Ferrovia Roma Nord. Fratelli d’Italia: Interrogazione a risposta scritta

NewTuscia – VITERBO

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Paola De Micheli

Al Ministro dell’Interno Dott.ssa Luciana Lamorgese

e al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie On. Francesco Boccia

PREMESSO CHE

la ferrovia Roma Nord, anche conosciuta come ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, è lunga 101,86 km ed unisce il centro della Capitale con Viterbo sin dal 28 ottobre 1932;

che il tracciato della suddetta ferrovia segue la via Flaminia sino a Civita Castellana e, quindi, costeggia le pendici dei Monti Cimini giungendo a Viterbo da Est attraversando numerosi Comuni della Tuscia Viterbese privi di altro collegamento ferroviario;

che la ferrovia in questione è strutturalmente gestita con due distinti servizi ferroviari effettuati il primo lungo la cosiddetta “tratta urbana” romana (tra Piazzale Flaminio e Montebello), e un secondo servizio effettuato lungo la cosiddetta “tratta extraurbana” (tra Montebello e Viterbo);

che lo Stato con il D.Lgs 422/1997 recante “Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale”, così come integrato e modificato dal D.Lgs 400/1999 e s.m.i. ha delegato, tra l’altro, alla Regione Lazio le funzioni ed i compiti in materia di programmazione e gestione delle ferrovie regionali già in concessione all’azienda Co.Tra.L.;

che con la Deliberazione di Giunta Regionale n. 5928 del 20/12/1999, la Regione Lazio ha approvato lo schema di Accordo di Programma con il Ministero dei Trasporti e delle Navigazione per il trasferimento alla Regione delle funzioni amministrative e di programmazione relative ai servizi in concessione al Co.Tra.L. (poi Met.Ro. S.p.A. ed ora ATAC S.p.A.);

che con il D.P.C.M. del 16 novembre 2000 sono state individuate e trasferite alle Regioni le risorse finanziarie per l’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti ai sensi degli articoli 8 e 12 del D.Lgs. 422/97 e successive modificazioni;

che, pertanto, la Regione Lazio dal 2000 è proprietaria della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo e dei suoi beni (compresi i treni);

che la società di trasporto ATAC, per conto della Regione Lazio è l’esercente che assicura tanto la manutenzione ordinaria e straordinaria della ferrovia, del materiale rotabile ed i servizi di trasporto;

che, conseguentemente, ai sensi dell’articolo 8, comma 3, del D.Lgs. n. 422/97 a partire dall’anno 2001 lo Stato ha disposto annualmente il trasferimento alla Regione della quota di competenza relativa al “Fondo comune per rinnovo impianti fissi e materiale rotabile” di cui alla legge 8 giugno 1978 n. 297 per un importo annuale pari a quasi 4, 8 milioni di euro;

che con la Deliberazione di Giunta Regionale del Lazio n. 1694 del 20/12/2002 è stato approvato lo schema di “Accordo di Programma” e le tabelle allegate, tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Lazio, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 422/97 che ha stabilito l’elenco degli interventi concernenti le ex ferrovie concesse finanziati dallo Stato e cofinanziati dalla regione stessa;

che, a partire dall’annualità  2011 compresa, tutti i trasferimenti statali da federalismo amministrativo sono stati interessati dai tagli del Governo Monti di cui all’art. 14 del D.L. 78/2010 e che, da allora la Regione Lazio non ha mia provveduto a finanziare alcun intervento di manutenzione straordinaria sulle proprie ferrovie regionali salvo quelli precedentemente già finanziati precedentemente assicurati dallo Stato per l’importo sopra richiamato di circa 4,9 milione di euro annui;

che la ferrovia in questione si trova in uno stato di totale disinteresse da parte dell’amministrazione regionale, salvo sporadici e periodici annunci e proclami riguardanti nuovi e futuri investimenti ancora non concretizzatisi in alcun cantiere;

