Stefano Stefanini

NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – E’ stata recentemente divulgata la Lettera pastorale che il vescovo di Civita Castellana, mons. Romano Rossi ha indirizzato alla comunità all’inizio dell’anno pastorale, affinché i parroci ed i fedeli possano rendere attuali gli indirizzi di crescita comunitaria, nella certezza che  “È lo Spirito che dà vita”.
Dalle anticipazioni fornite dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi, traiamo le prime linee guida del testo, per approfondire poi da parte nostra le implicazioni pastorali, ma soprattutto sociali del documento del vescovo Romano Rossi.

«Collegarsi con il passato prossimo nel segno della continuità e guardare avanti, avendo come riferimento il progetto di Dio sulla chiesa e il mondo».
L’inizio dell’anno pastorale quest’anno ci ha riservato una novità. Oltre la Lettera Pastorale in occasione della Quaresima, il Vescovo ha pensato di indirizzare alla diocesi un’altra lettera che indichi il cammino all’interno delle parrocchie.

L’argomento è espresso fin dalla copertina: «È lo Spirito che dà la vita». Titolo magistralmente esplicitato nel retro copertina: «Senza lo Spirito Santo: Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto un’evocazione, l’agire cristiano una morale di schiavi.

Ma, con lo Spirito Santo: il cosmo è sollevato e geme nel parto del Regno, l’uomo lotta contro la carne, il Cristo è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa segno di comunione trinitaria, l’autorità servizio liberatore, la missione una Pentecoste, la Liturgia memoriale e anticipazione, l’agire umano è divinizzato».
È evidente l’obiettivo: diventare capaci di riconoscere i segni della vitalità dello Spirito e magari anche pronti a lasciarci afferrare per farci contagiare e farli risplendere anche la nostra vita.

E allora: «Si tratta di esprimere sempre più l’unità del Corpo di Cristo celebrata nell’Eucaristia e resa manifesta nella collaborazione al servizio del Vangelo. La riscoperta del mistero della presenza e dell’azione dello Spirito del Signore nella Chiesa e nei singoli cristiani è molto più della conoscenza di un nuovo trattato di teologia. È questione di vita divina scoperta, sperimentata, goduta e assimilata.
Se il Signore non pretende da noi la perfezione assoluta, non si stanca tuttavia di ricordarci che siamo un seme in crescita, piccolo, forse, ma vivo purché completo e in sviluppo».
Ed il Vescovo così conclude: «Non è facile parlare dello Spirito Santo nel Mistero profondo della sua identità. È invisibile ed è dappertutto. È presente in ogni cosa ed è al di là di ogni cosa. Tutto ciò che di bello e di positivo avviene nel mondo è opera sua. Tutto ciò che di santo e di vero si fa e si dice nella Chiesa è opera sua. Ma, anziché parlare di Lui, la cosa migliore è lasciare parlare Lui, ascoltare il suo racconto».
Di qui l’invito a rileggere gli atti degli Apostoli, definiti il Vangelo dello Spirito Santo.
Intanto la lettera sarà oggetto di riflessione da parte dei parroci e delle persone che intendono essere pietre vive della Chiesa.