NewTuscia – TARQUINIA – É già a partire da quest’estate che si parla di voler costruire un inceneritore a Tarquinia, questa idea é stata rigettata con gran forza da tutti, popolazione, amministrazioni locali, politici, ma come mai ancora se ne parla?
Come mai ancora c’è questa proposta? Dai molti incontri fatti in precedenza, si era capito che sarebbe stato solo un danno per tutti?! Vantaggi per pochi!
Beh, questa volta, dopo che si é posto di nuovo il problema, si é mobilitata anche la scuola superiore di Tarquinia, con gli studenti dell’Istituto Vincenzo Cardarelli.
Infatti, per un’intera settimana, si è lavorato per preparare dei cartelloni e finalmente giovedì 30 gennaio 2020 questi ragazzi, pieni di serie intenzioni, sono scesi in piazza urlando a gran voce la contrarietà all’inceneritore.
Probabilmente questa nostra manifestazione – spiegano alcuni ragazzi – non servirà a molto, perché spetterà al nostro sindaco Alessandro Giulivi, battersi affinché esso non venga costruito; noi tuttavia, vogliamo rassicurarlo che saremo sempre al suo fianco per supportarlo.
Noi giovani non riusciamo a capire, domani saremo noi ad ereditare questo paese nel bene e nel male, spetterà a noi governarlo e saremo noi a subirne di più una pianificazione sbagliata di chi ci ha preceduto, è per questo che vogliamo e pretendiamo di essere ascoltati!
Quello che chiediamo alle amministrazioni è di incentivare la giusta vocazione del nostro territorio, che è quella agricola e turistica, l’industria, gli inceneritori, le discariche a noi non interessano.
È inutile ripetere ogni giorno che abbiamo un paese con storia, paesaggi e natura come nessun altro territorio, per poi ricadere sempre in attività che con queste caratteristiche non hanno niente a che fare.
Il nostro territorio in futuro dovrà vivere sempre di più di agricoltura, un agricoltura moderna ma pulita, dovrà vivere di quel turismo che propone attività all’aria aperta e che sfrutta in modo sano il territorio e la storia che abbiamo ereditato.
Per tutto quanto detto, noi giovani studenti vogliamo richiamare l’attenzione di tutti su questi argomenti, «Dovete ascoltarci!», per primi gli amministratori e i funzionari pubblici, che hanno una forte responsabilità verso le generazioni future e poi, gli imprenditori che vogliono investire in attività “sporche”, ai quali diciamo con forza: «Noi non vi vogliamo!»
Giorgia Pusceddu