che, contestualmente, soprattutto a partire dal 2013 l’orario di servizio di trasporto è stato più volto rimaneggiato senza alla base alcuno studio di trasporto che potesse avvalorarne l’efficacia, soprattutto sulla tratta viterbese;

che proprio a seguito dell’emanazione dei nuovi orari in alcuni orari per raggiungere Roma dal viterbese è necessario cambiare più volte treno nelle stazioni di Catalano e Montebello, scoraggiando l’utilizzo del treno da parte dei pendolari;

che la Giunta Regionale del Lazio con la Delibera n. 191 del 15/04/2014 ha stabilito il “mantenimento in esercizio della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo quale ferrovia funzionalmente isolata dal resto del sistema ferroviario nazionale in gestione ad RFI ed escludendo, anche in prospettiva, lo sviluppo del traffico merci sulla stessa”;

che la Giunta Regionale del Lazio motivava la suddetta decisione in quanto  “la cancellazione della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo dall’elenco delle ferrovie interconnesse di cui all’Allegato 1 del Decreto Ministeriale 05/08/2005 viene meno l’oneroso obbligo di unificazione degli standard di sicurezza, dei regolamenti e delle procedure per il rilascio del certificato di sicurezza a quelli già previsti per la rete nazionale gestita da RFI, ai sensi dell’art. 27 del D.lgs 162/2007”;

che la decisione della Regione Lazio di evitare “l’oneroso obbligo di unificazione degli standard di sicurezza” è stata assunta nel 2014 nonostante numerosi eventi incidentali accaduti negli anni precedenti alcuni dei quali anche mortali, tra cui si ricordano:

  • la collisione di Pian Paradiso del 2003 tra treno e mezzo d’opera dove persero la vita macchinista e capotreno;
  • il tamponamento tra treni de La Celsa del 2010 che ha messo fuori uso due treni ed ha causato decine di feriti;
  • il treno in scarpata nei pressi di Fornacchia nel 2011 che ha causato circa 10 feriti;
  • la collisione di treno dentro il deposito di Acqua Acetosa nel 2009;
  • le due collisioni mortali solo nel 2013 tra treni e autovetture ai passaggi a livello;
  • i numerosi altri incidenti e pericolati ai passaggi a livello con cadenza sostanzialmente settimanale;
  • i numerosi deragliamenti agli scambi delle stazioni;
  • i numerosi rallentamenti per frane e per criticità alla massicciata ferroviaria;
  • la frequente caduta di alberi sulla sede ferroviaria;
  • la caduta di pali della linea aerea a causa della relativa vetustà;

CONSIDERATO

che a seguito del grave incidente mortale avvenuto tra Andria e Corato del luglio 2016 è stato emanato il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 5 agosto 2016, recante “Individuazione delle reti ferroviarie rientranti nell’ambito di applicazione del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, per le quali sono attribuite alle Regioni le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione” che ha attribuito all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie la competenza sulle cosiddette ferrovie interconnesse;

che fino alla DGR della Regione Lazio n. 191 del 15/04/2014 anche la ferrovia Roma Nord faceva parte delle suddette reti ferroviarie interconnesse;

che nonostante l’evento incidentale del luglio 2016 in Puglia abbia interessato una infrastruttura le cui modalità di esercizio si basavano sul regime del “giunto telefonico” analogamente alla tratta extraurbana della ferrovia Roma nord la Regione Lazio non ha provveduto in alcun modo a programmare investimenti volti a superare urgentemente il deficit di sicurezza oramai evidente;

che con il decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148 veniva stabilito a partire dal 1° luglio 2019 il passaggio sotto l’Agenzia per la Sicurezza delle Ferrovie anche delle reti funzionalmente isolate dal resto del sistema ferroviario;

che con il decreto legislativo 14 maggio 2019 n. 50, recante “Attuazione della Direttiva (UE) 2016/798 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 maggio 2016 sulla sicurezza delle ferrovie (rifusione)” il parlamento ha confermato la competenza dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie anche per le  ferrovie isolate;

