Le regioni per la diffusione di una informazione ed educazione ambientale sostenibile

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha recentemente  approvato il documento finale della Conferenza nazionale per il rilancio del sistema INFEA (informazione, formazione ed educazione, ambientale).

Gli impegni della Conferenza nazionale per il rilancio del sistema INFEA: informazione, formazione ed educazione, ambientale.

A conclusione dei lavori della Conferenza di Cagliari sono state condivise dai partecipanti le conclusioni e sono stati individuati gli impegni che tutti i soggetti partecipanti intendono rispettare per promuovere il rilancio e l’innovazione del Sistema IN.F.E.A., facendo tesoro dell’esperienza fino ad ora vissuta ma con una forte volontà di innovazione e potenziamento verso una Rete di Reti, inclusiva, competente e riconosciuta a livello istituzionale; lo scopo è che il Sistema, nel prossimo decennio, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, possa costituire una vera e propria infrastruttura a carattere materiale e immateriale per la promozione della cultura e dell’economia della sostenibilità nel nostro Paese.

 

Queste le principali considerazioni e impegni condivisi in sede di Conferenza.

  1. Il ruolo attuale dell’educazione alla sostenibilità ambientale è un ruolo complesso e multireferenziale, una modalità sistemica di intervento sugli stili di vita dei cittadini che utilizza differenti strumenti di azione a vario livello di integrazione e attiva reti di collaborazione e partnership con i numerosi attori implicati nei processi di crescita culturale indirizzata allo sviluppo sostenibile. L’azione educativa si fonda oggi su una pluralità di strumenti quali, tra gli altri, azioni fortemente caratterizzate da una struttura pedagogica; azioni di informazione e sensibilizzazione; interventi nei processi di partecipazione e nella costruzione di reti di scambio e relazioni; azioni di formazione e aggiornamento delle figure professionali che la nuova dimensione della sostenibilità ambientale richiede e azioni riconducibili alla costruzione di processi di /ife long learning; azioni di ricerca e sperimentazione.
  2. Lo scopo fondamentale dell’educazione alla sostenibilità è quello di supportare le politiche di sviluppo sostenibile con gli strumenti educativi, comunicativi e partecipativi. Un percorso di apprendimento che coinvolge le persone lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia all’età adulta.

Una serie di opportunità per sviluppare nuove chiavi di lettura, modelli, comportamenti e sistemi di gestione, per fare esperienza mettendosi alla prova e verificando i risultati, per accrescere l’empowerment e la resilienza delle comunità, delle organizzazioni, dei singoli, e per sviluppare l’economia della conoscenza e gli stili di vita sostenibili. L’educazione ambientale si configura come un processo di partecipazione, di apprendimento collettivo e di acquisizione della conoscenza, che deve coinvolgere non solo le scuole ma tutte le fasce di cittadini e i membri della società (governi, autorità locali, università, imprese, consumatori, organizzazioni non governative, ecc.), per creare una consapevolezza  ambientale, promuovere l’adozione di stili di vita e comportamenti ambientalmente corretti, promuovere l’economia circolare i consumi e i modelli produttivi orientati alla sostenibilità. È un concetto complessivo, riferito non solo agli aspetti ambientali, ma che considera i problemi della povertà, della salute, della sicurezza degli alimenti, della compartecipazione, dei diritti umani e della pace, in accordo con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e con quanto indicato dall’UNECE nel 2005.

