Prof. Vittorio Bachelet: ricordare dopo 40 anni il suo sacrificio. Fu martire della democrazia ad opera delle Brigate Rosse

Stefano Stefanini

Prof. Vittorio Bachelet: esempio di tolleranza, dialogo e di fiducia nel talento dei giovani.

NewTuscia – VITERBO – Mercoledì 12 febbraio è stata programmata dalla Procura della Repubblica di Viterbo la  Commemorazione dedicata al 40° anniversario dell’assassinio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, prof. Vittorio Bachelet.

In questa triste ricorrenza vorrei condividere con i lettori i ricordi personali di quel 12 febbraio 1980, vissuto presso l’Università della Sapienza di Roma.

In quel 1980 frequentavo il secondo anno del corso di Giurisprudenza, facoltà che “condivide” con la Facoltà di Scienze Politiche un ingresso secondario.

Devo premettere che avevo conosciuto il prof. Bachelet come presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, associazione a cui, insieme a molti amici di Orte, avevamo aderito fin dalla giovane età, condividendo lo stile di vita, il progetto educativo la scelta di servizio alla comunità religiosa e civile, che poi ci portò alla successiva adesione alla Democrazia Cristiana ed all’impegno politico come amministratori locali.

Quel giorno, pur non essendomi trovato di persona all’Università, appresi dalla radio la notizia del vile omicidio del prof. Vittorio Bachelet per mano delle Brigate Rosse, proprio nei pressi dell’ingresso e delle scale che conducevano alle aule di lezione, luoghi frequentati quotidianamente da centinaia di studenti e docenti.

Il disorientamento e l’incredulità pervasero inizialmente gli amici dell’Azione Cattolica parrocchiale e diocesana, ma ben presto decidemmo con i giovani amici di reagire in modo fermo ma deciso al gravissimo attentato che si andava a sommare ai tanti sacrifici di Uomini dello Stato che insanguinarono quegli anni, sino a toccare l’epilogo più drammatico con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, altro esponente autorevole  della scelta politica di tanti giovani universitari formatisi nelle file della FUCI, gli universitari Cattolici Italiani.

Come Azione Cattolica diocesana decidemmo di affiggere dei manifesti di cordoglio e di esecrazione della barbara uccisione del docente di Diritto e vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura: ci riunimmo in assemblea e in momenti di preghiera e riflessione.

Non nascondo che gli omicidi eseguiti dagli uomini delle Brigate Rosse nei confronti di uomini dello Stato ci indussero come giovani ad intraprendere un cammino di servizio e testimonianza sincera e qualificata nelle istituzioni, nell’impegno politico amministrativo e nelle professioni.

La  testimonianza e il sacrificio del prof. Vittorio Bachelet, come di tanti altri Martiri della democrazia, ispirino ai cittadini, ed in particolare ai giovani, il ripudio di ogni forma di violenza, di intolleranza e l’impegno per migliorare con il proprio contributo la convivenza civile ed il progresso dell’Italia e delle singole comunità cittadine.

Per onorare la Memoria del prof. Vittorio Bachelet e ricordare con l’immediatezza della cronaca quella triste giornata per la democrazia italiana, riporto l’articolo integrale sul fatto,  scritto da Gianpaolo Pansa su Repubblica del 13 febbraio 1980.

https://www.repubblica.it/online/album/ottanta/pansa/pansa.html