Dalla regione Lazio l’istituzione nel 2016 di un Premio intitolato al sindaco di Roma Luigi Petroselli

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Luigi Petroselli, uomo politico viterbese e sindaco di Roma  è stato ricordato oggi a 38 anni dalla scomparsa presso il Cimitero San lazzaro di Viterbo, presenti, tra gli altri, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena che ne ha tracciato l’esperienza politica ed il ricordo quale consigliere comunale di Viterbo, il presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi, l’assessore regionale ai Servizi Sociali Alessandra Troncarelli, il consigliere regionale Enrico Panunzi ed il segretario regionale del PD sen. Bruno Astorre.

Ricordiamo che nel 2016 la Regione Lazio aveva  promosso l’istituzione di un Premio in memoria di Luigi Petroselli sindaco di Roma, prematuramente scomparso 38 anni fa: il Premio riprende e propone l’idea di città e di comunità di Petroselli, mettendo al centro  i giovani e i temi della riqualificazione urbana e delle periferie. I premi intendono valorizzare  i progetti che mettano insieme architettura, sociologia, sport: progetti che sappiano individuare i bisogni complessi di una comunità e diano loro risposte complesse.

I grandi principi che animano il premio sono: la rigenerazione del tessuto urbano: l’idea principale di questa iniziativa è quella di cancellare la vergogna di spazi urbani senza dignità.

A un modello perdente fondato sul consumo di suolo, è necessario opporre un modello di edilizia pubblica che si basi sulla realizzazione di insediamenti urbani di qualità, aperti, integrati, sicuri, dotati di spazi verdi e di servizi che possono rendere più facile la vita a chi ci abita e ci lavora.

Mettere insieme le forze attive della città: un altro grande elemento di forza di Petroselli fu la capacità di mettere insieme attori diversi attorno a progetto comune per la città. Oggi, per rivitalizzare le realtà urbane serve recuperare quello spirito: saranno premiati i progetti che mettano insieme architettura, sociologia, sport: progetti che sappiano individuare i bisogni complessi di una comunità e diano loro risposte complesse.

I giovani al centro di un progetto di sviluppo infine i giovani. La Regione ha deciso di coinvolgere nel 2016 Laziodisu, l’ente per il diritto allo studio universitario del Lazio, perché questa scommessa si può vincere solo se si dà un ruolo attivo alle forze più giovani, supportando una serie di talenti straordinari che lavorano in tutto il mondo, ma che raramente riescono a mettere la loro professionalità al servizio dei luoghi in cui sono nati e vivono.

“Dopo 35 anni dalla morte, abbiamo voluto provare ad avvicinarci alla figura di Petroselli con coerenza. Non solo celebrare e ricordare, ma Petroselli entrerà nelle facoltà con i suoi valori, le sue idee, stimolerà gli studenti e le studentesse a preparare dei progetti – aveva dichiarato nel 2016 il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: i progetti vincitori riceveranno un assegno, ma soprattutto l’Ater si impegnerà a realizzare i progetti così come sono stati pensati dai ragazzi. Un atto dovuto non solo per il ricordo ma per la coerenza: trasformare la città partendo dai quei valori.

Ricordiamo, infine, che nel  2016 in coincidenza con il 35° anniversario della morte di Luigi Petroselli, sopravvenuta inaspettatamente il 7 ottobre 1981, anche Viterbo sua città natale ha ricordato la vita e l’esperienza di uno dei più amati  sindaci di Roma, con la pubblicazione del libro biografico scritto da don Angelo Massi: “Il compagno Petroselli dal Seminario al Campidoglio”, che è stato presentato dall’autore il 7 ottobre 2016  nella Sala Regia del Palazzo dei Priori.

Le motivazioni dell’Istituzione del  Premio intitolato al sindaco Luigi Petroselli

Dal 2016, a 35 anni dalla morte di Luigi Petroselli la Regione Lazio, con la collaborazione di LazioDisu, ATER Roma e Comune di Viterbo ed il supporto della famiglia di Luigi Petroselli, ha inteso ricordare uno dei sindaci più amati della città istituendo il “Premio Luigi Petroselli”.

