Arriva il 2020, prospettive e speranze di ecologia e giustizia sociale

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Nelle festività del Natale e del Capodanno che stiamo vivendo, al di là di tanti messaggi consumistici,  alcune flebili voci invitano a perseguire un sincero impegno di crescita, coerentemente con i Valori cristiani e di una  “religione laica”  su cui coerentemente tutti i cittadini che credono nei valori costituzionali  del lavoro e della solidarietà – ancora definibili uomini e donne di “buona volontà” – possano trovare una base di Unità d’intenti e di Concordia operosa per perseguire il Bene Comune e la realizzazione  dei  singoli cittadini, specie dei giovani .

Il legame tra giustizia sociale, pace, economia solidale è sempre più messo in discussione dai numerosi problemi che riguardano l’ambiente naturale dell’uomo, in particolare l’uso delle risorse e delle energie, i cambiamenti climatici, l’applicazione e l’uso della biotecnologie, la crescita demografica, l’uso distorto e speculatorio del territorio.

Se la nostra società civile non saprà far fronte a queste nuove sfide con un rinnovato senso della giustizia ed equità sociali e della solidarietà internazionale, gli economisti illuminati, gli scienziati e gli uomini di chiesa cristiani e di tutte le religioni temono che si corra il rischio di seminare conflitti tra i popoli e tra le generazioni presenti e quelle future.

La tutela dell’ambiente e del clima dopo le inondazioni ed i dissesti idro-geologici, è una sfida per i responsabili della “res publica” statale, regionale e comunale: si tratta del dovere, comune locale e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti, impedendo che si possa fare impunemente uso delle diverse categorie di esseri come si vuole.

È una responsabilità che deve maturare in base alla globalità della presente crisi ecologica – dentro e fuori dell’uomo, per questo si parla di ecologia interiore dell’uomo come tutela dell’integrità dei Valori del Bene privato e pubblico  – e alla conseguente necessità di affrontarla globalmente, in quanto tutti gli esseri dipendono gli uni dagli altri nell’ordine universale naturale.

Proteggere l’ambiente significa  proteggere il diritto dei popoli ad una crescita umana integrale, ma ciò comporta  anche preservare il territorio in cui viviamo da scelte politiche spesso solo  speculatorie,  nella programmazione di costruzioni selvagge, con la mancata gestione del traffico e del conseguente inquinamento dell’aria, inquinando con scarichi senza controllo le acque, intese come bene pubblico, disponibile per tutti i cittadini.

Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole,  l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali?”

Se, infatti, a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale (guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani), non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza, se non addirittura dall’abuso, nei confronti della terra e dei beni  ambientali e  risorse naturali  presenti in natura.

Intellettuali ispirati dalla fede religiosa e laici, in fruttuoso dialogo con Papa Francesco,  avvertono che sarebbe irresponsabile non prendere in seria considerazione la crisi ambientale.    Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali?

Tutte queste implicazioni religiose, etiche e politiche hanno un profondo impatto sull’esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all’alimentazione, alla salute, allo sviluppo, oltre che alla libertà e manifestazione del pensiero e di professione delle religioni.

L’augurio che ci sentiamo di formulare per il Capodanno 2020 è che prevalga un’ecologia interiore e sociale orientata al Bene, dei singoli gesti e delle scelte economiche, sociali e  politiche …. nelle nostre Città.