“Nella legge di bilancio 2020 l’inferno fiscale viene riservato solo ad artigiani e commercianti”

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De Simone: “Siamo alla demonizzazione delle pmi, senza un reale contrasto alla grande evasione”

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. “Il problema dell’evasione fiscale in Italia sembra ridursi esclusivamente ai lavoratori autonomi, agli artigiani e ai commercianti”. Il segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo, Andrea De Simone, interviene sulle misure che, a partire dalla prossima Finanziaria, dovrebbero andare ad aumentare le tasse indirette dei titolari di partita iva e dei piccoli imprenditori.

La manovra economica del Governo Conte bis è di stretta attualità in queste settimane e le dichiarazioni della maggioranza che compone l’Esecutivo su come sarà strutturato il documento di programmazione finanziaria per il 2020 suscitano perplessità nel mondo della piccola e micro impresa. “Perplessità e anche molta preoccupazione – chiarisce De Simone -, perché è evidente che il recupero del gettito fiscale riguarderà solo le categorie più deboli, tralasciando completamente grandi attività o grandi gruppi del web non certo già gravati da una pressione asfissiante e da adempimenti burocratici che andrebbero superati. Un vero e proprio inferno fiscale per artigiani, commercianti e titolari di partita iva: Confartigianato è da sempre favorevole al contrasto all’evasione, ci mancherebbe, ma fino a che si continuerà con la scientifica demonizzazione solo del falegname, dell’estetista, del piccolo commerciante e del ristoratore, l’Italia resterà un Paese sospeso, bloccato. Il problema è ovviamente di portata nazionale, ma guardando anche al nostro territorio si rischia così di accentuare fortemente le criticità che da tempo affliggono le pmi locali”.

Sono soprattutto la mancata estensione nel 2020 del regime forfettario al 20% ai lavoratori autonomi che dichiarano tra i 65mila e i 100mila euro l’anno, prevista dal precedente Governo Conte, e l’aumento di altre imposte indirette a sollevare i dubbi di chi rappresenta la piccola impresa. “Dopo l’introduzione della fatturazione elettronica, andata a regime comunque riducendo al minimo i disagi grazie al lavoro di mediazione capillare delle associazioni di categoria come Confartigianato, e da gennaio prossimo dell’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi – aggiunge il segretario – si continua con provvedimenti che mettono a rischio la sopravvivenza delle pmi. E’ il caso dello sconto fattura per ecobonus e sismabonus, sui cui speriamo che il Governo mantenga gli impegni presi per rivedere la norma. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: lo sconto in fattura è inaccettabile, perché se un privato cittadino spende, per esempio, 1000 euro per una ristrutturazione e paga nell’immediato la metà dell’importo per effetto del bonus, non può essere la piccola impresa a rimetterci. In questo modo finirà che le pmi andranno in sofferenza, non avendo né il tempo né il fatturato richiesti per attendere il quinquennio delle deduzioni. E allora verranno tagliate fuori dal mercato: rischio, questo, certificato peraltro anche dal Garante della Concorrenza e del Mercato”.

“Questa caccia alle streghe non aiuta realmente il Paese a recuperare il sommerso – conclude –, perché colpisce sempre e solo i piccoli imprenditori. Si continua a voler far finta di non vedere dove sta la vera grande evasione, a cominciare dai paradisi fiscali all’interno della stessa Unione Europea, dove non sono di casa certo i nostri artigiani e i nostri lavoratori con partita iva. Non è con l’imposizione di altre tasse che l’Italia si discosterà dalla crescita zero”.