Il 16 e 17 gennaio nelle nostre cittadine le celebrazioni per Sant’Antonio Abate, per una sempre maggiore considerazione dei nostri amici animali

Il Sacro Fuoco di Bagnaia (foto di Giovanni Faperdue)

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – In coincidenza con la festa di Sant’Antonio Abate nelle  nostre Città, oltre ai tradizionali  Sacri Fuochi  della vigilia, o delle sfilate delle “Cavallerie”, si sta riscoprendo la bella tradizione della benedizione degli animali, come esseri che, anche se in misura ridotta rispetto al passato, affiancano l’uomo nella fatica del lavoro dei campi e abitano nelle nostre case  come animali di affezione, o meglio di compagnia.

Come già ha avuto modo di osservare l’ecologista Fulco Pratesi, fondatore di WWF Italia, “ l’elezione di Papa Francesco – ed il suo costante Magistero, aggiungiamo noi, espresso anche operativamente –  nell’Enciclica “Laudato Sì” –  è stata una vera rivoluzione nei rapporti tra uomo e uomo e tra uomo e natura e regno animale. Le sue generose e coraggiose denunce  sulle ingiustizie e sulle aggressioni alla biodiversità del Creato,  ne confermano la decisione di scegliere il nome di un Santo, Francesco di Assisi,  che  ha avuto un buon rapporto anche con animali e piante selvatici.“

Nellenciclica ecologica” Laudato sì, papa Francesco ha più volte esortato ad una maggiore considerazione del regno animale.

Così, la sera della sua storica  elezione, guardando la televisione, molti telespettatori, come ricordato dallo stesso Fulco Pratesi “ avranno  immaginato che il gabbiano reale posato sul comignolo  della fumata bianca della Cappella Sistina, fosse un simbolo dello Spirito Santo, generalmente impersonato da una candida colomba, sceso a festeggiare il nuovo rappresentante di Dio sulla Terra.”

Rileggiamo insieme alcuni punti cardine dellEnciclica del papa in chiave di adeguata considerazione e tutela-custodia dei nostri amici animali.

  • Difendere la biodiversità . Con uno sguardo che va oltre il qui e ora, che supera l’immediato. “Le diverse specie – spiega papa Francesco- contengono geni che possono essere risorse-chiave per rispondere in futuro a tante necessità umane o per risolvere qualche problema ambientale”. Trattare le specie come oggetti è, dunque, un errore imperdonabile: “Ci illudiamo di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi”. Un atteggiamento colpevole, frutto della logica della finanza e del consumismo.
  • Dare  valore  alle piccole azioni quotidiane per cambiare stili di vita più rispettosi dellAmbiente anche nei confronti  degli animali. Occorre  cambiare stile di vita, ponendo  le basi per una “cittadinanza ecologica” attraverso una serie di reti comunitarie. I cittadini, afferma papa Bergoglio, hanno il potere di “esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale”. Possono anche modificare il comportamento delle imprese “forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione”.
  • No alla produzione  di cereali transgenici ed alla vivisezione. La tendenza ad estendere  la coltivazione  di cereali transgenici “distrugge la complessa trama degli ecosistemi, diminuisce la diversità nella produzione e colpisce il presente o il futuro delle economie regionali”. La vivisezione, invece, va combattuta perché è “contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita”. Un giudizio negativo, questo, che non si estende al punto di comprendere ogni tipo di esperimento sugli animali: se l’esperimento è assolutamente necessario, infatti, deve considerarsi legittimo.
  • Non credere che la sola tecnologia sia la soluzione a tutti i nostri problemi, la sola  tecnologia “non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, per questo a volte risolve un problema creandone altri” ed il rapporto uomo-animale,  specie di quelli di affezione  e quelli di aiuto nel lavoro dei campi  e nel rispetto nei loro confronti prova il rapporto affettivo, oltre che economico utilitaristico  che lega naturalmente da secoli l’uomo ed il regno animale.
  • Difendere la cultura come si farebbe con una specie animale è segno di civiltà, la cui scomparsa è grave come o più della scomparsa di una specie animale o vegetale. “È indispensabile – dice  Papa Francesco – prestare speciale attenzione alle comunità aborigene con le loro tradizioni culturali”.     Alla luce di tali riflessioni, la riscoperta della tradizione della benedizione dei nostri amici animali, di aiuto nei nostri campi o di compagnia nelle nostre case,  in occasione della festa di Sant’Antonio Abate è a  nostro parere un grande segno di civiltà e di qualità della  vita dell’uomo, immerso nell’ambiente naturale, la Casa Comune di tutte le specie.