Il Premio riprende e propone l’idea di città e di comunità di Petroselli mettendo al centro i giovani studenti e i temi della riqualificazione urbana e delle periferie, attraverso un progetto sui temi della rigenerazione del tessuto urbano per la riqualificazione delle periferie. Il Concorso di Idee, fa entrare nelle facoltà i suoi valori, le sue idee, stimolando gli studenti e le studentesse a preparare dei progetti. I due ambiti di intervento del Concorso sono stati rispettivamente scelti a Viterbo, città natale di Luigi Petroselli e a Roma dove è stato il sindaco che più di altri ha lasciato un segno vero nelle periferie e nel cuore dei romani.

Oggi, per rivitalizzare le realtà urbane serve recuperare quello spirito. In tal senso il premio intende raccogliere proposte che mettano insieme architettura, sociologia, sport: progetti che sappiano individuare i bisogni complessi di una comunità e diano loro risposte complesse. I giovani al centro di un progetto di sviluppo: La Regione ha deciso di coinvolgere LazioDisu, l’ente per il diritto allo studio universitario del Lazio, perché questa scommessa si può vincere solo se si dà un ruolo attivo alle forze più giovani, supportando una serie di talenti straordinari che lavorano in tutto il mondo, ma che raramente riescono a mettere la loro professionalità al servizio dei luoghi in cui sono nati e vivono.

I temi del premio e le aree di intervento, i  temi con cui gli studenti si sono confrontati dal 2016  è quello del riuso e della riqualificazione di uno tra due spazi pubblici, situati a Roma e a Viterbo:

Il Parco Anna Bracci, di proprietà dell’Ater del Comune di Roma, a Roma. Il Parco Anna Bracci, sede di diverse iniziative promosse dalle associazioni di quartiere, costituisce per il quartiere Primavalle, in attesa di un segno tutto da inventare che lo connoti.

La valorizzazione del Parco Anna Bracci obbliga a pensare nuove strategie operative e nuove modalità di riuso secondo una progettazione informale e antiretorica facendone un luogo di partecipazione e relazione, o per meglio dire di “produzione di relazioni”, per tutto il quartiere e per tutta la città.

Il comprensorio C5 di Santa Barbara, a Viterbo. Il quartiere, situato sulla via Teverina, si trova nella zona periferica est di Viterbo: l’insediamento insiste su un’area ereditata dai paesaggi degli orti, delle aree agricole e nasce con l’obiettivo di contrastare la speculazione e l’abusivismo. L’obiettivo è la riqualificazione di almeno uno degli spazi verdi, tra quelli individuati, finalizzata al maggiore utilizzo ai fini sociali ed ad un potenziamento della vivibilità quotidiana della zona. Il Concorso mira, dunque, a definire una visione per un futuro assetto e riutilizzo di una delle due aree. Il progetto che si richiede di elaborare dovrà definire una visione e degli scenari possibili per il futuro di una delle due aree e ad una gestione partecipata con gli abitanti dei quartieri. 

La biografia di Luigi Petroselli, Viterbo 1932 – Roma 1981.

Fu una stagione breve, quella di Luigi Petroselli Sindaco di Roma. Breve ma intensa. Eletto il 27 settembre 1979, dopo le dimissioni dello storico dell’arte Giulio Carlo Argan, fu confermato alla guida del governo della Capitale il 17 settembre 1981. Nelle elezioni per il Consiglio comunale, aveva raccolto 130mila voti di preferenza. La sua esistenza si spezzò all’improvviso il 7 ottobre, a conclusione di un intervento al Comitato Centrale del PCI. Appena due anni. Eppure Petroselli lasciò una impronta indelebile nella storia politica e amministrativa di Roma. “La grande metropoli può non essere il ‘male’ – affermava – se il suo sviluppo riesce a rifondarsi su una crescita civile e culturale di massa e sull’instaurazione di nuovi rapporti tra gli uomini”.

