CROSS the informations

NewTuscia – VITERBO – L’agenda politica di questo periodo è stata contaminata dal tema Coronavirus. A volte riusciamo ad assistere a qualche scorcio sulle altre nazioni, ma il vero fulcro dell’informazione sono le notizie a livello nazionale. Probabilmente stiamo assistendo al più grande media event che i media moderni ricordino. Forse, grazie anche agli strumenti tecnologici che ci hanno resi iperconnessi. Questa iperconessione, unita poi ad un flusso di notizie sempre più rapido, ci vede oscillare, se non addirittura vacillare, da una notizia all’altra senza avere il tempo di ragionare. Diventiamo disinformati e perdiamo la memoria della notizia precedente, per lasciar spazio alla successiva. Ecco quindi nascere l’esigenza dell’approfondimento.  Con l’arrivo dell’epidemia in Italia è nata subito l’esigenza di un coordinamento a livello nazionale, ai fini di gestire la logistica sanitaria. Si era prevista la necessità, nel caso in cui il virus avesse colpito un numero così elevato di persone da saturare le strutture ospedaliere, di spostare pazienti da una regione all’altra. Da un presidio ospedaliero all’altro. A tal fine è nata lei, la CROSS. Acronimo che sta per “Centrale operativa Remota Operazioni Soccorso Sanitario”. È operativa dal 5 Marzo, su ordine del commissario alla Protezione Civile Angelo Borrelli, e finora ha permesso di trasferire 55 pazienti nei vari presidi ospedalieri regionali. Il direttore, Piero Paolini, può avvalersi di velivoli e elicotteri, di Aeronautica e 118. La sede operativa è fisicamente attiva nel seminterrato della sede del 118 di Pistoia, dalla quale vengono dirette tutte le operazioni. Operazioni che non si limitano allo spostamento di pazienti, ma anche alla creazioni di ospedali da campo, come quelli di Crema e Piacenza, e centri per la quarantena. “Per trasferire questi pazienti bisogna riprodurre una piccola rianimazione all’interno di un mezzo  e ci vuole personale medico specialistico, in questo momento molto difficile da trovare. Per trasferire un paziente da Varese a Trieste ci sono volute cinque ore, e non è per niente facile”. Queste le dichiarazioni del direttore Paolini, che ha voluto sottolineare il lavoro costante e certosino che la CROSS compie, nonostante gli innumerevoli problemi. Di CROSS in Italia ce n’è un’altra e si trova a Torino, in Piemonte. Entrambe le unità sono state impiegate altre volte per rispondere alle emergenze nazionali.

Matteo Menicacci