Lega Viterbo: i tredici comuni della Tuscia che beneficiano del Piano nazionale del Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico

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 Stefano Stefanini

NewTuscia – Oltre 4.400.000 € per la mitigazione del rischio idrogeologico, il rispristino e la tutela della risorsa ambientale della provincia di Viterbo, così la Lega di Viterbo commenta i recenti stanziamenti destinati alla Tuscia.

In un comunicato la Lega di Viterbo ringrazia il Governo per aver stanziato oltre 315 milioni di euro per il territorio nazionale con l’obiettivo di salvaguardare l’Italia dai sempre più frequenti fenomeni di dissesto idrogeologico.

Tra le principali regioni che potranno godere maggiormente di tale finanziamento – prosegue la Lega dii Viterbo – vi è la Regione Lazio ed in particolare la provincia di Viterbo.

Numerosi saranno infatti gli interventi che potranno essere avviati grazie all’approvazione del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, Piano Stralcio 2019.

A leggere i dati Ispra e quelli del Pai (Piano di Assetto Idrogeologico Regionale), l’atlante delle situazioni di rischio da frana e valanga in provincia di Viterbo elenca diverse zone, tra cui rientrano non solo i centri noti per la loro fragilità come Civita di Bagnoregio, ma anche comuni come Acquapendente, Proceno o Ischia di Castro.

Il rischio di frane e alluvioni nella nostra provincia è da sempre altissimo e alcuni comuni sono classificati nelle categorie di massima pericolosità. Finalmente dopo anni di richieste e sollecitazioni, questo Governo ha ascoltato la nostra provincia, stanziando ingenti somme per garantire la salvaguardia del territorio e la sicurezza dei cittadini, così conclude la Lega Viterbo, che con il senatore Umberto Fusco, sottolinea  la straordinaria  importanza delle opere per la messa in sicurezza dei nostri territori .

I Comuni che potranno beneficiare dei fondi, gli interventi finanziati con i rispettivi  finanziamenti.

Acquapendente: Stabilizzazione Rupe Trevinano – 500.000 €
Arlena di Castro: Interventi di mitigazione del Rischio idrogeologico sulla rupe tufacea sottostante l’abitato, 350.000€
Bagnoregio: Messa in sicurezza strada per Civita, 150.000€
Celleno: Messa in sicurezza del versante Nord dell’abitato, 490.000€
Cellere: Messa in sicurezza strada comunale Via piansano e Scuola Materna, 350.000€
Grotte Di Castro: Ripristino cavità tra Via del Lago e S.P 48, 160.000€
Ischia di Castro: Consolidamento dell’abitato Centro Storico, 500.000€
Latera: Messa in sicurezza Scarpata Campo Sportivo viale Imaggio, 222.000€
Lubriano: Consolidamento versante sotto Piazza Col di Lana, 180.000€
Onano: Consolidamento scarpata di frana Loc. Sannetro, 407.584€
Proceno: Messa in sicurezza centro abitato e strada provinciale Procenese, 472.273 €
Tessennano: Interventi di mitigazione del Rischio idrogeologico di Via Cellere, 350.000 €
Villa San Giovanni in Tuscia: Messa in sicurezza del centro abitato, 423.523 €.

Il quadro delle emergenze idrogeologiche delineato da Legambiente Lazio.

Da  alcuni anni Legambiente Lazio monitora la situazione della regione Lazio, a partire dai dati a disposizione di 48 comuni, che hanno risposto ad un questionario appositamente predisposto da Legambiente stessa.

Secondo  Legambiente Lazio l’83% dei comuni del Lazio conta abitazioni in aree a rischio idrogeologico, il 33% ospita interi quartieri, il 31% industrie, il 23% strutture sensibili come scuole e ospedali e strutture commerciali o ricettive. Nel 15% dei comuni si è continuato a costruire in aree a rischio idrogeologico negli ultimi 10 anni. Solo il 46% svolge un lavoro di mitigazione del rischio complessivamente positivo.

Questi i dati del rapporto Ecosistema Rischio, l’indagine che condusse Legambiente con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile,  confrontando  il rischio idrogeologico in Italia con le attività messe in campo dai comuni per prevenire e mitigare tale rischio.

I comuni della Tuscia più scrupolosi  nelle politiche di salvaguardia idro-geologica sono risultati  Tarquinia, Montalto di Castro, Gradoli, Graffignano e Grotte di Castro, Vasanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Blera e Faleria.

I comuni della Tuscia che hanno risposto al questionario proposto da Legambiente sono nove. I più scrupolosi  nell’attuazione di concrete politiche di salvaguardia idro-geologica sono risultati  nell’ordine: Tarquinia, Montalto di Castro, Gradoli, Graffignano e Grotte di Castro, Vasanello,  Villa San Giovanni in Tuscia, Blera e Faleria.

I parametri di misurazione di Ecosistema Rischio sono stati:

Esposizione ai rischi: 1) con la presenza di fabbricati,  abitazioni/quartieri, strutture sensibili come  scuole e ospedali e strutture commerciali o ricettive esistenti in zone a rischio; 2) realizzazione di edificazioni in aree a rischio negli ultimi 10 anni;

Attività di prevenzione:  1) esecuzione di interventi  di manutenzione ordinaria nell’ultimo anno; 2)opere di mitigazione del rischio; 3) tombamento di corsi d’acqua; 4) delocalizzazione di abitazioni e fabbricati industriali; 5) recepimento del Piano per l’Assetto Idrogeologico;

Sistema locale di protezione civile: 1) con l’adozione di sistemi di monitoraggio e allerta;   2)     piani di emergenza e relativo aggiornamento; 3) recepimento del sistema di allertamento regionale; 4) attività di informazione e di esercitazione presso la cittadinanza.

Dall’indagine Ecosistema Rischio risultò ancora troppo pesante il grado di urbanizzazione nelle zone a rischio che comprende abitazioni, interi quartieri e stru

tture sensibili, anche nell’ultimo decennio, e la mancanza di interventi di messa in sicurezza.

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