Terzo appuntamento del corso di Dottrina Sociale a Viterbo: il giornalista Pierluigi Natalia parlerà di Lavoro

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Lunedì 13 gennaio alle ore 20,15 e’ programmato il terzo appuntamento  tenuto sul mondo del Lavoro,  dal dott. Pierluigi Natalia, già redattore di politica internazionale dell’Osservatore Romano,  al Corso di Dottrina sociale della Chiesa, che si svolge con un appuntamento mensile presso la parrocchia di Santa Barbara, in Piazzale dei Buccheri  in Viterbo.

Come  precisato dal direttore editoriale  Mario Mancini, per il suo 50° anno di vita la testata “Sosta e Ripresa” periodico cattolico di Formazione e Cultura, diretto proprio dal dott. Pierluigi Natalia, ha organizzato un Corso sulla Dottrina Sociale della Chiesa per laici, invitando ad esporre vari argomenti degli esperti del settore.

La cadenza del Corso  per i Laici è una riunione al mese, nei locali della Parrocchia di S Barbara, alle ore 20,15 prevedendo un buffet per la parte materiale per cui è stato dato il nome di “AperiCatechesi”.

Gli interventi saranno registrati e riprodotti on-line sul giornale formato digitale (www/sostaeripresa).  Al termine del Corso saranno raccolti in una pubblicazione in formato cartaceo.

Pierluigi Natalia, giornalista  professionista, ha lasciato a fine febbraio del 2016, pochi giorni dopo il suo sessantesimo compleanno, L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dove aveva svolto la sua professione negli ultimi trent’anni,  occupandosi principalmente di politica internazionale, con particolare attenzione al Sud del mondo.
Ha incominciato la sua professione giornalistica nel 1973, diciassettenne, a L’Avanti, all’epoca quotidiano del Partito Socialista Italiano, con il Direttore Responsabile Franco Gerardi.  Nello stesso periodo, fino al 1979,  ha collaborato con la rivista Sipario e ha effettuato servizi per l’editrice di cinegiornali 7G.
Ha diretto negli anni 1979-1980 i programmi giornalistici di Radio Lazio, prima emittente radiofonica non pubblica a Roma, producendovi altresì i testi del programma di intrattenimento satirico Caramella.
Ha poi lavorato per l’agenzia di stampa ADISTA, collaborando contemporaneamente con giornali spagnoli e statunitensi.

Nel 1984 ha incominciato a lavorare per la stampa del Vaticano, prima alla Radio Vaticana, dove al  lavoro propriamente giornalistico ha affiancato la realizzazione, con altri, di programmi di divulgazione culturale successivamente editi in volume.

All’inizio del 1986 è stato chiamato  a L’Osservatore Romano, all’epoca diretto da Mario Agnes, dove si è occupato da prima di cronaca e politica romana e italiana. Successivamente è passato al servizio internazionale, come redattore, inviato e commentatore.

La prima  metà degli anni Novanta lo ha visto impegnato in prevalenza nel documentare i conflitti nei Balcani e negli anni successivi si è occupato soprattutto del Sud del mondo, in particolare dell’Africa, ma anche dell’America Latina.
Su L’Osservatore Romano ha firmato  circa duemila articoli sull’edizione quotidiana e su quelle settimanali. Ha inoltre contribuito alla realizzazione di alcuni numeri de I quaderni de L’Osservatore Romano, collana editoriale sui principali temi di politica, di cultura e di dialogo internazionali.
Collabora con altre testate, cattoliche e non, e con programmi d’informazione radiofonica e televisiva.
È Direttore Responsabile, a titolo gratuito, della rivista “Sosta e Ripresa”.
Ha insegnato comunicazione e politica internazionale in scuole di giornalismo e ha tenuto master di secondo livello, come professore a contratto, in Università italiane. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi sull’attività diplomatica della Santa Sede in istituti superiori di cultura in Italia.
È autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, diari di viaggio, testi teatrali. Sue opere sono riportate in antologie poetiche del Novecento.
È tra i fondatori dell’Associazione Amici di Padre Be’ e della Fondazione Padre Bellincampi ONLUS, che si occupano di assistenza all’infanzia, e dell’associazione L.A.W. Legal Aid Worldwide ONLUS, per la tutela giurisdizionale dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a progetti sociali per la ricostruzione di Sarajevo. È stato promotore e sostenitore di un progetto di commercio equo e solidale realizzato in Argentina.

Come introduzione alla conversazione di Pierluigi Natalia richiamiamo alcune riflessioni del documento   Il capitale umano al servizio del lavoro” che la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace ha elaborato in occasione  del Primo Maggio del 2019, documento che fornisce alcune preziose riflessioni sulle prospettive della dimensione futura del lavoro umano:  “L’orizzonte del lavoro è stato sintetizzato da papa Francesco in quattro aggettivi: libero, creativo, partecipativo e solidale e sviluppato in un percorso che ha coinvolto credenti e parti sociali prima e dopo la preparazione delle Settimane sociali, contribuendo ad animare il dibattito nel paese.

La Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace nel recente documento “Il capitale umano al servizio del lavoro” elaborato per il Primo Maggio  ha affermato: “Viviamo in un sistema economico che ha dimostrato capacità eccezionali nel creare valore economico a livello globale, nel promuovere innovazione e progresso scientifico e nell’offrire ai consumatori una gamma sempre più vasta di beni di qualità. Il rovescio di questa medaglia sta nella difficoltà di promuovere un’equa distribuzione delle risorse, di favorire l’inclusione di chi viene ‘scartato’, di tutelare l’ambiente e difendere il lavoro.”

In questo contesto la sfida più formidabile, soprattutto nei paesi ad alto reddito dove i lavoratori avevano conquistato con dolore e fatica traguardi importanti, è proprio quella della tutela della dignità del lavoro.  E nella dimensione della rivalutazione di una dimensione creativa, emancipativa e realizzati a del lavoro, si è convenuto sull’affermazione netta che le macchine intelligenti non potranno mai competere con gli esseri umani in ciò che li rende veramente uomini: la vita di relazioni, la prossimità e la cura interpersonale.

E assieme ad esse gli spazi per i giovani per dare espressione allla creatività artistica, scientifica e culturale. Appare evidente l’esigenza da parte del governo e delle parti sociali di privilegiare i presupposti politico sociali di una  nuova dimensione del lavoro.

Da una parte la formazione, l’istruzione e le competenze che saranno sempre più importanti per favorire la riqualificazione del lavoro ed andare ad occupare i tanti spazi aperti dalle nuove potenzialità create.

Dall’altra l’’umanità’ diventerà una delle chiavi di successo principali dei mondi del lavoro futuri, perché l’arte della collaborazione (fatta di fiducia, cura interpersonale, reciprocità, prossimità), i servizi alla persona e le relazioni saranno sempre più qualificanti e decisive. La capacità di fare squadra, producendo capitale sociale, sarà una delle chiavi del successo professionale ed assieme della fioritura umana e spirituale della vita.

Il vero tesoro di una comunità, e quindi del nostro Paese, e garanzia per il suo futuro è la somma delle fatiche e delle competenze, dell’impegno a contribuire al progresso civile e della capacità di cooperare e fare squadra dei propri cittadini.

Se sapremo preservare ed arricchire questo tesoro riusciremo anche a vincere la sfida della dignità del lavoro di oggi e del futuro.

Queste le conclusioni del documento sul Lavoro della Commissione episcopale italiana per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.