NewTuscia – VITERBO – Il decreto Cura Italia è una prima importante risposta all’emergenza economica causata dal Coronavirus. Avremmo però preferito un approccio più mirato, per avere

Vincenzo Peparello

misure più incisive: gli interventi a pioggia rischiano di essere onerosi e al tempo stesso inefficaci e poco equi, come evidente sul fronte del fisco: troppi mini-rinvii, bisogna
dare più tempo alle imprese. Così si esprime la Confesercenti sul Cura Italia, finalmente arrivato in Gazzetta Ufficiale ad oltre 24 ore di distanza dall’annuncio dell’approvazione.

Anche gli indennizzi per le imprese del terziario sono di corto respiro: l’importo di 600 euro è chiaramente insufficiente, escludendo oltretutto agenti e rappresentanti di
commercio e professionisti iscritti agli albi. Lo stesso problema si rileva sullo stop ai versamenti: il tetto di 2 milioni di ricavi taglia fuori realtà come i gestori carburanti,
caratterizzate da un volume di vendite molto alto ma da margini molto stretti.

Pure il credito di imposta sugli affitti, così, è poco funzionale: bisogna aumentarne il valore ed estenderlo anche alle affittanze di azienda – tipiche di centri e gallerie
commerciali, ma anche di tante attività di vicinato, nei centri storici e non solo – e al turismo, settore che ha visto azzerare i fatturati di tutti gli operatori.

Mancano poi misure specifiche per le attività che sono state obbligate a chiudere, dai negozi di moda al commercio su aree pubbliche. Nel provvedimento è rientrata dalla
finestra anche la lotteria dello scontrino, che era stata giustamente rimandata nelle bozze del DL. Apprezzabili, invece, gli interventi sul lavoro, anche se le disponibilità
potrebbero essere insufficienti. Mentre sul credito alle imprese registriamo decisi passi avanti, dalle misure sul Fondo Centrale di Garanzia a quelle per la moratoria dei prestiti di PMI e microimprese.

“Ci rendiamo conto che non tutto è possibile e che lo sforzo è stato molto importante. Ci sono, però, migliaia di imprese che, senza sostegni adeguati, rischiano di non riaprire più
dopo lo stop”, commenta la Presidente di Confesercenti Nazionale Patrizia De Luise. “Serve l’impegno di tutti: daremo massima collaborazione al governo per uscire al più  presto da questa fase difficile e mettere a punto il supporto necessario alle imprese. In particolare, lavoreremo perché in sede di conversione, e con i provvedimenti già annunciati per il prossimo futuro, si possano colmare le lacune esistenti”.

“Condivido il pensiero della Presidente nazionale – dichiara Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo e componente dell’assemblea nazionale – nella
Tuscia la situazione è gravissima. Se non si interviene in maniera adeguata molte aziende rischiano di non riaprire. E’ opportuno che si ricorra a correttivi per dare nuovo respiro aagli operatori”.

Confesercenti Viterbo