Coronavirus, la Lombardia soffre ma spera. Il Papa: “Con la fede si può vincere”

Paola Suarez

NewTuscia – DESENZANO DEL GARDA – La quarantena si fa sempre più lunga soprattutto per la regione Lombardia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità è tornata a mettere in guardia soprattutto le giovani generazioni contro il pericolo Coronavirus in quanto il COVID-19 agisce aggressivamente causando infezioni e malattie nelle persone di qualsiasi età; può creare malattie lievi, gravi e e anche uccidere,la regione LOMBARDIA ma anche il VENETO lo sa bene.

Suoni di ambulanze a tutte le ore accompagnano le giornate dei lombardi anche in un paese turistico come quello di Desenzano del Garda;  deserto nei paesi, tanta paura e desolazione nei cuori di chi riesce a sopravvivere nei confronti di chi purtroppo non ce la fa, ogni mezz’ora c’è un morto; sempre più agghiaccianti sono le immagini che si vedono ogni giorno in televisione e non si poteva di certo pensare ad una situazione così drammatica ed in continua evoluzione. Le strutture sanitarie sono sature e tante persone non riescono ad ottenere un’adeguata assistenza sanitaria e sono costrette a morire in casa. Purtroppo non si denota ancora un miglioramento del contagio e di ciò si mostra molto preoccupato anche il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Stiamo vivendo una pagina tristissima della nostra storia e la regione LOMBARDIA è la prima a risentirne in maniera devastante; le immagini di Bergamo hanno “gelato” e lasciato riflettere il mondo intero.

Le vittime più colpite in Lombardia sono gli anziani ma ultimamente aumentano sempre di più anche i giovani dai 25 ai 40 anni.

Un evento straordinario di questi giorni, che ha riunito in preghiera un miliardo di persone in tutto il mondo, è stata la benedizione di Papa Francesco sul sagrato di Piazza San Pietro.

“Siamo tutti sulla stessa barca – ha detto commentando il brano del Vangelo -. La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità. Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”.

Il Papa messo in prima linea “medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari e sacerdoti facendo capire che NESSUNO SI SALVA DA SOLO”. Ha poi concluso: “Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Abbracciando il Signore abbracciamo la speranza e così la forza della fede libera da ogni paura”.

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