Convegno dei Giornalisti Cattolici di Viterbo. Una comunicazione giornalistica “performativa”: partire dai fatti e dalle storie per far “riflettere criticamente” i lettori e i fruitori dei social

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Si è celebrata sabato 15 febbraio, presso la sala Mendel del complesso agostiniano della Santissima Trinità, la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, con una giornata formativa, dedicata ai colleghi dell’informazione ma aperta a tutti gli interessati al mondo dell’informazione.

Il convegno   è stato preceduto dalla Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Viterbo, Mons. Lino Fumagalli, che ha sostanzialmente esorato i giornalisti a promuovere, oltre ad una comunicazione informativa, una “performativa”, nel senso di una informazione che “produce fatti e cambia la vita”  intesa nell’esortazione di papa Benedetto XVI nell’Enciclica “Spe Salvi” del 2007.

Al saluto augurale di mons. Fumagalli, che ha riaffermato l’importanza  della comunicazione e di “educare i fruitori” dell’informazione ha fatto seguito l’intervento del Padre priore Juray Pigula, che ha ricordato come la chiesa della SS. Trinità festeggia il 700 esimo anno della Madonna Liberatrice.

Il direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi, don Emanuele Germani  a proposito della “comunicazione web e televisiva: informazione e giornalismo”, ha citato l’affermazione di papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale 2020 delle Comunicazioni Sociali : “Non sempre le storie che girano sul web sono buone. Anziché racconti costruttivi si producono storie distruttive. Abbiamo bisogno di coraggio per accogliere e creare racconti buoni e per respingere quelli falsi e sbagliati.

Dopo la breve presentazione della presidente dell’UCSI Viterbo, Lia Saraca, Saverio Simonelli, presidente UCSI Lazio, vicedirettore Tg2000, ha tenuto la prima relazione del Corso sul tema  “Memoria: quando il giornalismo diventa racconto condiviso da una comunità”

In particolare ha sensibilizzato i presenti su una riflessione di fondo: “Sul web l’attenzione alla pagina non supera un minuto, in televisione non più di un minuto e mezzo. Non c’è nulla di più contraddittorio tra dare la notizia e cercare di trarne un racconto. Dobbiamo puntare alla partecipazione attiva dei nostri utenti. Il messaggio del Papa ci dice che bisogna tessere storie, bisogna immergere le persone nelle storie, farli immedesimare. Il Papa prosegue dicendo che l’uomo è un essere narrante perché è un essere in divenire. Il Papa ci invita a raccontare storie positive perché con una trama si possono costruire rapporti e una comunità veramente solidale. Il Papa ancora ci dice che narrare le storie è come accumulare energie creative che ci fanno riscoprire umani. L’empatia dovrebbe essere il fine ultimo per fare informazione, dando soprattutto dignità alle storie dell’altro“.

Fabio Bolzetta,  autore insieme al prof. Angelo Romeo del saggio  “Giornalismo tra la televisione e il web“, ha approfondito le tematiche del dibattito sul giornalismo contemporaneo con l’avvento del web.  In particolare l’utilizzo della rete e la diffusione di dispositivi che consentono a tutti di filmare e diffondere fatti in tempo reale, si sovrappone al lavoro dei giornalisti professionisti, ponendo serie questioni sulla veridicità dei fatti e l’esigenza di verifica qualificata delle fonti delle notizie.

Nel contempo ai giornalisti di professione viene chiesto di produrre più contenuti nel minor tempo, spesso a scapito della verifica delle fonti. Ha colpito i presenti in particolare l’annotazione che “in Italia esistono 112 milioni di schermi, ma soltanto 42  milioni sono televisori.

 La televisione continua ad avere un primato informatico, ma si è notato come nelle ultime elezioni politiche gli elettori dei 5 Stelle hanno dichiarato che il web è stata la principale fonte informativa. Esiste un format che in tv negli anni non è mai cambiato ed è quello del telegiornale.

Ma c’è però una grande differenza rispetto al passato: una volta il servizio giornalistico finiva con la messa in onda, oggi non è così, visto che dopo la tv scivola nel web.  Inoltre, oltre la metà degli italiani che cercano sul web le notizie lo fa attraverso i social media ed i motori di ricerca.

Fabio Bolzetta ha concluso il suo intervento notando come “il nostro lavoro, quindi, è un mestiere artigiano che trova sempre nuove competenze e uno sforzo di categoria di riposizionamento”.

Angelo Romeo, docente di Sociologia all’Università di Perugia, che ha parlato del “giornalismo tra televisione e web” notando, tra l’altro, come “oggi si parli di comunicazione tout court e di differenziazione tra comunicazione digitale e quella dei mezzi tradizionali. Quello che è cambiato è il modo  in cui vengono diffusi i contenuti… La rete non dovrebbe essere uno spazio a sé che trova poi conferma sulla stampa e la tv, ma deve offrire serietà di trasmettere contenuti e non avere a che fare con bufale a più non posso. Si deve parlare di educare all’uso della rete. La scuola si dedica all’acquisto di contenuti informatici, di strumenti, ma non è quella dell’educazione all’uso di questi sistemi. Il mondo digitale è un mondo in cui tutti possono andare ad intaccare le professioni. Cosa fa quindi il giornalismo? Il giornalismo, come tutte le comunicazioni, è in continua innovazione. Il rischio è che a volte ci facciamo sopraffare dal digitale. Ma la macchina non potrà mai sostituire l’essere umano. Dobbiamo guardare alla rete come strumento che ci aiuti e non complichi la vita”

L’ultima relazione del Convegni è stata tenuta  da  Domenico Martinelli,  direttore dell’Area giornalismo e componente del comitato scientifico del Centro per gli Studi Criminologici di Viterbo  che ha illustrato le attività svolte nel campo della formazione superiore e interdisciplinare, in particolare nei campi dei tecnicismi giudiziari, delle organizzazioni internazionali e delle implicazioni della Privacy nel campo giornalistico.

E’ stata molto interessante la descrizione della struttura e delle finalità della rivista scientifica “Eunomica” fondata nell’ottobre del 2018 per supportare le attività del Centro di formazione, coinvolgendo con la redazione di articoli i relatori dei singoli Convegni formativi promossi del Centro Studi viterbese.

Negli interventi dei presenti sono stati richiesti ai relatori approfondimenti e chiarimenti sui temi dei rapporti tra la cronaca locale dei giornali web e la rete, i temi trattati da papa Francesco nel suo Messaggio per le Comunicazioni Sociali, sull’attenzione dei media alle attività associative, del volontariato e del Terzo Settore, che spesso sono tralasciate da un certo tipo di informazione convenzionale.

Si è convenuto, infine, negli interventi dei presenti  che dal punto di vista deontologico – come sottolineato da papa Francesco nel suo Messaggio –  i giornalisti debbano essere sempre attenti e consapevoli che attraverso un articolo, un tweet, una diretta televisiva o radiofonica si può fare del bene ma anche, se non si è attenti e scrupolosi, del male al prossimo e a volte a intere comunità”.