Coronavirus, turista inviato da Belcolle allo Spallanzani per i controlli

L’unità di crisi della Asl di Viterbo ha attivato tempestivamente i protocolli del caso e l’ha trasferito in biocontenimento

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.

Un turista in visita da alcuni giorni nella Tuscia è stato mandato allo Spallanzani nel primo pomeriggio di ieri, per effettuare tutti gli esami necessari a scongiurare un’infezione da Coronavirus. Una procedura scelta in via del tutto precauzionale, ritenuta opportuna per il fatto che il signore in questione è proveniente dalle zone della Lombardia, il Lodigiano, interessate dal contagio.

L’uomo si è presentato al Pronto Soccorso dell’ospedale viterbese nella tarda mattinata di ieri, risultando completamente in buona salute e asintomatico; raccontando della sua presenza recente nelle zone dell’infezione. Subito si è attivata l’unità di crisi, operativa in tutti gli ospedali della Regione Lazio 24 ore su 24. Quindi è stato messo in pratica il protocollo previsto in questi casi, con il contatto diretto con il centro d’eccellenza romano e la decisione di inviare il paziente nella capitale per gli esami. Nella sostanza la stessa procedura che ha riguardato nelle scorse ore una cinquantenne di Ostia, rivelatasi negativa ai test e affetta da una polmonite ordinaria.

Il trasferimento Belcolle-Spallanzani ha avuto luogo intorno alle 16, in biocontenimento. Inviti alla prudenza e alla calma sono arrivati nella giornata di ieri dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato: “La task-force sul Coronavirus si riunisce giornalmente per monitorare eventuali segnalazioni. Il messaggio che vogliamo mandare è quello di tranquillità perché la macchina del servizio di sorveglianza infettivologica è capillare e lavora a pieno regime e in stretto contatto con le autorità nazionali”.

Tutti gli ospedali del Lazio sono collegati telematicamente attraverso la piattaforma “advice” che dialoga direttamente con l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani. Il rischio maggiore al momento è quello del panico e della psicosi. Il Coronavirus ha ucciso due anziani nel Nord Italia e sono più di trenta gli infettati accertati tra Lombardia e Veneto. Notizie incoraggianti arrivano però dalle condizioni di salute dei primi ricoverati nel centro specialistico romano. Importanti le parole, pronunciate durante un’apposita conferenza stampa ieri mattina da direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito: “”È una malattia non mortale, la ricerca fa grandi passi avanti. Il sistema funziona, il Paese regge. È stato deciso di fare scelte coraggiose come la chiusura dei voli. Non bisogna farsi prendere dall’allarmismo. Il modello messo in atto dalla Regione Lazio è efficace”.

L’errore da non fare assolutamente è proprio quello di recarsi al Pronto Soccorso in caso di sintomi che possono risultare sospetti. La procedura corretta infatti è quella di chiamare il numero 1500 e seguire le indicazioni che si ricevono o rivolgersi telefonicamente al medico di base. L’Istituto Spallanzani rende noto un bollettino medico alle ore 12 circa di ogni giorno sui casi confermati in Italia e sui test dei contatti monitorati.

La Regione Lazio ha stilato un decalogo di comportamento, invitando a evitare allarmismo ma a tenere alta l’attenzione. Le indicazioni e i comportamenti da seguire sono i seguenti: lavarsi spesso le mani; evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi la bocca e il naso in caso di starnuti o tosse; non prendere farmaci antivirali né antibiotici se non prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate; i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; contattare il numero 1500 se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.