De Simone: “Inaccettabile la discriminazione verso le pasticcerie artigiane, intervenga il ministro”

NewTuscia – VITERBO – “Una discriminazione assurda, che mette ancora più in difficoltà le imprese artigiane già gravate dalla chiusura”. E’ dura la presa di posizione di Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo, al pari di Confartigianato nazionale, contro l’interpretazione governativa del Dpcm 11 marzo 2020 in materia di contenimento dell’emergenza Covid-19 in base alla quale le imprese artigiane di pasticceria, obbligate allo stop di produzione e vendita, non possono vendere i loro prodotti nemmeno attraverso la modalità di asporto che è consentita invece ad altre attività.

“Una follia vera e propria, una discriminazione verso le pasticcerie artigiane – continua – che adesso rischiano di veder andare in fumo anche la produzione dei prodotti pasquali, mentre ai negozi e alla grande distribuzione è invece permessa la commercializzazione di prodotti dolciari. Una disparità di trattamento inaccettabile, che penalizza imprese e cittadini, costretti anche a rinunciare a uova di cioccolato, colombe e specialità artigianali di qualità”.

Andrea De Simone

Confartigianato ha stimato che per le 24mila imprese di pasticceria e gelateria italiane, il 70% delle quali artigiane, con 74mila addetti, la chiusura ad aprile provocherà perdite per 652 milioni di euro, tra mancato fatturato e perdite legate ad deperimento delle materie prime acquistate precedentemente alla sospensione forzata. L’Associazione si è rivolta al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, sollecitando un intervento tempestivo che faccia chiarezza nelle interpretazioni governative, stabilisca omogeneità di applicazione delle norme in tutto il territorio ed eviti incomprensibili disparità di trattamento tra attività con codici ateco diversi ma produzioni simili.

“Le nostre imprese rispettano diligentemente le regole, sono pazienti seppur preoccupate e accettano con dignità il peso della chiusura forzata – seguita De Simone -. Ma è inaccettabile la disparità di trattamento, che penalizza le nostre produzioni, quelle di livello qualitativamente più alto, a vantaggio di altre tipologie di prodotti di pasticceria. Gli artigiani di Confartigianato Viterbo non si sono persi d’animo  stanno comunque lavorando con le consegne a domicilio, a Viterbo e in tutta la provincia – conclude -. Vi invitiamo a non lasciarli soli in prossimità della Pasqua e di contattarli telefonicamente e via mail per ordinare i prodotti della tradizione che, anche se in un clima diverso da quello che avremmo tutti voluto vivere, non possono mancare sulle nostre tavole”.