  1. L’educazione alla sostenibilità va intesa in senso fortemente trasversale ed integrato e si sviluppa nell’ambito dell’educazione “formale” (Sistema educativo di istruzione e formazione), dell’educazione “non-formale” (i centri educativi sul territorio, le agenzie afferenti al SNPA, le cooperative educative e le associazioni ambientaliste e di ricerca, etc.), educazione “informale” (il sistema dei media vecchi e nuovi), in coerenza con il riordino istituzionale delle Pubbliche Amministrazioni e delle sue relazioni con la società civile, e in stretto collegamento con i principali strumenti di programmazione delle Regioni, delle Province Autonome e degli enti locali. Educazione alla sostenibilità, come educazione che si pone al centro dei processi di cambiamento, diffusa nel territorio (distretto formante), creatrice di nuova cittadinanza, anticipatrice e sperimentatrice di futuri sostenibili possibili.
  2. Il Sistema IN.F.E.A. è stato istituito col compito di organizzare e valorizzare la ricchissima e variegata realtà dell’educazione ambientale nel nostro Paese, coniugando le politiche ambientali con quelle educative, superando (PTIA 1994-1996) “la polverizzazione” delle esperienze territoriali. Da 20 anni e attualmente rappresenta un insieme a rete di soggetti istituzionali e privati con maturata esperienza e capaci di svolgere un’azione qualificata e diffusa a sostegno dell’educazione alla sostenibilità e dello sviluppo sostenibile con la realizzazione di numerose attività, progetti e programmi.
  3. L’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni il 23/11/2000 delle “Linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome in materia di INformazione-Formazione-Educazione Ambientale (l.N.F.E.A) verso un sistema nazionale l.N.F.E.A. come integrazione dei sistemi a scala regionale”, e il “Nuovo quadro programmatico Stato-Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità”, approvato e sottoscritto in Conferenza Stato-Regioni in data 01/08/2007, rappresentano ad oggi i riferimenti di leale collaborazione e di condivisione degli intenti politici e istituzionali tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, e continuano ad essere più che attuali per il Sistema IN.F.E.A. ed il suo funzionamento.
    6. Lo Stato, nei suoi differenti gradi di organizzazione, per quanto riguarda il sistema IN.F.E.A. ha un ruolo di indirizzo, programmazione e valorizzazione delle proposte e delle strutture territoriali.
  4. Il processo di interazione del sistema IN.F.E.A. con la società, per la particolare rilevanza che ha assunto in Italia e per la sua collocazione all’interno di un disegno istituzionale che vede coinvolte a pieno titolo le Regioni e le Province Autonome, anche tramite il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA), richiede che esso venga coinvolto e tenuto nella giusta e doverosa considerazione nel momento in cui si assumono iniziative in materia di educazione ambientale e di sviluppo sostenibile a livello nazionale.
  5. Le Regioni e le Province Autonome si impegnano a portare nelle sedi istituzionali di confronto con lo Stato (Conferenza Stato-Regioni e P.A.) le risultanze e le istanze della Conferenza di Cagliari per il rilancio del Sistema IN.F.E.A.
  6. Le Regioni e le Province Autonome si impegnano a interessare le proprie Presidenze, i Centri regionali di Programmazione, tutti gli assessorati regionali perché sviluppino sinergie nel promuovere la comunicazione, l’informazione e l’educazione ambientale come elemento trasversale inerente tutte le politiche regionali. Promuovere i Sistemi IN.F.E.A. regionali anche nei programmi europei per l’istruzione e la ricerca, per la cultura, per lo sviluppo locale sostenibile, per la cooperazione transfrontaliera, per i cambiamenti climatici, per la tutela della biodiversità e lo sviluppo delle aree naturali protette.
  7. Le Regioni e le Province Autonome si impegnano a potenziare e innovare i propri sistemi IN.F.E.A. regionali in chiave di maggior apertura verso tutte le componenti sociali e produttive (sistemi aperti e inclusivi), di sviluppo di scambi di esperienze a livello nazionale e internazionale (reti di relazioni e cooperazione), di miglioramento delle capacità di comunicazione esterna e coinvolgimento dei mezzi di comunicazione e di utilizzo del WEB, di maggior ascolto dei bisogni reali di sostenibilità e coesione sociale delle diverse realtà territoriali (territorialità), di promozione della sperimentazione e della ricerca in campo educativo verso approcci esperienziali e sistemici, di acquisizione di maggiori competenze professionali e di miglioramento della qualità dei servizi offerti, anche attraverso lo sviluppo dei sistemi di indicatori di qualità, di garanzia di terzietà nell’animazione dei processi partecipativi per la sostenibilità.