Lavorò all’“unificazione della Città intorno a nuovi valori”, dal centro alla periferia, attraverso il recupero e la riqualificazione delle parti più degradate, il reinserimento e l’integrazione dei ceti più emarginati. E affrontò grandi sfide culturali, come il progetto per la realizzazione del Parco archeologico dei Fori Imperiali: uno straordinario patrimonio dimenticato diventava elemento di trasformazione della Città moderna. Petroselli aveva maturato la sua esperienza politica e amministrativa a Viterbo. Nel capoluogo della Tuscia nasce il 1° marzo 1932 da Giulio, tipografo antifascista, ed Eufemia Fratini. Dopo la scuola primaria, prosegue gli studi nel Seminario Diocesano, che lascia al compimento del V Ginnasio. Frequenta quindi il Liceo Classico Statale.

Diventa diffusore de l’Unità (più tardi, assumerà l’incarico di corrispondente di questo quotidiano e di Paese Sera) e si iscrive alla Federazione Giovanile Comunista Italiana. Nel 1950 prende la tessera del PCI e inizia a lavorare nella Federazione provinciale. Partecipa alle lotte contadine per l’assegnazione delle terre incolte e nel 1951, nel corso dell’occupazione della tenuta “Colonna” a Bomarzo, viene arrestato; trattenuto in carcere per quaranta giorni, è condannato a dieci mesi di prigione. Si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma. Intanto, gli viene affidata la responsabilità della Stampa e propaganda, poi dell’Organizzazione del Partito.

Nell’ottobre del 1956, di fronte al brutale intervento sovietico in Ungheria, rimane profondamente scosso. Non condivide quella repressione, che invece il PCI, considerando le sorti del Partito inseparabili da quelle del campo socialista guidato dall’Urss, difende. Petroselli paga di persona, sul piano politico, il suo dissenso, sebbene non reso pubblico. Viene inviato a dirigere l’Unione Provinciale degli Artigiani Viterbesi, poi è nominato responsabile del Partito in Maremma. Nel 1968, appresa la notizia dell’ingresso dei carri armati del Patto di Varsavia a Praga, convocherà gli organismi dirigenti per esprimere una netta condanna, senza attendere la posizione ufficiale del PCI. – 4 – Nel 1962 diventa Segretario della Federazione comunista viterbese.

E’ Consigliere comunale nella Città di Viterbo dal 1961 e Consigliere provinciale dal 1963. Lucidi e appassionati i suoi interventi contro l’abnorme espansione urbanistica nella Città dei Papi, che condannava il centro storico all’abbandono, e per la gestione pubblica dell’acqua. Nel 1966 entra nel Comitato centrale del PCI. E’, questo, un anno importante nella sua vita privata: in Campidoglio, si unisce in matrimonio con Aurelia Sergi, siciliana, insegnante di matematica e scienze. Da Segretario di una piccola Federazione come quella viterbese, passa a dirigere il Comitato regionale del Pci, a 37 anni, al posto di Enrico Berlinguer. Dopo un anno, nel 1970, viene eletto Segretario della Federazione romana; nel 1972 è chiamato a far parte della Direzione del Partito.

Nel 1976 è capolista a Roma e nel 1979 diventa Sindaco. Un percorso prestigioso, grazie alle sue qualità, che gli consentono di conquistare autorevolezza e consenso. Dedica tutte le sue energie, senza risparmio, all’impegno per rendere concreta una nuova idea di Roma Capitale d’Italia. Muore “sul lavoro” a soli 49 anni. La partecipazione ai funerali, prima a Roma poi nella sua Città natale, è immensa. Se il ricordo di Luigi Petroselli è ancora vivo, lo si deve alle sue intuizioni, al suo impegno non comune, all’esempio di una vita vissuta sempre, da uomo libero, al servizio della comunità. Con umiltà. E con un senso delle istituzioni profondo.