“Attuale gestione volta alla tutela d’interessi e privilegi soggettivi”

NewTuscia – TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo. Per assegnare a una Pubblica Amministrazione un “voto” (tanto in voga in questo periodo) che possa valutarne l’attività amministrativa, sono sicuramente i parametri del raggiungimento degli interessi generali propri di un’istituzione pubblica che, in tal senso, possono definirsi come “buona gestione amministrativa” calcolata attraverso l’operato dei suoi organi e della sua funzione amministrativa.

Per questo motivo i caratteri fondamentali della Pubblica Amministrazione sono (o meglio, dovrebbero essere) quelli di neutralità politica!

Purtroppo il più delle volte ci si trova invece di fronte ad amministrazioni pubbliche che si contraddistinguono sempre di più come strumenti di potere politico, di governi assolutistici non caratterizzati da obiettivi d’interesse generale, ma asserviti agli interessi di gruppi “particolari” del tessuto sociale.

Il Movimento Civico per Tarquinia, con specifico riferimento all’ente pubblico Università Agraria, fa notare che la sua attuale gestione è volta soltanto alla tutela d’interessi e privilegi soggettivi!

E’ stata trasformata in uno strumento condizionante “in negativo” sullo sviluppo della collettività e, ancor peggio, in maniera antituleristica dei diritti degli utenti/cittadini.

Abbiamo appreso con grande amarezza che il Presidente dell’Ente Agraria, attraverso dei provvedimenti di Giunta in merito alle concessioni annuali delle quote terriere da lui stesso sottoscritte, ha effettuato dei rinnovi di concessione anche ad un suo stretto familiare. Non accontentandosi di ciò ha inoltre deliberato, a favore di uno dei suoi Assessori e in nuovo palese conflitto d’interessi, il rinnovo di una concessione verso la madre dello stesso. Entrando nel merito vogliamo sottolinare che, in entrambi i casi, i concessionari a tutt’oggi risultano morosi!

Dulcis in fundo, lo stesso Presidente ha presentato richiesta di rateizzazione per il canone del lotto in concessione, praticamente a se stesso!

Il Movimento Civico per Tarquinia ritiene quanto mai scandaloso poiché palesemente in contrasto con la legge che, sia il Presidente e sia il suo Assessore, non fossero momentaneamente usciti alla votazione di tale provvedimento.

Come si vuol dire … me la sono e me la canto!

Esiste un Regolamento nella concessione delle quote?

O ancor peggio, non sarebbe forse il caso di leggerlo e applicarne il contenuto!

Vista la situazione finanziaria in cui l’Ente continua a ristagnare da quando quest’amministrazione è in carica non sarebbe opportuno, anziché fare questa politica di “corte”, versare contributi agli Enti o ai creditori pubblici o privati che siano?

È notizia ormai nota che la mancata approvazione dei consuntivi 2017-2018, cui ora andranno ad aggiungersi anche il 2019 e soprattutto la gravità di assenza di bilanci 2019/2021, ha portato l’Ente ad una inesistente liquidità finanziaria e soprattutto all’illegittimità gestionale in quanto saranno stati effettuati comunque impegni di spesa ancora da liquidare.

Comunque, sempre per restare nel tema del campo finanziario, i disavanzi di gestione mai risanati che fine hanno fatto?

Questa volta la risposta l’avete fornita voi con la Delibera di Giunta n. 76 del 30.12.2019 “anticipazione di Tesoreria”.

A nostro avviso non si può anticipare qualcosa che non esiste!

L’anticipazione di tesoreria, secondo la normativa propria degli Enti Locali, risulta essere una concessione di liquidità al fine di dar fronte a momentanee necessità di cassa. La natura giuridico/economica di quanto appena proposto trova fondamento normativo n. 350 del 2013 – (legge finanziaria 2004) – la quale riporta: «Non costituiscono indebitamento le operazioni che non comportano risorse aggiuntive ma consentono di superare, entro il limite massimo stabilito dalla normativa statale vigente, una momentanea carenza di liquidità e di effettuare spese per le quali è già prevista idonea copertura di bilancio».

Ma se i disavanzi di gestioni originatisi dal 2017 al 2019 non sono stati mai riportati nei bilanci successivi, come si può parlare di copertura di bilancio?

Il bilancio consuntivo (o rendiconto) è il documento con cui la Giunta rendiconta e certifica alla fine dell’anno le spese e le entrate effettivamente sostenute per la gestione dell’ente locale preso in esame, di fronte al Consiglio che ha la competenza per l’approvazione definitiva.

Scusate, ma se da tre anni non viene presentato un bilancio alla Giunta, su quale documento il Consiglio approva?

E se ad oggi tutto questo non esiste su quali documenti viene richiesta l’anticipazione di tesoreria?

Proseguiamo.

L’apertura di credito concesso agli enti locali e similari è conosciuta come “anticipazione di tesoreria”, il quantum concedibile è quantificato nell’articolo 222 del T.U.E.L. che lo identifica entro il limite massimo dei tre dodicesimi (aumentato a cinque dodicesimi anche per l’anno 2016) delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio.

Perdonateci la poca conoscenza in materia, ma di quali titoli parliamo, se ufficialmente non ci sono approvate rendicontazioni da prendere in esame?

La modalità di contabilizzazione dell’anticipazione di tesoreria ha riconosciuto due integrativi ed importanti fondamenti contabili:

  1. La principale originalità, nel rispetto del principio contabile generale della competenza finanziaria che prevede che gli stanziamenti riguardanti i rimborsi delle anticipazioni erogate dal tesoriere non hanno carattere autorizzatorio (autorizzatorio è il potere concesso alla P.A. di rimuovere un provvedimento).

Per un’analisi completa si riporta che il principio contabile applicato alla contabilità finanziaria, recita che: «le prospettive del bilancio di previsione finanziario hanno carattere autorizzatorio per ciascuno degli esercizi cui il bilancio si riferisce, costituendo limite agli impegni e ai pagamenti, fatta eccezione per le partite di giro/servizi per conto di terzi e per i rimborsi delle anticipazioni di cassa. La funzione autorizzatoria fa riferimento anche alle entrate, di competenza e di cassa per accensione di prestiti.

L’anticipazione di tesoreria nel suo complesso, non sottostà al principio autorizzatorio del bilancio in modo chiaro per quanto riguarda la spesa e per quanto riguarda l’entrata, essendo essa un entrata diversa dalle poste di indebitamento come in precedenza evidenziato.

  1. La modalità di contabilizzazione della posta di bilancio di entrata e spesa, infine, deve essere rispettosa del principio generale, il quale prescrive che le entrate devono essere iscritte al lordo delle spese sostenute per la riscossione e di altre eventuali spese ad esse connesse e, parimente, le spese devono essere iscritte al lordo delle correlate entrate, senza compensazioni di partite.

Quanto detto, pertanto, obbliga l’Ente ad emettere tanti ordinativi di incasso e di pagamento quante siano le movimentazioni registrate dal tesoriere intercorse dal primo gennaio al trentuno dicembre di ogni anno. Da qui la necessità che tali poste non siano soggette al principio autorizzatorio del bilancio e così facendo permettano una piena contabilizzazione delle partite pendenti entro la chiusura del rendiconto di esercizio.

Ma di quale RENDICONTO DI ESERCIZIO, o meglio di QUALE ESERCIZIO STIAMO PARLANDO? 2017? 2018? 2019?

Vorremmo leggerlo nei dettagli di stesura della nota integrativa documento obbligatorio allegato ai rendiconti!

Movimento Civico per Tarquinia