Nostra intervista visibile su Teleorte e NewtusciaTv a Pietro Nocchi presidente della Provincia

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Il presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, sarà nostro ospite nella trasmissione “Fatti e commenti”  di questa settimana.

Il 18 settembre 2017, era stato proclamato eletto alla carica di Presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi, sindaco di Capranica. A due anni dalla sua elezione lo abbiamo sollecitato a tracciare bilanci e prospettive della sua azione di governo nell’ente provincia, con tutte le difficoltà economico-finanziarie e di competenze che l’attuale  azione amministrativa provinciale comporta

L’esponente politico, appoggiato a suo tempo dagli amministratori e sindaci di centrosinistra (Partito Democratico e Moderati e Riformisti) dei vari paesi della Tuscia aveva ottenuto il 57,03% dei voti contro il 42,07% di Paolo Equitani. In tutto Nocchi aveva ottenuto dagli elettori, sindaci e consiglieri comunali  dei 60 comuni della provincia,  366 voti contro i 249 di Equitani.

Pietro Nocchi sarà ospite telefonico della trasmissione televisiva “Fatti e Commenti”, in onda  questa settimana su Teleorte e Newtuscia.it., insieme a Nadia Proietti, della Giunta esecutiva dell’Ente Ottava Medievale di Orte, con la quale approfondiremo l’impegno culturale della Rievocazione storica, della Biblioteca Mediavale specializzata e del fine settimana conclusivo dell’Ottava di Sant’Egidio 2019. 

Avremo modo, chi scrive con il collega Gaetano Alaimo,  di chiedere al presidente Nocchi le sue priorità in merito alle prossime sfide che riguardano il rilancio dell’edilizia scolastica, il reperimento di fondi per la manutenzione delle strade della Tuscia, il personale interno e, in prospettiva, il dialogo con Regione e Governo, sul futuro dello stesso Ente Provincia.

Il problema delle Classi in sovrannumero e dello spostamento docenti e studenti tra i paesi: il Centrodestra in Provincia ha chiesto al presidente Nocchi l’istituzione di  un tavolo tecnico gestito dalla provincia.

Secondo i consiglieri di Centro Destra in Consiglio provinciale: “A pochi giorni dal via dell’inizio scolastico la situazione in alcune classi della nostra provincia appare drammatica. Da una parte, come a San Lorenzo Nuovo, si chiudono classi di prima elementare con bambini di sei anni costretti a spostarsi da un paese all’altro, con la inevitabile preoccupazione delle famiglie e con tutte le implicazioni di ordine logistico che ne derivano, specialmente nei mesi invernali, dall’altra leggiamo sui giornali di una consistente carenza di insegnanti nel sostegno e di gravi situazioni di sovraffollamento in alcune classi ove si supera ampiamente il numero consentito dalla legge; una legge, che è bene dirlo, profondamente da rivedere in quanto, stante l’attuale tendenza nelle nascite, si ritiene non sia più attuabile a meno che non si voglia chiudere in pochi anni tutte le scuole dei comuni più piccoli; una legge che tratta i bambini come numeri senza tener alcun conto delle situazioni logistiche e strutturali di scuole e comuni.

Si tratta di un problema gravissimo che non va sottaciuto perché crea disagi a centinaia di famiglie, agli insegnanti, costretti a gestire classi con numeri elevatissimi, agli stessi studenti che vedono la didattica passare in secondo piano, sacrificata al rispetto di una legge penalizzante ma soprattutto sacrificata alla carenza di docenti assegnati alla Tuscia dagli Organi preposti in numero inferiori a quelli necessari.

A tal proposito abbiamo già chiesto al Presidente della Provincia di convocare un tavolo tecnico con  Regione, Ufficio Scolastico Regionale e Ufficio Scolastico Provinciale per cercare una possibile soluzione a questo grave problema che, seppur con sfumature diverse, sta interessando diversi punti della Tuscia. Se anche ci fosse una possibilità su mille di sanare qualche situazione grave non possiamo lasciare nulla d’intentato. La buona scuola passa anche da qui. La richiesta dei consiglieri provinciali di centro destra Alessandro Romoli, Gianluca Grancini, Carlo Pellegrini, Massimo Bambini.

Pietro Nocchi ci illustrerà, tra l’altro, i contenuti di quanto sostenuto nella  scorsa primavera in Audizione alla Commissione Lavoro del Senato della Repubblica in qualità di rappresentante dell’Unione delle Province d’Italia. All’ordine del giorno la modifica al disegno di legge “Deleghe al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazione” su cui l’UPI è stata ascoltata in audizione dalla Commissione.

Tra le principali richieste espresse: incentivare lo svolgimento di concorsi unici tra enti locali in ambito provinciale o metropolitano; prevedere principi e criteri direttivi per introdurre una riforma della dirigenza apicale negli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitane –  con un ruolo unico dei dirigenti locali per superare la diversità di disciplina tra i dirigenti locali, che fanno capo agli enti locali,  e i segretari comunali e provinciali, che fanno capo al Ministero dell’Interno; superare alcuni limiti delle norme sulla contrattazione decentrata negli enti locali, attraverso l’incentivazione della contrattazione integrativa territoriale in ambito provinciale o metropolitano. Coinvolgere gli Enti locali in tutto il percorso di attuazione della delega.

“Occorre prevedere espressamente una clausola di salvaguardia anche per Province, Comuni e Città metropolitane, ora indicata solo per le Regioni – ha detto poi il rappresentante delle Province Pietro Nocchi – affinché l’attuazione dei principi previsti avvenga attraverso l’adeguamento dei loro ordinamenti”.

L’Unione Province Italiane partecipa ai lavori del tavolo per la revisione della riforma delle Province e in quella venne auspicato di “definire chiaramente le funzioni fondamentali delle Province, con  le  garanzie  necessarie sulle risorse per esercitarle e che si riveda l’assetto degli organi di governo, anche con il ritorno all’elezione diretta”.

Intanto, aggiungiamo noi, nel prossimo autunno si voterà per il rinnovo del Presidente della Provincia e del Consiglio Provinciale, occasione importante per ridefinire l’impegno per rilanciare la qualità dei servizi erogati dalla provincia ai cittadini, e per cui gli schieramenti politici ci si augura prenderanno posizione con future maggioranze e con “gestioni partecipate” con il massimo “senso di responsabilità” per il bene dei cittadini della Tuscia.