NewTuscia – GALLESE – Riceviamo e pubblichiamo da Simonetta Melinelli.

A volte succede che una passione, un’idea, un desiderio di alcune persone si trasformi in progetto comune, volto alla realizzazione di finalità sia artistiche che umane. E’ quello che è accaduto con il GTS (Gruppo Teatrale Stabile) di Gallese, un gruppo teatrale che condivide da ormai dieci anni il piacere di stare insieme facendo teatro. Il gruppo opera all’interno del Museo e Centro Culturale “Marco Scacchi”, allestendo spettacoli teatrali che coinvolgono un grande numero di attori e collaboratori di ogni fascia di età, i quali impiegano gran parte del loro tempo libero in questa attività artistica, dagli importanti risvolti sociali e umani. Infatti, nel corso degli anni il gruppo si è esteso e compattato, creando nuove amicizie e rafforzando rapporti già esistenti. Insomma, è un modo di creare bellezza stando bene insieme! La compagnia ha portato in scena Casa di bambola di Henrik Ibsen, rielaborato e riadattato appositamente, il testo di Oscar Wilde L’importanza di chiamarsi Ernesto, trasformato per l’occasione in commedia musicale, con musiche composte dal maestro Gabriele Campioni, Il malato immaginario di Moliere e numerose opere drammaturgiche originali (Messaggi Promozionali, Corti Teatrali), scritte appositamente da Paola Testa, specializzata in scrittura teatrale e sceneggiatura cinematografica. La regia di tutti gli spettacoli è curata da Dionisio Finucci.

Recentemente, in occasione della Giornata della Memoria, il gruppo ha debuttato con un testo originale dal titolo Giro di Vite, che narra la vicenda segreta di un grande campione italiano, Gino Bartali, che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò più di ottocento ebrei dalla deportazione, trasportando nella canna della sua bicicletta documenti falsi, necessari a queste persone per potersi salvare da una morte certa. Lo spettacolo è composto, altresì, da una seconda parte dal titolo Rivista Storica, che ripropone numeri del teatro di Rivista degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Il tutto per creare un contrasto tra la dura realtà quotidiana di allora, segnata dalla guerra e da atroci violenze, e il bisogno della gente di evadere, di sognare, di immaginare un mondo migliore, di nutrirsi di bellezza.

Paola Testa