Stefano Stefanini

NewTuscia – NEPI – « Cristiani nella Storia da protagonisti » questa sera si terrà il primo incontro di approfondimento promosso dalla Diocesi di Civista Castellana, tenuto dal vescovo diocesano, mons. Romano Rossi sul tema « I Cristiani nella storia come il sale della terra, per qualificare la presenza dei credenti nella società e nell’impegno politico presso l’Auditorium Doebbing di Nepi.

Come sottolineato dal responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di CIVITA Castellana, don GIancarlo Palazzi, in queste otto serate culturali, religiose e pastorali, si alterneranno oltre al Vescovo diocesano, Monsignor Romano Rossi, Sacerdoti e Docenti universitari, che tratteranno temi come: I Cristiani nella storia come il sale della terra”, Vocazione infinita e responsabilità storiche”, Oltre lindividualismo, la sfida della cura e della responsabilità”, Per una ecologia integrale”, Esperienza spirituale e impegno politico dei cristiani”, Primato del bene comune”, Profili di cristiani in politica”, Testimonianza e/o presenza dei cristiani in politica in epoca di pluralismo e di laicità”.

Quale rapporto si può cogliere tra Chiesa e società civile in questo tempo della «globalizzazione», nell’ora della percezione sempre più diffusa del mondo come «villaggio globale?». Come si collocano oggi i cristiani nella società? Alla Chiesa è chiesto di stare nel mondo, nel pieno degli impegni e delle problematiche, con umiltà e intelligenza, senza pregiudizi né atteggiamenti ideologici, e senza logiche di inimicizia, nel cercare vie di uguaglianza dei diritti e della dignità delle persone, uguaglianza economica, uguaglianza di tutti i cittadini, a qualunque fede appartengano. Sono interrogativi a cui i relatori cercheranno di rispondere con le loro competenze acquisite nel tempo e nella vita di cristiani nella loro fedeltà al Vangelo e di studiosi portando sempre un messaggio profetico, un messaggio per l’uomo.

La Chiesa continua e sviluppa nella Storia la missione di Cristo, sostenuta dallo Spirito Santo. Nella storia della Chiesa è presente un forte intreccio tra il divino e lumano.

È indubbio che il cristianesimo, fin dal suo sorgere, abbia introdotto una radicale originalità nei rapporti tra religione e società, tra appartenenza religiosa e appartenenza alla polis. Quando Gesù ha insegnato che occorre «rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mc 12, 17 e par.), è stata affermata una distinzione tra potere politico ed evento cristiano capace di scuotere in profondità i rapporti sociali e la vita della collettività.

La Chiesa continua a mantenere la presenza di Cristo nella storia umana. Essa obbedisce al Mandato Apostolico, proferito da Gesù prima di ascendere al Cielo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20). Nella storia della Chiesa si trova dunque un intreccio a volte difficilmente scindibile tra il divino e l’umano.