Presto verrà presentato in anteprima “L’italiano che inventò il cinema” il documentario biografico su Filoteo Alberini diretto da Stefano Anselmi per la Blue Cinema Tv.

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Stefano Stefanini

Orte Viterbo  Newtuscia – Finalmente le aspirazioni, i programmi, ed il progetto di dedicare a Filoteo Alberini  pioniere ortano del Cinema e fondatore, insieme a Dante Santoni della moderna industria cinematografica italiana prende corpo con un documentario biografico. Si rende il dovuto riconoscimento all’uomo pioniere del cinema internazionale per troppo tempo lasciato nell’ombra.

Questo documentario costituisce il quarto significativo  tassello della riscoperta dell’inventore ortano, dopo l’organizzazione del Festival internazionale del Cortometraggio da parte di alcuni giovani ortani,    la stesura della biografia di Filoteo Alberini da parte della scrittrice Giovanna Lombardi,  l’istituzione del Premio all’eccellenza cinematografica e la realizzazione di un monumento al pioniere del Cinema, commissionato dal Comune di Orte allo scultore  Roberto Joppolo  e installato sulla Terrazza giardino che speriamo al più presto sia intitolata a Filoteo Alberini.

Inoltre sono in corso i lavori di ristrutturazione, richiesti dal comune di Orte e finanziati dalla regione Lazio,   del Cinema Teatro Filoteo Alberini, nel centro satorico.

Il regista Stefano Anselmi ha annunciato  con grande soddisfazione personale e professionale:  “Con la Blue Cinema Tv,  società con sede a Roma,  abbiamo realizzato il primo documentario biografico su Filoteo Alberini, nativo di Orte e operativo per tutta la sua carriera nel Lazio.

Immagini  tratte dalla presentazione del regista Stefano Anselmi del suo “L’Italiano che inventò il cinema”

“L’italiano che inventò il cinema” e fa giustizia all’uomo che potrebbe avere inventato il cinema prima dei fratelli Lumière.  Il documentario comincia ora la sua avventura per i Festival e poi  – auspica il regista Stefano Anselmi –   si spera per le reti televisive.

Ci sarà – spero presto – una sua presentazione nel territorio, ad Orte,  che lo ha visto nascere ma nel frattempo è opportuno per noi che se ne parli.”

Sempre il regista Stefano Anselmi riferisce nella sua presentazione del Docufilm:  “ E’ stata una piccola produzione, con i finanziamenti della Film Commission del Lazio e tax credit,  ma fatta con molta cura, soprattutto arriva dal lavoro mio di 10 anni fatto con la biografa Giovanna Lombardi e infine con Daniele Baldacci che l’ha prodotto. E’ importante per noi far conoscere il nostro progetto”.

 

LA SCHEDA TECNICA DEL FILM  DUCUMENTARIO GENERE Documentario storico

AMBIENTAZIONI PRINCIPALI Roma, Orte, Milano

EPOCA ricostruzione storica (1896-­‐1937), interviste (2019)

PRODUZIONE Daniele Baldacci per la Blue Cinema TV

LOGLINE La ricostruzione dell’incredibile vita del pioniere italiano Filoteo Alberini, che per alcuni potrebbe avere “inventato” il cinema un anno prima dei Lumière, diventa occasione per una riflessione sulla “Settima Arte” e sulla sua natura di “magnifica ossessione”.

IL PROGETTO

Stefano Anselmi specifica: “Che il cinema sia una malattia, una magnifica ossessione, lo dimostra la storia del pioniere italiano del cinema, Filoteo Alberini. Impiegato statale nativo di Orte, nel Lazio, è stato molto di più di un tecnico prestato all’arte come i fratelli Lumière.

Tra i primi esercenti in Italia, a Firenze; primo ad aprire un “vero” cinema a Roma, il Moderno, a Piazza Esedra, ancora esistente; primo produttore e regista di film a soggetto in Italia: il suo La presa di Roma, del 1905, è considerato da tutti gli storici del cinema “il primo film italiano”. Aveva perfezionato e registrato il brevetto della sua macchina da presa, il Kinetografo, nell’ottobre del 1894 ma questa invenzione cadde nell’indifferenza totale in Italia. Pochi mesi dopo ci sarà il trionfo dei fratelli Lumière e del loro Cinématographe.

Alberini non demorde, fonda la più importante e antica casa di produzione italiana, la Alberini e Santoni -­‐ poi divenuta Cines -­‐ e continua al tempo stesso il suo straordinario percorso di ricerca arrivando con le sue invenzioni a toccare campi che segneranno la storia del cinema: come la Cinepanoramica, antenata di qualsiasi tentativo di “allargare” il formato di visione del cinema da quello quadrato dei Lumière. La visione stereoscopica ela ricerca della terza dimensione, sarà l’ossessione che lo accompagnerà fino alla morte.

