Riceviamo e pubblichiamo

Il MeetUp Orte 5 Stelle torna a far parlare di sé sulla gestione pubblica dell’acqua. Dopo anni di eclatanti azioni locali e politiche regionali mai applicate, che sono state utili solo a ritardare il problema, la situazione della gestione dell’acqua pubblica è ormai insostenibile. È necessaria una decisa azione del Sindaco – si legge in una nota del gruppo locale degli attivisti pentastellati – per evitare che anche Orte cada nella trappola della gestione della propria acqua da parte di Talete.

Per diversi mesi, il MeetUp Orte a 5 Stelle si è adoperato, lontano dalle beghe di Palazzo Nuzzi, per raccogliere le firme di circa mille cittadini, che si sono espressi contro la privatizzazione dell’acqua e in difesa di una delle cinque stelle del M5S: la gestione pubblica dell’acqua.
A seguito della raccolta firme, che conferma la volontà già espressa da tutti i cittadini italiani nel referendum del 2011, e in nome di un diritto universale che l’ONU riconosce come inalienabile, il MeetUp Orte a 5 Stelle chiede al Consiglio Comunale di Orte e al Consiglio Comunale dei Giovani un’azione coraggiosa e unanime contro Talete, in linea con quanto già approvato all’unanimità in varie amministrazioni comunali della provincia, tra le quali il Comune di Viterbo.

L’urgenza è determinata dai recenti sviluppi in materia, che vedono la corda stringersi lentamente ma inesorabilmente attorno al collo della Città di Orte. Meno di un fa, infatti, il Sindaco di Viterbo ha votato favorevolmente all’aumento tariffario del 7,6% della bolletta idrica. “Ricordiamo inoltre” – continua la nota – “che Talete S.p.A. è una società di diritto privato con capitale pubblico e svolge un servizio che, in alcune zone della provincia, non fornisce neanche acqua potabile, perché la stessa contiene arsenico anche tre volte superiore i limiti di legge.”

È quindi necessario, che il Sindaco si impegni a lottare contro un’ulteriore privatizzazione della gestione privata dell’acqua pubblica e di trasformare Talete in società di diritto pubblico. “Altrimenti” – conclude la nota – “ci ritroveremo presto a vivere la stessa situazione dei nostri vicini, con casi di distacco dei contatori anche solo per una bolletta non pagata; bollette pazze impossibili da verificare; la richiesta di depositi cauzionali per chi non accetta di pagare con RID; l’impossibilità di contatti telefonici con la società; e l’inesistenza di tutele delle fasce più deboli della popolazione.”