Il summit dell’ONU suoi cambiamenti climatici dovrà tener conto delle proteste dei giovani in tutto il mondo. Un nuovo ’68 sul rispetto dell’Ambiente?

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – Il summit dell’ONU suoi cambiamenti climatici dovrà tener conto delle proteste dei giovani in tutto il mondo. Ci chiediamo se sarà possibile o necessario un grande movimento di Popolo, “Un nuovo ’68 sul rispetto dell’Ambiente” a ogni latitudine? La Politica dei Governi globale, nazionale e dei Territori regionali dovrà dare risposte concrete e credibili.

Una realtà incontrovertibile è emersa nel corso dei lavori del summit sul clima, convocato dalle Nazioni Unite a New York: il periodo 2015-2019 si prevede sarà il più caldo di cinque anni mai registrato con un +0,2 gradi rispetto al 2011-2015, mentre la temperatura media globale è aumentata di 1,1 gradi dal periodo preindustriale, secondo quanto riferito dall’Agenzia Ansa.

E’ questo l’allarme lanciato in occasione del Summit di New York dall’ Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm). Nel rapporto si evidenzia che tutti i segnali rivelatori e gli impatti dei cambiamenti climatici sono aumentati negli ultimi cinque anni così come c’è un record di crescita dei gas serra.

“Sessantasei paesi, 102 città e 93 imprese si sono impegnate a raggiungere zero emissioni entro il 2050”. Lo hanno reso noto le Nazioni Unite nel corso del summit sul clima a New York.

Riportano le cronache che Donald Trump si è presentato a sorpresa al vertice. Il presidente americano si è seduto in sala mentre il premier indiano Narendra Modi stava per prendere la parola. Trump non avrebbe dovuto partecipare all’incontro pur essendo al Palazzo di Vetro.

La Casa Bianca aveva infatti prenotato nel palazzo dell’Onu e alla stessa ora del vertice sul clima una sala conferenze per un incontro sulla libertà religiosa a livello globale. Una scelta che sembrava confermare lo scetticismo del tycoon sui temi ambientali.

Il grido di Greta: “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia“, ha detto la 16enne attivista svedese Greta Thunberg parlando al Summit sul clima in corso all’Onu.  “Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”, ha aggiunto, sottolineando che “il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

 Papa Francesco in un videomessaggio al vertice Onu sul cambiamento climatico: destinare maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico e aiutare le popolazioni più povere e vulnerabili.

A 4 anni dallo “storico” accordo di Parigi, “si osserva come gli impegni assunti dagli Stati sono ancora molto ‘fluidi’ e lontani dal raggiungere gli obiettivi fissati”.

“E’ necessario chiedersi – afferma Francesco – se vi sia una reale volontà politica di destinare maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico e aiutare le popolazioni più povere e vulnerabili, che sono quelle che ne soffrono maggiormente”.

Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte “Il tempo dei dibattiti e delle dichiarazioni è finito. Dobbiamo affrontare una sfida che è essenziale per il futuro dell’umanità”: Riferisce sempre l’Agenzia Ansa sulle dichiarazioni del premier Conte intervenuto al summit dell’Onu sul clima. Conte ha quindi sottolineato l’impegno dell’Italia da sempre sul fronte della lotta ai cambiamento climatici, ricordando come nel nostro Paese si stia attuando “uno dei programmi di decarbonizzazione più ambiziosi al mondo, grazie anche alla leadership del settore privato”. Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato come il Green New Deal messo a punto dal governo sia coerente con l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050, aggiungendo come la svolta sia anche “un’opportunità per creare posti di lavoro nel settore”.

Il commento e le prospettive del mondo della Scienza e della Ricerca Universitaria.

