L’impegno della Confederazione Italiana Agricoltori per il rilancio delle aree interne, lo sviluppo delle filiere rurali dei territori e le infrastrutture di trasporto

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Dodici regioni coinvolte in quattro tappe che hanno interessato oltre 200 rappresentati delle istituzioni da settembre a oggi. E’ il bilancio di fine anno de “Il Paese che Vogliamo”, progetto-trasparenza firmato da Cia-Agricoltori Italiani che mette nero su bianco le azioni necessarie al rilancio delle aree interne.  Si va dagli interventi di manutenzione delle infrastrutture alle politiche di governo del territorio, dallo sviluppo di filiere a vocazione territoriale a nuovi sistemi di gestione della fauna selvatica e alla coesione istituzioni-enti locali.

A fare il punto di metà percorso è il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, in occasione dell’Assemblea annuale, illustrando gli obiettivi del road show che continuerà nei prossimi mesi. “Chiudiamo il 2019 carichi di quattro mesi di intensa attività focalizzata sul territorio con “Il Paese che Vogliamo” – ha detto il presidente – il roadshow, fondamentale per dialogare con governatori, sindaci, presidenti di enti e associazioni, accademici e cittadini, finora ha toccato al Nord Liguria e Piemonte, al Sud Campania, Puglia e Basilicata, al Centro Italia Toscana, Emilia-Romagna e Umbria e ha fatto tappa speciale anche nelle zone terremotate di Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Molise”. Obiettivo del lavoro, ha ricordato Scanavino, è realizzare il più dettagliato, organico e puntuale dossier sulle aree interne del Paese da presentare presto al governo.

“Il supporto infrastrutturale permette di tagliare costi e tempi al settore agricolo e agroalimentare e di aumentarne la competitività”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, intervenuta all’Assemblea annuale di Cia Agricoltori-Italiani, recentemente svoltasi a Roma  dove ha fatto il punto su quanto si sta facendo per migliorare i collegamenti con le aree rurali e sull’ultimo miglio.

“Stiamo finanziando molti interventi sulle aree interne e rurali attraverso Anas e il passaggio delle strade provinciali su Anas”, ha detto il ministro, nel ricordare di aver costituito “una cabina di regia a Palazzo Chigi per poter coordinare gli interventi sulla viabilità interna con quelli sul disastro idrogeologico, che prevedono finanziamenti da parte del ministero dell’Ambiente su progetti proposti dalle regioni”.

Secondo il ministro De Micheli, “è del tutto evidente che questo non basti rispetto ad una storia delle infrastrutture soprattutto delle aree interne e proprio per questo motivo abbiamo finanziato quest’anno in maniera continuativa le province per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria“. Obiettivo del ministro su questo fronte è “accelerare la suddivisione di questo fondo che è in legge di Bilancio e che quindi dovrà essere approvato prossimamente in modo da dare queste risorse nei primissimi mesi dell’anno prossimo”.

Il ministro ha infine evidenziato “l’imponente progetto sul cosiddetto ultimi miglio, ovvero sui collegamenti ferroviari rispetto ai porti e aeroporti; questo per rendere più competitivo tutto il sistema produttivo italiano e ovviamente per la natura stessa le produzioni agricole e agroalimentari”.