica; così recita il D.L n.18 del 17 marzo 2020 che vogliamo sia rispettato ed integrato con ulteriori risorse, in modo da  concretizzare un reale e dignitoso riconoscimento per l’elevato sforzo e per le elevate competenze messe in campo dai professionisti sanitari.

Essere definiti “eroi e angeli” e i “grazie”, per altro graditi, che commuove soprattutto il 70 % di quei soldati che affronta il COVID e che è donna, ma senza riconoscimenti tangibili, sa di presa in giro, sono frasi atte a coprire un fattivo menefreghismo verso chi sta combattendo, uomini e donne.

A molti di noi, professionisti sanitari era fatto assoluto divieto di accedere nelle zone dov’erano gli amministrativi, ora dovendo parlare delle forme d’incentivo non si può soprassedere.

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio
Laura Rita Santoro