Federico Carli, economista dell’Università Luiss presidente dell’Associazione Guido Carli, sostiene sul quotidiano Avvenire “Questo è il tempo di sottolineare i benefici, non i costi della transizione ecologica. Cambiamenti climatici, crescita lenta, concentrazione del denaro, aumento della povertà, flussi migratori, esplosione degli estremismi sono fenomeni tra loro legati e richiedono una stretta cooperazione internazionale per dare alla popolazione mondiale (11,2 miliardi di persone nel 2100 secondo le previsioni dell’Onu) un futuro rispettoso della dignità umana e di pacifica convivenza.

Con le dichiarazioni di Giuseppe Conte a Bari e di Roberto Gualtieri a Helsinki, la questione ambientale è stata collocata al centro delle linee programmatiche dell’esecutivo. L’Italia deve tornare a svolgere un ruolo propulsivo in Europa e nel mondo, fidando sulla forza delle idee e arrecando il contributo culturale che la storia le impone.

Precisa il prof. Carli: “L’Italia può svolgere un ruolo importante sui due fronti su cui è necessario agire. Sul piano globale, l’Europa potrebbe farsi promotrice dell’istituzione di un ‘Climate club’ che abbia il compito di contenere le emissioni di CO2, all’interno della cornice delle regole del commercio internazionale, coinvolgendo immediatamente Usa e Cina e cooptando in seguito le altre grandi potenze demografiche del pianeta.

Sul piano interno, occorrerebbe varare un programma di investimenti europeo dedicato a contrastare i cambiamenti climatici, a mettere in sicurezza il territorio, a rinnovare le grandi aree urbane del continente.    Questo programma innalzerebbe la produttività del sistema, ne rilancerebbe la crescita, riassorbendo la disoccupazione e offrendo nuove prospettive alle giovani generazioni nel rispetto delle compatibilità di bilancio, attenuerebbe le sperequazioni, rafforzerebbe la coesione politica dei Paesi membri della Ue e collocherebbe nuovamente l’Europa al centro dello scacchiere politico mondiale.

Conclude il prof. Carli: “Il raggiungimento di questi obiettivi richiede di fuoriuscire dalla saggezza convenzionale che ha ingessato il dibattito pubblico europeo negli ultimi lustri e di dare vita a un linguaggio nuovo. Soprattutto, richiede coraggio”

Aggiungiamo noi, cari Lettori, nella Tuscia l’Università, con tutte le Facoltà di Ricerca e Studio Ambientale e Agrario,  le scuole di ogni ordine e grado, i rappresentanti del mondo della produzione e del lavoro, le Forze dell’Ordine impegnate a combattere i reali ambientali, in particolare i Carabinieri Forestali ed i corpo regionali  a tutela dell’Ambiente, le associazioni di tutela ambientale e le Istituzioni intensifichino tutti i loro sforzi per preservare e migliorare il Territorio – ancora e per ora !!! –  incontaminato con misure decise e “fortemente motivate” nei confronti dei cittadini, a partire da chi getta la carta a terra sino a chi abbandona o nasconde rifiuti tossici (per questi occorre adottare misure a “tolleranza zero”).

Solo con l’esempio positivo di chi è più Responsabile e l’impegno di tutti potremo preservare e lasciare migliorato ai nostri figli e nipoti il Territorio, fertile e generoso di frutti, che abitiamo qui e ora.

E’ auspicabile che in ogni scuola, secondo il grado e le competenze, si approfondisca, come del resto già fanno molti insegnanti e alunni, una nuova Cultura di rispetto e salvaguardia dell’Ambiente, della Terra, dalla differenziazione dei rifiuti, al loro smaltimento dell’uso intelligente delle auto, dal riscaldamento delle abitazioni, uffici e scuole, alla chiusura razionale dei centri storici e istituzione di isole pedonali e ciclabili, alla lotta alla plastica.

E soprattutto fare in modo che chi inquina sia perseguito e, nel rispetto della Legalità, paghi i suoi errori, con un giusto risarcimento all’Ambiente ed ai Cittadini di oggi e di domani!