NewTuscia – ROMA – La deliberazione di Giunta n. 226 del 4 ottobre scorso “approva il progetto esecutivo dell’appalto per i lavori di adeguamento del parcheggio dell’autostazione per le linee provinciali, nazionali ed internazionali presso il nodo Anagnina, ai fini dell’assunzione del mutuo a copertura della spesa – importo complessivo: € 625.000,00”.

TIBUS è la stazione bus più importante in Italia per mole di passeggeri, ad oggi circa 8 milioni/anno. Circa 370 mila passeggeri solo a ridosso di Ferragosto. Nella prima quindicina di agosto 2019, 9.213 corse in totale, fra arrivi (4.144) e partenze (5.069). Un importante HUB per la città per la vicinanza con la stazione ferroviaria Roma Tiburtina, la metropolitana, la stazione di bus urbani e i taxi, ed infine, ma non ultimo, il treno metropolitano che garantisce un rapido collegamento con l’aeroporto internazionale di Fiumicino.

La delocalizzazione di TIBUS ad Anagnina è riuscita, una volta per tutte, a mettere tutti d’accordo sulla contrarietà rispetto a questa scelta. A partire dal Municipio di Anagnina, il VII, che si è espresso con forte negatività attraverso la sua presidente Monica Lozzi (M5S), per passare al Municipio II (PD) che ha nel proprio territorio l’attuale autostazione, il IV Municipio (M5S) che ha condiviso con il II Municipio il progetto presentato dai cittadini che vogliono mantenere la stazione dei bus presso Largo Mazzoni, ma con una versione moderna. Contrario anche buona parte del PD romano che si esprime attraverso un duro comunicato stampa di Giovanni Zannola che denuncia “un peggioramento delle condizioni logistiche per milioni di utenti” e pone forte l’accento sulla cifra di €625.000,00 che saranno presi “a buffo” da questa amministrazione.

Hanno espresso la loro ferma contrarietà anche diverse regioni e comuni a est e a sud della capitale, l’Abruzzo in prima linea, a cui si va aggiungendo la disapprovazione di diversi comuni del sud. Anche la Toscana si associa alla lunga lista dei contrari. Più di 8 mila firme di cittadini sono state raccolte con procedura ufficiale e certificata dall’anagrafe. Tutti i comitati di quartiere sia di Anagnina che della Tiburtina si sono già detti contrari allo spostamento, oltre a numerosissimi coordinamenti di comitati di quartiere, e associazioni di tutta la città. Sembra quindi che sia solo la Giunta Capitolina a continuare a volere questa delocalizzazione.

L’autostazione presso la Tiburtina è e rimane fondamentale per svariate tipologie di persone, dagli studenti fuori sede, ai lavoratori  pendolari, ma certamente la categoria che sta più a cuore a Cittadinanzattiva sono tutte quelle persone che giornalmente raggiungono la nostra città per eseguire visite mediche, per curarsi nei vari centri dei eccellenza medica che Roma offre“, afferma Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.

Inoltre appare singolare immaginare uno spostamento in un’area periferica senza servizi adeguati per il trasbordo di così tante persone e con l’immancabile aumento di traffico automobilistico privato sulla Via Tuscolana che è già intasata in orario di ingresso e di uscita dai luoghi di lavoro e che si troverebbe a essere oggetto di un aumento consistente e non sopportabile su quel quadrante.

E certo la vicinanza con la stazione Metropolitana non è assolutamente una panacea vista la situazione attuale del trasporto pubblico locale.

Le condizioni per offrire un servizio migliorativo al momento sono lontane e non certo sarà sufficiente approntare un lavoro di restyling degli stalli per gli autobus presso Anagnina per garantire un servizio ottimale.

Per questi motivi – conclude Rosati – restiamo profondamente contrari a un progetto che appare nella sostanza inutile se non supportato da adeguate, comprovate e definitive opere di snellimento della mobilità di cui la Capitale, ancora oggi, non vede alcuna proposta seria“.