Il presidente dei comuni italiani Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro: “Il Governo ci dia strumenti specifici. Se i Comuni vanno in default, ne faranno le spese i cittadini”

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – “Ai Comuni servono con urgenza le dotazioni finanziarie necessarie a fronteggiare i maggiori oneri che gli enti stanno già ora sostenendo e che dovranno continuare a sostenere per fronteggiare l’emergenza mentre gli effetti, in termini di minori entrate, impatteranno in modo fortemente negativo e altamente pericoloso sulla tenuta dei bilanci approvati e in corso di approvazione”. Queste dunque le dichiarazioni  del presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

“Rischiamo il default dell’unica istituzione di prossimità sul territorio nazionale, eppure abbiamo collaborato con grande senso di responsabilità fin dal primo minuto e certamente continueremo a farlo con lealtà istituzionale. Ma dopo il decreto ‘Cura Italia’ ci aspettiamo un provvedimento specifico che si occupi degli enti locali e del loro equilibrio finanziario. Se salta il sistema dei Comuni, saltano i servizi per i cittadini. Senza risorse non si può garantire l’erogazione dei servizi socio assistenziali, non si può garantire il trasporto pubblico, senza risorse non si raccolgono i rifiuti urbani e, conseguentemente, non si può assicurare l’igiene urbana con il rischio di innescare una ulteriore emergenza sanitaria.

È necessaria e urgente una immediata iniezione di entrate straordinarie, compensative delle minori entrate proprie, per chiudere i bilanci in pareggio effettivo e non solo apparente.

I bilanci dei Comuni stanno già pesantemente risentendo della contrazione di liquidità delle entrate proprie e continueranno a risentirne per un tempo che si preannuncia non breve.

Per di più, per gli enti che non hanno ancora approvato il bilancio preventivo, il protrarsi della gestione finanziaria in esercizio provvisorio, almeno sino al 31 maggio 2020, rischia di generare un cortocircuito nellerogazione dei servizi ai cittadini.

Non basta la sospensione di alcuni mutui e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Servono altre misure. Le funzioni di vigilanza, quelle sociali, quelle cimiteriali, quelle delle forniture e degli approvvigionamenti per l’emergenza stanno entrando in crisi.

I sindaci, in questo momento di particolare difficoltà, servono le comunità e collaborano con il governo, mostrando grande senso di responsabilità. Certo però non può sfuggire che i Comuni sono un presidio sui territori e un punto di riferimento per i cittadini e i loro bisogni. Come amministratori locali stiamo facendo l’impossibile per assicurare servizi efficienti alle nostre comunità alle prese con una emergenza senza precedenti. Dal governo ci aspettiamo, ora, un segno tangibile di attenzione verso quello che facciamo quotidianamente, riconoscendoci gli strumenti finanziari e normativi per quella indispensabile stabilità economica utile a garantire la sopravvivenza del sistema Paese”.

Il presidente della Conferenza delle regioni italiane e governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: le Regioni hanno dato il via al riparto del Fondo sanitario nazionale 2020.

“L’immediato accordo per lo stanziamento del fondo sanitario 2020 è un segnale importante per il Paese, di attenzione concreta in un momento così grave per la salute dei cittadini”. Lo dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, in merito alle decisioni prese recentemente.

“Si rafforza così quel presidio che in questi giorni di emergenza coronavirus abbiamo compreso fino in fondo quanto sia fondamentale e insostituibile nella sua universalità. Quanto sia grande la professionalità, il sacrificio e la dedizione al lavoro di tutti gli operatori, a cominciare da medici e infermieri, che sono in prima linea a contrastare questa pandemia.

Sono loro, infatti, la garanzia che l’Italia saprà vincere questa battaglia. Ma abbiamo anche capito che non vanno lasciati soli, è una guerra di tutti. Se vogliamo difendere i nostri cari e la nostra salute, serve anche il nostro contributo individuale di cittadini, nel rispettare regole e comportamenti di prevenzione sanitaria per non diffondere il contagio.

Il Servizio Sanitario Nazionale per il 2020 – spiega Bonaccini – viene finanziato complessivamente con più di 116 miliardi di euro, compresi obiettivi di piano e quote vincolate, di questi oggi sono stati ripartiti tra le Regioni oltre 113 miliardi, tra fabbisogno sanitario standard e quote di premialità.

Per il 2020, quindi, le Regioni hanno ripartito in totale 113,360 miliardi di euro di cui 113,069 miliardi di fabbisogno standard e 291,648 milioni di premialità aggiornata in conseguenza dell’aumento del Fondo di 2 miliardi di euro come stabilito dalla Legge di Bilancio 2019”.