Radici: la magia dello spiritual, tra prosa e poesia

In scena le vecchie catene e le moderne schiavitù che ingabbiano l’essere umano

NewTuscia – LATINA – Si intitola Radici ma quelle che mette in scena sono catene. Le catene delle antiche ma anche delle nuove schiavitù, spesso invisibili a prima vista ma costringenti come quelle di ferro che tenevano incatenati a terra i primi schiavi africani. Sarà un viaggio corale e introspettivo, tra prosa, poesia e spirituals, lo spettacolo che andrà in scena sabato 14 marzo, alle ore 21.00 , presso l’auditorium interno al Balletto di Latina-Ateneo delle Arti in via don Torello 120.

Uno show caratterizzato dal cambio di ritmo: si passerà infatti dalla riflessione tipica della poesia al sound intimamente emozionante dello spiritual, un genere musicale di musica afro-americana, usualmente con un testo religioso cristiano (ossia quello stile nero che darà vita poi ai generi blues e jazz)

Questo spettacolo nasce da una duplice esigenza – spiega l’ideatore Rodolfo Siraco –  la voglia di riproporre gli antichi spirituals e il desiderio di proiettare una luce sulle schiavitù di oggi. Che esistano ancora schiavitù è palese. Sono evidenti negli occhi dei bambini che fanno la guerra e in quelli delle ragazze sul ciglio delle strade. Ma le schiavitù di cui ci parleranno i testi che si alterneranno ai canti sono quelle impalpabili, sottili, insidiose e subdole: omologazione, indifferenza, immagine, frenesia, leggi di Mercato. Cantare gli spirituals e riflettere su alcuni brani e poesie vuol essere un semplice modo per guardare e guardarci con occhi disincantati attraverso gli strumenti della critica e dell’ironia”.

Tanti gli artisti che si alterneranno sul palco dello spettacolo diretto da Massimo e Arianna Siraco con i testi a cura di Massimo Siraco e Anna Pozzi. Un’alternanza di emozioni nel ricordo del maestro Achille Maggi.