Filoteo Alberini, italiano, inventore, esercente, produttore, regista sui generis, è stato un uomo venuto dal futuro o solo un grandissimo impostore, incapace di portare a termine un singolo progetto? È stato un genio inascoltato o il solito idealista italiano senza struttura che ha dovuto cedere davanti all’organizzazione perfetta di francesi e americani?

Il documentario cercherà di rispondere a queste domande, a volte con la storia e a volte – come dice il nostro narratore Georges Mèlies ­‐ con l’immaginazione propria del cinema.

RELAZIONE ARTISTICA DEL REGISTA STEFANO ANSELMI

Con “L’italiano che inventò il cinema”, ho cercato – dichiara Stefano Anselmi – di dare una cornice più moderna e attuale al classico documentario storico-­biografico. Questo utilizzando un particolare tipo di reenactment, relegando la ricostruzione storica al solo personaggio narratore, Georges Méliès, che si muove come un investigatore privato cinematografico nei luoghi di Alberini come sono ora. L’uso di Méliès come narratore, il simbolo dei cineasti dimenticati e poi riscoperti (per Méliès per fortuna ancora in vita), permette inoltre a livello di scrittura la possibilità di giocare con differenti generi e linguaggi come il reportage d’inchiesta, il genere detection, la ricostruzione grafica e un uso particolare, non pedissequo ma narrativo (forzandone anche allo scopo della narrazione il senso), del repertorio messo a disposizione dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano.

Partendo dalle ricerca dalla sola biografa di Filoteo Alberini, Giovanna Lombardi, iniziate ormai più di dieci anni fa, si è cercato in fase di scrittura di porre rimedio a una grande colpa nella storiografia italiana sul cinema: il totale oblio calato su Filoteo Alberini.

In qualsiasi paese europeo (non solo la Francia) una figura che avesse fatto solo la metà di quello che ha fatto Alberini sarebbe celebrato nel pantheon degli eroi nazionali.

Il soggetto ha cercato – partendo dal doppio senso su “L’italiano che ha inventato il cinema” – di mettere in luce la figura di Alberini non solo per la macchina da presa e proiezione che potrebbe aver inventato un anno prima dei Lumière (questo in compagnia di molti altri pionieri europei) ma per il fatto di aver veramente “inventato” da zero il cinema italiano, in termini di scrittura, produzione e soprattutto, cosa dimenticata spesso, di esercizio con il Cinema Moderno di Roma che è ancora attivo oggi.

Prodotto dalla Blue Cinema TV di Daniele Baldacci, “L’italiano che ha inventato il cinema” ha voluto fortemente mantenere sia nella parte di reenactment che in quella delle interviste agli esperti, una matrice cinematografica. Avvalendosi quindi dell’opera di un regista che viene dal cinema, così come il direttore della fotografia Daniele Baldacci, che ne è anche il produttore, la costumista Paola Nazzaro e il musicista Arturo Annecchino.

L’immagine e l’idea complessiva del progetto ha un continuo rimando al linguaggio cinematografico grazie all’apporto di questi collaboratori provenienti da quel mondo.

Il genere biografico sta avendo un grande ritorno commerciale in questi ultimi anni, sia nei canali tradizionali (reti generaliste) che soprattutto nella distribuzione pay tv e SVOD. La grande attenzione verso la biografia filmata come content si può vedere anche con la creazione di festival dedicati esclusivamente al documentario biografico.

Oltre a questo, “L’italiano che inventò il cinema”, può innestarsi nell’interesse dei buyers internazionali per il fatto che parla anche del lato artistico e storico dell’Italia (genere che non conosce flessione) per una volta legato a un periodo della nostra cinematografia insospettato come il cinema dei primordi, rispetto ai classici documentari sul neorealismo e sui grandi registi italiani comici e drammatici degli anni ‘60.

 

BIOGRAFIE

La casa di produzione

La casa di produzione BLUE CINEMA TV nasce nel 1999, assecondando una tradizione familiare di tre generazioni di artigiani della fotografia, dal 1929. La mission di “scrivere con la luce”, a partire dalle fasi di sviluppo e stampa fotografica, fino ad arrivare alla fotografia cinematografica, al digitale in alta definizione e ai visual effects, costituisce il tratto distintivo di questa produzione cinematografica indipendente.