che tra le reti funzionalmente isolate dal resto del sistema ferroviario vi sono anche le ferrovie Roma Nord e la ferrovia Roma Lido così come ribadito dal legislatore con il Decreto prot. 347 del 2 agosto 2019 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;

che, conseguentemente, a partire dal 1° luglio 2019 ATAC e Regione Lazio hanno dovuto rimodulare l’orario di servizio in base alle disposizioni stabilite nel nuovo quadro normativo trovandosi del tutto impreparate nonostante il tempo a disposizione offerto dal legislatore sin dal 2017;

CONSIDERATO

che dal settembre 2013 le corse ferroviarie della tratta extraurbana sono passate nella tratta viterbese (tra Civita Castellana e Viterbo) da 24 a 16 e nella tratta romana (tra Civita Castellana e Montebello) da 34 a 22;

che alle decurtazioni previste in orario si aggiungono frequenti soppressioni e disservizi dovuti anche all’eccessivo affollamento dei treni non mitigato neanche dall’aggiunta delle corse automobilistiche sostitutive previste da ATAC;

che dette decurtazioni di treni hanno penalizzato più di altre la popolazione scolastica che non dispone più dei precedenti collegamenti per raggiungere le rispettive scuole;

che la decurtazione delle corse nella tratta viterbese prevista con l’orario di settembre 2019 è molto grave perché la ferrovia è il mezzo più sicuro nei mesi invernali per raggiungere il capoluogo di Viterbo da molti centri abitati a causa della frequente presenza di ghiaccio e neve sulle strade;

che nella tratta romana sono previsti nei prossimi anni diversi interventi che prevedranno la chiusura della tratta extraurbana per quasi due anni per realizzare un parziale raddoppio mentre nel resto d’Italia le linee ferroviarie le ferrovie vengono mantenute aperte all’esercizio quanto più possibile anche in soggezione di cantieri;

che anche la tratta urbana nel corso del 2020 sarà interessata dalla chiusura della stazione di Piazzale Flaminio per almeno 8 mesi con gli inevitabili ulteriori disagi;

che l’affollamento della tratta urbana, causa i numerosi treni urbani soppressi è oramai ritenuto inaccettabile soprattutto nella stazione in galleria di Piazzale Flaminio e nel nodo di scambio di Montebello;

RITENUTO il comportamento e le motivazioni della REGIONE LAZIO della Delibera n. 191 del 15/04/2014 inaccettabile, controproducente e rappresentativo di una evidente incapacità di gestire la programmazione e la gestione dei servizi di trasporto delle ex ferrovie concesse;

SI INTERROGA:

il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti:

  • se siano a conoscenza della situazione drammatica che sta interessando i pendolari delle ferrovie regionali nella Regione Lazio e cosa stia facendo, come amministrazione statale per eliminare tali criticità;
  • se sia vero che l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie abbia intenzione di far chiudere la tratta extra-urbana della ferrovia Roma Nord (Roma-Civita Castellana-Viterbo) a causa delle carenze documentali e delle motivazioni presentate dall’Esercente ATAC e dalla Regione Lazio;
  • se sia vero che l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie stia per imporre la veloctà massima di 50 km/h alla ferrovia Roma-Lido;

al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie:

  • se ricorrano i presupposti affinché lo Stato possa ritirare la delega alla Regione Lazio in materia di programmazione e gestione delle ferrovie regionali così da esercitare direttamente dette funzioni per il tramite delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato, provvedendo all’inquadramento su domanda dei dipendenti di ATAC in servizio sulla ferrovia Roma Nord;

al Ministro dell’Interno:

  • se ritenga opportuno far presenziare quanto prima, negli orari e nei giorni più critici, dalla POLFER le stazioni ferroviarie di Piazzale Flaminio e Montebello e dai Vigili del Fuoco la Stazione di Piazzale Flaminio.

Fratelli d’Italia Viterbo