Tra i lavori che hanno visto coinvolta a vario titolo BLUE CINEMA TV, in considerazione della principale occupazione del suo Amministratore, il Direttore della Fotografia Daniele Baldacci, compaiono “Il Dolce Rumore della Vita” di Giuseppe Bertolucci, “Musikanten” e “Niente come sembra” di Franco Battiato,” Il Sacro Monte di Varallo” e “Deserto Rosa”, di Elisabetta Sgarbi, “6 GIORNI SULLA TERRA” di Varo Venturi “Elsa & Fred” di Michael Radford, “BALKAN BAZAR” e “BROKEN” di Edmond Budina.

BLUE CINEMA TV ha superato infine anche l’ultima frontiera visiva, la cinematografia olografica interattiva, collaborando alla realizzazione dell’opera teatrale olografica “Telesio” di Franco Battiato, con tecnologia OLOS® (EPO patent, OAMI trademark).

Premiata nei festival internazionali con tre premi Kodak, e sei premi “Miglior Fotografia” al Festival Internazionale del Film, negli ultimi anni la società ha prodotto film di giovani emergenti: film opera prima “I Nostri Passi Diversi” di Alberto Bennati ( MENZIONE SPECIALE al festival CORTO E CULTURA MANFREDONIA 2018), il cortometraggio “Corpo” di Davide Colaiocco (riconosciuto dal MIBACT di INTERESSE CULTURALE NAZIONALE, premiato all’INTERNATIONAL FILM FESTIVAL SCRITTURA E IMMAGINE-­‐ PREMI FLAIANO 2018), ha in produzione “IL TEATRO DEL SILENZIO” di Alessandra Arcieri, il docufilm “ROBERTINO” e il docufilm “PASOLINI. POESIA E SANGUE” di Fabio Sanvitale.

 

Il regista

Stefano Anselmi, dopo essersi diplomato alla Civica Scuola di Cinema di Milano, Stefano Anselmi dal 1999 è stato primo aiuto regia per il cinema e la fiction tv. Ha collaborato con importanti registi italiani come Giacomo Battiato, Andrea Molaioli, Carlo Vanzina, Gianni Lepre e Sergio Martino.

Con il cortometraggio “Alice”, finanziato dal Mibact e interpretato da Isabella Ragonese, ha vinto tragli altri il Best Social Awareness Short Film al festival I’ve seen Films di Rutger Hauer e il premio come miglior attrice protagonista per Isabella Ragonese al Fano Film Festival.

Come regista ha diretto tra il 2008 e il 2010 numerosi episodi delle due stagioni della fiction Rai “Agrodolce”. Per l’Expo di Milano ha invece curato la messinscena del progetto olografico multilingue Olos (copyright Daniele Baldacci, produzione Rataplan Eventi).

Tiene dal 2009 corsi di regia e produzione alla Civica Scuola di Cinema di Milano “Luchino Visconti”. Ha scritto saggi su letteratura e cinema pubblicati dalle case editrici il Castoro e Mursia.

Nel 2018 ha diretto il suo primo film, la commedia “Non è vero ma ci credo”, scritta e interpretata da Nunzio e Paolo, prodotta da Notorious Pictures, Lotus Production e Minerva Pictures.

 

La biografa

Giovanna Lombardi, 42 anni, è giornalista, scrittrice e documentarista e insegnante di lettere alle scuole medie. E’ da sempre appassionata di misteri e di questioni femminili.

Dopo una laurea in Lettere Moderne, dalla Toscana si trasferisce a Milano e studia sceneggiatura cinematografica e videogiornalismo.

Nel 2008 esce il suo primo libro “Filoteo Alberini, l’inventore del cinema” (edizioni Arduino Sacco, in fase di ripubblicazione), una monografia sul pioniere italiano.

Nel giugno 2011 riceve dalla Regione Toscana il finanziamento per lo sviluppo della sceneggiatura del film documentario dal titolo “Caterina Bueno la voce della Toscana”.

Nel 2013 pubblica il libro “L’Uomo Nuovo. Dai creatori alieni al primo contatto” (Xpublishing), un testo che racconta ciò che da sempre ci viene nascosto sull’origine del pianeta Terra e della razza umana. Per la rivista Xtimes, per tre anni si occupa di esperienze di contatto con esseri extraterrestri. Sulla radio web Newliferadio per due anni (2012-­‐2013) conduce un programma dal titolo “Olos, libri per il cambiamento”.

Nel 2014 realizza un documentario autoprodotto sulla fondazione del Cerchio Planetario delle Donne e scrive un libro sullo sciamanesimo femminile e sul culto della Dea, dal titolo “Sciamane, donne che si risvegliano” (Verdechiaro edizioni) in libreria dal novembre 2015 e giunto alla sua terza edizione. I documentari autoprodotti, articoli e altri lavori sono sul suo sito www.giovannalombardi.com.   (Blue Cinema TV ©2019)